Archivio della categoria “Cronache”

venerdì, agosto 18, 2017 Categoria: Cronache

Presidio del territorio,presidio del web contro la jihad

img_0518Che fare? Questa è una guerra che non si vince con le armi che si usano nelle guerre che  conosciamo per un ricordo recente o perché le stanno combattendo adesso e le abbiamo ogni giorno davanti agli occhi. E non perché le armi di chi attacca siano non convenzionali e siano molto più semplicemente e tragicamente un fai da te altamente nocivo. Ma perché gli attacchi non vengono portati secondo tecniche militari apprese nelle accademi o nei campi di addestramento . Superato un breve e non sempre necessario tirocinio ,mitragliatori,razzi,  bombe , si spostano in un non luogo dove questo esercito di nuova generazione non ha eretto fortificazioni ma ha dislocato le sue potenti armi nformatiche.

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giovedì, luglio 27, 2017 Categoria: Cronache

“Shaken”: cronaca di un delitto brutale e di un fenomeno sommerso

image1di ALLAN FONTEVECCHIA

“Shaken baby syndrome” è la sindrome del bambino scosso. E’ la causa della morte di Maria Geusa , 2 anni e 7 mesi, prima abusata e poi uccisa a Città di Castello il 5 aprile 2004. “Shaken – la bambina che attraversò il portone del pianto” , il nuovo libro di Alvaro Fiorucci ( Morlacchi Editore ) è la ricostruzione dei principali snodi  attraverso i quali la  giustizia ha affrontato un terribile fatto  che nel linguaggio asettico della cronaca è stato nello stesso tempo  facile e complesso. Facile perché   l’esecutore è stato preso dopo poche ore . Difficile invece per la ricostruzione delle  diverse fasi del delitto e per stabilire il ruolo della madre della  piccola vittima. E’ un  caso nel quale l’indagine scientifica- in particolare per identificare i reati commessi- ha avuto un a parte determinante anche se poi nei vari gradi di giudizio  è stato il  giudice, come lo era stato il pm per formulare le accuse, ad essere il perito dei periti, il “peritus peritorum”. Read more…

domenica, giugno 4, 2017 Categoria: Cronache

“Shaken”: in un libro il calvario di Maria Geusa

shakendi ALLAN FONTEVECCHIA

<<…..I bisogni che l’adulto può trovarsi a sfogare sul minore sono i più disparati, fra i più frequenti che l’esperienza giudiziaria insegna, vi sono il bisogno di esternare la collera o comunque la sofferenza interiore dell’adulto, per i fatti negativi della sua vita o per una sua sofferenza esistenziale irrisolta, e l’istinto sessuale.Così accade, purtroppo, seppure in casi sporadici, ma che comunque colpiscono negativamente l’attenzione dell’opinione pubblica, suscitando sdegno e riprovazione, che l’adulto inveisca, umili e picchi il minore o che lo usi, quale oggetto delle proprie attenzioni sessuali.Tale è stato il triste destino della piccola Maria Geusa, di cui tratta questo libro, una bimba di 2 anni e 7 mesi di vita, dapprima abusata sessualmente e poi uccisa dal compagno della madre. Il caso ha destato particolare commozione tra la gente per la tenerissima età della bimba ed altrettanto particolare riprovazione sociale per il coinvolgimento della madre nella vicenda Read more…

venerdì, aprile 14, 2017 Categoria: Cronache

Storie di “Lupi” e delle loro fughe diverse

download-1downloadLe analisi  che tendono a sovrapporre la  vicenda  criminale di Igor Vaclavic, sembra questa l’identità al dunque accertata, a quella di Luciano Liboni   rischiano di produrre un falso storiografico. Non c’è infatti nelle storie personali dei due banditi un elemento che li accumuni più di quanto siano genericamente   paragonabili tutti coloro che delinquono e uccidono. I due sono  diventati assassini per strade completamente diverse, stando a  quello che è noto del ricercato di oggi . E’ nella fuga che sembrano-ma soltanto per brevi tratti- percorrere/ripercorrere strade  che attraversano situazioni paragonabili. Per esempio è comune la dote fisica  della  capacità di nascondersi negli ambienti  più ostili e di sopravvivere nelle condizioni più estreme. Per questa capacità  Luciano Liboni  è stato “il lupo” e  il serbo Igor Vaclavic  è diventato “Il lupo”.   Read more…

