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29 luglio, mercoledì, 2015 Categoria: Senza categoria

Luigi Chiatti: attuata integralmente la sentenza di condanna del 1996

fiorucci_il mostro_copertinaIl percorso carcerario  stabilito dalla sentenza dell’11 aprile 1996 (vedi “ Il cacciatore di bambini- biografia non autorizzata del Mostro di Foligno ”- Morlacchi Editore-)  è nella sostanza il percorso dell’esecuzione della pena che il Tribunale di Sorveglianza ha tracciato per Luigi Chiatti una volta scontati i trenta anni di condanna per gli omicidi di Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci , due bambini brutalmente ammazzati in due diverse circostanze il 4 ottobre 1992 e il 7 agosto 1993.. Infatti scrive oggi l’Ansa: “ il tribunale di Sorveglianza di Firenze ha accertato la pericolosità sociale di Luigi Chiatti e quindi ha dichiarato eseguibile la misura di sicurezza in una casa di cura e custodia per un periodo minimo di tre anni. In questo modo il tribunale di sorveglianza ha confermato quanto stabilito dalla corte d’assise di appello di Perugia, che ordinava di ricoverare Chiatti in una struttura una volta scontata la pena. Respinto il ricorso della difesa. La Corte d’appello di Perugia aveva infatti stabilito: “questa corte, se da un lato ha ritenuto  di dover sanzionare i delitti commessi da Chiatti Luigi non già con l’ergastolo ( è la pena dell’Assise ndr) ma con la reclusione nella misura di anni trenta, dall’altro ha giudicato l’imputato socialmente pericoloso  e perciò sottoposto alla misura di sicurezza detentiva di ani tre di ricovero in una casa di cura e di custodia , che  è la misura di sicurezza prevista per chi, come lui, è risultato non del tutto sano di mente. Orbene questa circostanza -e proprio questa circostanza- fa si che il suddetto , indipendentemente dall’espiazione della pena principale o della parte di essa che- grazie ai benefici della legge penitenziaria – effettivamente come qualsiasi altro detenuto , espierà, potrà essere restituito alla libertà  solo dopo che- e solo se da parte della magistratura competente, e cioè dalla magistratura di sorveglianza , sarà stato giudicato non più pericoloso per la collettività”. Leggi tutto…

10 luglio, venerdì, 2015 Categoria: Senza categoria

Dopo i misteri di villa La Sfacciata tornano quelli de Il Forteto ?

imagesGiuliano-Mignini-original-007fiorucci_copertina_fronteDopo il medico tedesco della villa La Sfacciata, ecco che ritorna all’attualità della cronaca anche  la discussa comunità de “Il Forteto”. Di Rolf Reinecke si starebbero occupando i carabinieri che per conto della Procura della Repubblica di Firenze sono andati a cercare notizie ( e forse altro) a Prato dove l’uomo ha avuto per anni , anche negli anni degli omicidi delle coppie  , un’ attività imprenditoriale. Rolf Reinecke , quando scoprì vicino alla sua abitazione i cadaveri dei due ragazzi uccisi a Giogoli era stato a lungo attenzionato dagli investigatori che però non trovarono nulla da addebitargli se non le troppe armi che teneva in casa. Il suo nome , era ricomparso una quindicina di anni fa nelle indagini  sulla morte del medico perugino Francesco Narducci collegate a quelle sui duplici omicidi del Mostro di Firenze per via di una presunta conoscenza comune del farmacista di San Casciano Francesco Calamandrei e di altri personaggi altolocati finiti sotto il cono di luce acceso dagli inquirenti  su ogni possibile sospetto .In quegli stessi anni e per la stessa inchiesta si parlò anche del Forteto e del suo leader Roberto Fiesoli recentemente condannato in primo grado a 17 anni di carcere  accusato di una serie di abusi sui minori  che in diversi periodi sono stati dati in affidamento alla sua comunità-cooperativa impiantata nel Mugello. Leggi tutto…

9 luglio, giovedì, 2015 Categoria: Cronache

“Il medico svizzero ” di villa La Sfacciata e il “medico di Prato”.

