martedì, ottobre 17, 2017 Categoria: Cronache

“Shaken” e il paradigma degli abusi sui minori

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Di Mario Mariano (TefChannel)

 “È stato il libro più difficile della mia vita”, Alvaro Fiorucci, giornalista che ha raccontato per la Rai quarant’anni di cronaca nera e giudiziaria  in Umbria, non ha dubbi: “Ho scritto un libro sull’omicidio della piccola Maria Geusa perché non possiamo ne dobbiamo dimenticare un omicidio terribile. E come è successo per tanti delitti efferati non aiuta le comunità nei quali i fatti si sono verificati voltare pagina ad ogni costo, senza farci i conti, senza porsi domande. Archiviare alla svelta è come nascondere la polvere sotto il tappeto. Non è utile a nessuno aver paura  di un evento tragico. E’ profondamente ingiusto  che il contesto sociale si senta in qualche modo corresponsabile. Non è stata Perugia a produrre  l’assassinio di Meredith Kercher. Non ‘ stato Foligno a generare il Mostro che ha ucciso due bambini a distano di un anno il primo dal secondo. Non è l’Alta Valle del Tevere a doversi sentire in colpa per una colpa che non è sua.   C’è poi il discorso delle vittime. Le vittime si dimenticano facilmente. Restano protagonisti i responsabili o i presunti responsabili dei gravi fatti di sangue. Non può essere così. Va rovesciata una tendenza che è dei mass media come della società in generale . “. Di violenza sui minori si parla nella puntata Testimonianze dall’Umbria, il programma di Mario Mariano, in onda martedì alle 20.30 a Tef channel (piattaforma Sky 831), con al centro quel terribile omicidio avvenuto a Cittá di Castello nell’aprile 2004 e che ha veduto il responsabile ,Giorgio Giorni condannato all’ergastolo per la morte di una bambina di poco più di due anni,  secondo l’accusa abusata sessualmente  e poi “scossa” – di qui il titolo del libro, Shaken- “solo perché l’assassino non riusciva a frenarne il pianto”. Il libro di Alvaro Fiorucci inoltre dedica molte pagini alla figura della madre Tiziana deserta condannata a 15 anni di carcere  per avere concorso, secondo i giudici, negli stessi reati dell’imprenditore di San Sepolcro con il quale ipotizzava una “nuova vita” e anche una pur minima ascesa sociale. Una donna dagli atteggiamenti sconcertanti . Forte e determinata nel respingere le accuse. Fragile ,insicura, devastata quando le sue tesi di inconsapevolezza  non sono state credute e accettate.

Sono in aumento le violenze nei confronti dei minori in Italia ed in Umbria, numeri impressionanti, che fanno riflettere, che inducono a chiamare in causa scuola e famiglia, da sempre preposte più di ogni altra istituzione ad una vigilanza attiva. Altri ospiti della puntata sono la sociologa dell’Università di Perugia Rosa Rinaldi, l’avvocato Claudio Cimato, il manager di aziende Maurizio Crespigni e una mamma -lavoratrice Amoy Amici. Proprio la giovane donna, racconta le difficoltà nella crescita dei tre figli , legate ad un cambiamento veloce delle dinamiche della società e, di conseguenza, al rapporto donna -uomo all’interno della coppia.Crespigni ribadisce che a pesare sul bilancio di un piano educativo deve sempre essere “l’esempio” , ma la fotografia del momento vede giovani adolescenti impegnati su YouTube impegnati in  video di contenuti preoccupanti sotto tutti gli aspetti, compreso quello della tutela della loro vita.

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