mercoledì, febbraio 22, 2017 Categoria: Cronache

“Il sangue delle donne ” diventa teatro con “Per sempre mia”

copertinaSANGUE ALLAN FONTEVECCHIA-E’ ispirato al libro “il sangue delle donne” di Alvaro Fiorucci, lo spettacolo Per sempre mia”con cui debutterà il 25 marzo prossimo il Gruppo Teatrale La Fratente di Mugnano PG. Il testo nasce da un’idea della Regista Valentina Chiatti, la quale leggendo il libro scritto dal  Caporedattore del TGR Umbria, ha immaginato – e quindi trascritto – scene da realizzare su un palcoscenico, nel  tentativo di sensibilizzare lo spettatore su una tematica che sta diventando una piaga sociale nel nostro Paese: la violenza sulle donne. Lo scopo dello spettacolo non sarà soltanto quello di sensibilizzare il pubblico sul tema, ma sarà anche quello di raccogliere fondi da donare alle case famiglia o associazioni che si occupano di donne in fuga, di donne e bambini che scappano dalla violenza domestica  e di tutte quelle donne che trovano la forza e il coraggio di farsi aiutare. Read more…

sabato, gennaio 28, 2017 Categoria: Cronache

Spacciatori in stand by mentre le mafie provavano a correre: aperto l’anno giudiziario.

cardellaLe mafie  cercano ( e spesso li trovano) spazi nel tessuto economico con i capitali sporchi da investire riciclandoli ;  il  mercato della droga forse arretra o si sta ristrutturando . Più o meno a fuoco , è questa la fotografia dei principali fenomeni criminali che interessano l’Umbria, stando alle affermazioni fatte dalle più alte cariche della giurisdizione all’inaugurazione dell’anno giudiziario umbro. La macchina  gira con molti affanni dovuti ad acciacchi vecchi e nuovi: strutture, spazi , uomini e mezzi. E questo dato   è omogeneo   alle criticità prossime al collasso lamentate  in  tutti i distretti italiani. La risposta alla domanda di giustizia è ancora lenta. Un altro dato omogeneo anche nella sua cronicità. C’è però qualche spiraglio che potrebbe non far vedere tutto nera al cittadino che aspetta per anni una sentenza o semplicemente una prima pronuncia di giustizia. Anche a guardarla dal profilo della corrente burocrazia, ecco gli ingolfamenti. Però il qualche flebile voce positiva da mettere nel bilancio c’è. Merito di chi manda avanti il lavoro nonostante tutto. Il presidente della Corte Mario Vincenzo D’Aprile ha detto che  nel settore civile la pendenza complessiva si è ridotta da 10.691 fascicoli a 8.923 e nel settore penale, dove la pendenza è continuata a diminuire, passando da 3.832 a 3.553 procedimenti. Che sia un segnale? Difficile  piegare  questi dati ad una prospettiva di cambiamento restando immutate le condizioni normative e strutturali di base. Ma questo è un altro discorso. Un discorso che deve fare la politica. E i tempi della politica, come quelli della giustizia, sono i tempi che sono. C’è da aspettare. Read more…