fiorucci_copertina_fronteEcco  un nuovo capitolo (così pare a leggere i giornali) ed ecco che con la cronaca di oggi torna la storia di ieri con i suoi buchi neri, i misteri e le troppo curiose coincidenze. Dunque ecco Rolf Reinecke e gli anni trascorsi dal tedesco a Prato. Durante le  indagini (2001-2012) sui delitti del Mostro di Firenze collegate a quelle  sulla morte del medico perugino Francesco Narducci scomparso nelle acque del Lago Trasimeno l’8 ottobre 1985  l’individuo che torna in prima pagina  viene indicato  da Gabriella Ghiribelli  come “il dottore svizzero” . Si sapeva che abitava  a Giogoli  che amava i cavalli e le armi. Ora (il vicequestore Michele Giuttari) viene identificata la sua residenza in una porzione della villa “la Sfacciata” . Il pubblico ministero Giuliano Mignini interroga chi dice che quell’uomo  sarebbe stato buon amico del farmacista di San Casciano Francesco Calamandrei ( morto recentemente di morte naturale  dopo essere stato prosciolto da ogni coinvolgimento e da ogni accusa relativa alle inchieste di cui si tratta)  , di Francesco Narducci e di altri medici e  professionisti vari toccati dal sospetto investigativo. Curiosamente, secondo questa e altre testimonianze Francesco Narducci alcune volte si sarebbe presentato come il “medico di Prato”, altre volte come “il fotografo di Prato” (Filippa Nicoletti), altre volte ancora (Roberto Giovannoni) come “il rappresentante” di una ditta farmaceutica di Prato.   Leggi tutto…

10 giugno, mercoledì, 2015 Categoria: Cronache

Dalla terra di mezzo all’uomo in mezzo: iperbole della modernizzazione della criminalità

polpostDue  inchieste  attuali  utilizzate  per l’ iperbole di un surreale  confronto  tra mezzi di  guadagno illecito  ci danno , con una buona approssimazione, la misura di come il crimine   potrebbe evolvere  verso nuove forme e come attraverso  Internet  diventare potente ,internazionale, difficilmente penetrabile. Basta un click che sia moltiplicato nella maniera più opportuna da decine di computer sparsi per il mondo. Il crimine cibernetico sa colpire, stendere  reti complesse di complicità,  mettere  insieme professionalità  , ottenere guadagni rapidi e ingenti con sistemi  che appaiono propri di un pianeta diverso da quello pur contemporaneo dell’altra inchiesta che qui ci interessa citare ovvero “mafia capitale”, quella delle mazzette e degli appalti taroccati alle cooperative sociali. L’altra, ovviamente, è quella di oggi, quella del cyber crime, quella della Polizia delle Comunicazioni di Perugia, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Petrazzini, con 62 ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Alberto Avenoso e eseguite in Spagna, Polonia, Regno Unito, Belgio, Georgia,  Turchia , Camerun e Nigeria.  La prima ,quella  delle tangenti ai politici, è stata chiamata anche  indagine sulla “terra di mezzo”. La seconda, quello di oggi, si chiama “uomo in mezzo”. E’ un caso. Un caso buono per la nostra iperbole, l’iperbole intorno alle possibilità di evoluzione  della forma  delle attività criminali. Leggi tutto…

24 maggio, domenica, 2015 Categoria: Cronache

Come la controffensiva cambia i connotati al mercato dell’ ex capitale della droga.

cocaina_droga_web_0Il mercato della droga a Perugia sta cambiando e il primo elemento che ci fa percepire questo lento cambiamento è la forte riduzione delle morti per overdose. Il 2006 e il 2007- ce lo ricordano idati della Polizia di Stato- furono anni tremendi: una media di tre morti al mese con indici- rispetto alla popolazione- che proiettavano la città in cima alle classifica delle capitali degli stupefacenti. E per essere più chiari :il 2007 è l’anno dell’omicidio di Meredith Kercher che la stampa nazionale, osannata e riverita dalle fonti locali, ha voluto rappresentare come figlio di un certo distorto contesto cittadino. Ora il numero dei decessi da overdose è sceso a uno al mese. Percentualmente è un calo che testimonia in qualche e modo una vittoria: meno 46 per cento è un risultato che merita apprezzamento e rispetto. Bene, anche se non è esaustivo  affermare che questo avviene solo perché lo spaccio è arginato, i pusher clandestini sono sotto assedio, in gran numero vengono  rimpatriati. Leggi tutto…