martedì, dicembre 27, 2016 Categoria: Cronache

Girasole: breve storia di un processo infinito

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La più grande inchiesta sul traffico degli esseri umani destinati ai mercati della prostituzione e della droga, arrivata nelle aule di giustizia  ha prodotto  una v icenda giudiziaria che un domani  potrà essere archiviato come  la singolare storia di un processo infinito. I primi 100 arresti risalgono al  2001; un altro centinaio di persone- italiani ed albanesi- fu  preso un anno dopo.  Esclusi alcuni elementi della piccola criminalità locale molti dei soggetti finiti in carcere avevano contatti con la camorra e con la ‘ndrangheta . Il core business  di questa associazione a delinquere transnazionale era l’importazione clandestina di giovani donne dai paesi di quello che era stato il blocco  comunista . A volte reclutate con la scusa di un lavoro pulito venivano l avviate alla prostituzione soprattutto nei night dell’Italia centrale . Negli stessi locali dove  veniva spacciata la droga fornita dagli albanesi ,cocaina in grandi quantità. Le ragazze erano tenute in stato di schiavitù: private della libertà  con il sequestro dei documenti e costrette ad incassare il più possibile per ripagarsi  in tempi brevi le spese di viaggio e la permanenza nei luoghi del loro sfruttamento L’udienza preliminare – con le due tornate investigative delle operazioni Girasole 1 e Girasole 2 portate a termine dal Ros dei Carabinieri con il coordinamento del  magistrato Antonella Duchini  riunificate processualmente-è cominciata 10 anni dopo  e dovrebbe concludersi,  dopo  cinque anni il 25 gennaio 2017.  Il giudice deve decidere i rinvii a giudizio o i proscioglimenti. Read more…

sabato, dicembre 24, 2016 Categoria: Cronache

I soldi della ‘ndrangheta e il nucleo Ugeco

cardella C’è una fase due delle indagini sui soggetti  condannati per  reati attinenti gli affari  delle mafie che deve essere intensificata perché il colpo alla criminalità organizzata di cui questo secondo momento investigativo è conseguenza sia ancora più duro. Sono le indagini sui patrimoni che tali condannati hanno accumulato, nascosto, camuffato con l’aiuto  dei prestanome. Seguendo questa via- lo ha reso noto recentemente il procuratore generale di Perugia Fausto Cardella- che la Guardia di Finanza ha potuto sequestrare per poi confiscarli  e restituirli alla comunità beni per oltre un milione di euro riconducibili a un pregiudicato   residente ad Ancona e condannato nel 2011 per essere uno dei capi delle cosche della ‘ndrangheta reggina che controllano il traffico della cocaina sul versante ionico della Calabria.Il boss dal carcere aveva continuato a gestire gli affari di famiglia: trasferimento di capitali in Bulgaria, investimenti di varia natura, attività di compravendita di immobili. Beni che ora sonio stati rintracciati e sequestrati. Determinante- ha detto tra l’altro Fausto Cardella- il ruolo del pool interforze UGECO creato e diretto dallo stesso Cardella: una struttura di coordinamento concentrata sui patrimoni della  criminalità organizzata. E’ un nuovo strumento di contrasto alle infiltrazioni di tipo mafioso  sulle quali ora ha il predominio la ‘ndrangheta.Alto il rischio dell’inquinamento dell’economia. Come risulta da un recente dossier parlamentare. Read more…

mercoledì, settembre 28, 2016 Categoria: Cronache

Amanda Knox, Netflix e l’omicidio di Meredith Kercher

fiorucci_copertina_Meredith_frontedi ALLAN FONTEVECCHIA-Scrive Renato Franco  su Corriere. it: “In realtà il doc (“Amanda Knox “, diretto da Rod Blackhurst e Brian McGinn, su Netflix dal  30 settembre) non  risolve il giallo. Ognuno dei protagonisti porta una sua verità, una verità soggettiva. La cui somma però porta a un’altra verità soggettiva ,quella che lo spettatore si vuol raccontare”. Luigi Bolognini per Repubblica.it chiude il suo commento così: “ Questo prodotto deve essere visto   anche solo, per guardare da vicino dentro la macchina della giustizia e di come le leggi, i processi, le indagini gli articoli, le accuse  e le assoluzioni siano comunque in mano a esseri umani senzienti e spesso fallibili”. La Stampa, con Luca Dondoni : “ E comunque tutte le tv che abbiamo visto  sono uguali: un gruppo di persone che si scambia opinioni su un omicidio stando sedute in uno studio, sorridono i registi. La verità sull’ omicidio? Non cercatela in questo documentario. Qui si parla del caso mediatico. In fondo di tutti noi”.  Sono recensioni che confermano un dato di fatto: intorno all’omicidio di Meredith Kercher  avvenuto a Perugia nel 2007  sembra proprio che non ci siano  fatti da aggiungere , non ci siano verità altre da cercare, non ci siano sentenze da ribaltare.  Read more…

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