30 aprile, giovedì, 2015 Categoria: Senza categoria

Una lavatrice marca “Apogeo”: i soldi della camorra in Umbria

imagesC’è un milione di euro da investire. Sono soldi sporchi. Sono soldi come scrive il pubblico ministero Antonella Duchini  “dell’associazione di tipo mafioso denominata camorra ovvero casalesi di Villa Literno “. Sono soldi da ripulire. Ed ecco come si fa. Ed ecco come potrebbero aver ragionato nella fase progettuale. Ipotesi. Congetture. Forse vicine alla realtà. Forse non nel caso specifico. Comunque nei canoni di certi fenomeni criminali. Si punta l’Umbria che è una delle regioni più tranquille dal punto di vista del controllo criminale del territorio. La conoscono bene questa regione. E’ una piazza frequentata  per via dell’attività di un altro ramo d’impresa, quello che si occupa  degli affari della droga. Hanno i loro terminali. Sanno che non c’è criminalità indigena. Leggi tutto…

29 aprile, mercoledì, 2015 Categoria: Cronache

La rapina di Terni e i bersagli fragili della brutalità assassina

crimescene01C’è una brutalità agghiacciante, e terribilmente inutile, per i fini criminali che si ripromette, contro le persone anziane che vengono uccise quando sono ancora più indifese perché si sentono al sicuro nelle loro abitazioni. Brutalità per come viene data la morte( botte, immobilizzazioni, accoltellamenti, soffocamenti, rari colpi di arma da fuoco) terribilmente sproporzionata per la posta in gioco. Sproporzione che gli stessi malviventi quasi sempre conoscono. La conoscono ma l’esiguità del bottinino pare per loro non funzioni da deterrente. Questo è leggibile nella rapina di ieri a Terni. Un uomo ultranovantenne è stato immobilizzato e fatto morire soffocato con la testa contro il cuscino. Perchè? Che pericolo, quale  intralcio poteva rappresentare un uomo di quell’età e dalla salute malferma come le sue gambe sulle quali deambulava con difficoltà ? Leggi tutto…

9 aprile, giovedì, 2015 Categoria: Cronache

Il Palazzaccio di Milano come il Broletto di Perugia? il movente sembra lo stesso

downloadC’è una certa identità di movente tra la sparatoria di oggi nel palazzo di Giustizia di Milano e i colpi di pistola esplosi all’interno degli uffici della Regione Umbria al Broletto di Perugia. Claudio Giardiello l’imprenditore immobiliare  che ha ucciso il giudice che doveva decretare la bancarotta della sua azienda avrebbe detto ai carabinieri:” Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato”. Qualcosa di molto simile  avrebbe mormorato più volte,  qualche tempo prima di entrare in azione Andrea Zampi l’imprenditore in difficoltà che ha ucciso Daniela Crispolti e Margherita Peccati, due incolpevoli dipendenti pubblici. Due impiegate della Regione. Leggi tutto…

29 marzo, domenica, 2015 Categoria: Cronache

Otto anni dopo: chi era con Rudi ? Chi ha ucciso Meredith Kercher ?Ci sarà un altro capitolo ?

meredithChi ha ucciso Meredith Kercher? Dopo cinque gradi di giudizio, dieci passaggi davanti a un giudice  e otto anni di attesa la domanda resta senza risposta. E’ senza risposta perché  le sentenze definitive che hanno riguardato prima Rudi Guede e poi Raffaele Sollecito e Amanda Knox non dicono chi è l’assassino. La Prima Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione (presidente Umberto Giordano) che ha chiuso il capitolo giudiziario del cestista ivoriano non indica  chi è l’omicida. Esula dal compito dei giudici occuparsi dei due ex fidanzati.  Occupandosi del ricorso contro la condanna di Rudi Guede si rifanno alla sentenza della Corte d’Appello di Perugia che lo ha condannato e che  parla di una escalation con la comparsa di un coltello che però non mettono in mano ai tre con evidenza individuale. Leggi tutto…

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