25 novembre: una rete territoriale contro la violenza sulle donne
di ALLAN FONTEVECCHIA
Nel Distretto, gli uffici umbri hanno fatto la parte che gli è stata affidata dal legislatore cogliendo ottimi risultati. ma in tutti, ovviamente, c’è la consapevolezza che l’intervento giudiziario pur essendo una parte importante, sicuramente tra le più importanti, non basta. Per cancellare o almeno contenere gli effetti di una cultura che ha nella violenza di genere e fino al femminicidio, una sorta di portato storico servono decisioni concordanti di più soggetti. C’è bisogno di un forte cambiamento per rompere lo zoccolo duro dell’incultura . E’ vero che c’è un clima che ancora risente del fatto che il delitto d’onore è stato cancellato appena l’altro ieri (5 agosto 1981) mentre solo allora lo stupro da reato contro la morale pubblica è diventato reato contro la persona. E che la legge sull’aborto è dell’anno 1979 e il divorzio non ha neanche dieci anni in più. Diritti conquistati e sempre , almeno alcuni, messi in discussione. Probabilmente è per questo che nonostante leggi adeguare, il codice rosso, misure restrittive, l’aumento delle denunce, gli aiuti quante non subiscono più in silenzio e altri utili provvedimenti, le donne continuano ad essere ammazzate. Problema o costume sociale da risolvere con gli strumenti dagli obiettivi concordanti che le diverse istituzioni devono avere. Non è facile, ma ci stanno provando. Il procuratore generale della repubblica Sergio Sottani in occasione del 25 novembre, giornata della lotta alla violenza sulle donne , ha fatto un’analisi senza riserve sul fenomeno. Così si è saputo che le procure umbre hanno costituito gruppi di lavoro specializzati per gestire i reati da “codice rosso”. Alla Procura di Perugia è stato istituito un turno urgenze dedicato, e tra luglio 2024 e giugno 2025 sono stati iscritti 516 procedimenti di violenza di genere, con 109 misure cautelari richieste (prevalentemente allontanamenti o divieti di avvicinamento), e, nei casi di violazione, misure ancora più severe, fino alla custodia cautelare. È stato fatto largo uso dell’incidente probatorio per accelerare le indagini e tutelare le vittime. Purtroppo, in questo arco di tempo si sono verificati due femminicidi con suicidio dell’aggressore, in contesti familiari che non risultavano segnalati in precedenza.
Anche a Terni e a Spoleto l’attività giudiziaria si è adeguata all’aumento dei casi: a Terni i procedimenti sono quasi raddoppiati negli ultimi due anni, con 459 iscrizioni e 149 richieste di misure cautelari nel solo periodo tra il 30 luglio e il 6 agosto 2025. A Spoleto, l’ufficio ha aumentato da due a tre i magistrati specializzati, e nel periodo preso in esame si sono registrati 331 procedimenti da “codice rosso”, 40 casi di violenza sessuale e 86 di atti persecutori, con 42 misure cautelari ottenute .Infine, anche dai dati della Procura per i Minorenni si segnala come la violenza di genere si manifesti sempre più in relazioni affettive tra adolescenti, anche in forma psicologica e digitale. Nel periodo considerato sono stati iscritti 54 procedimenti ex art. 362-bis c.p.p. e 42 ex art. 362, comma 1-ter, con un ascolto tempestivo della parte offesa in molti casi. Anche qui, l’azione si combina- spiega Sottani- con un progetto culturale: serve una educazione emotiva, relazionale e digitale, per prevenire la violenza già nelle relazioni giovanili. Questo 25 novembre è quindi un momento cruciale. Il primo femminicidio dell’anno nel nostro Distretto ci ricorda quanto sia urgente rafforzare le politiche di tutela, mettere in rete le istituzioni, accelerare i processi e investire su cultura e formazione per dare una risposta sempre più coordinata, rapida, efficace e sensibile, non limitata alla pur doverosa e necessaria repressione penale. Nel Distretto, gli uffici giudiziari hanno costituito gruppi di lavoro specializzati per gestire i reati da “codice rosso”. Alla Procura di Perugia è stato istituito un turno urgenze dedicato, e tra luglio 2024 e giugno 2025 sono stati iscritti 516 procedimenti di violenza di genere, con 109 misure cautelari richieste (prevalentemente allontanamenti o divieti di avvicinamento), e, nei casi di violazione, misure ancora più severe, fino alla custodia cautelare. È stato fatto largo uso dell’incidente probatorio per accelerare le indagini e tutelare le vittime. Purtroppo, in questo arco di tempo si sono verificati due femminicidi con suicidio dell’aggressore, in contesti familiari che non risultavano segnalati in precedenza. E per riepilogare gli altri interventi della giurisdizione Sergio Sottani aggiunge elenca gli elementi di cornice per un bilancio compiuto dell’attività.<< In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, i la Procura Generale di Perugia ricorda l’attenzione operativa degli uffici requirenti del distretto sui reati rientranti nel cosiddetto “Codice Rosso”, così come richiesto dalla normativa, con particolare riguardo ai casi di violenza domestica e di genere. Nonostante ciò, questa tipologia criminale continua a rappresentare una ferita aperta nel tessuto sociale ed i reati sono in costante aumento, così come purtroppo dimostrato dal fatto che a Perugia si è registrato a livello nazionale il primo femminicidio dell’anno. Nel distretto umbro, come già evidenziato nelle ultime relazioni semestrali trasmesse all’attenzione della Procura Generale della Cassazione, l’attività investigativa, l’organizzazione dei magistrati e il monitoraggio giudiziario sono stati intensificati. È stato attivato un sistema di vigilanza sui processi, che rileva dinamiche, ritardi e pratiche virtuose, senza interferire con l’autonomia dei singoli uffici: un modello che si è rivelato utile per orientare interventi più efficaci e consolidare buone prassi.
Le sinergie tra le Procure umbre sono state rafforzate anche con la sottoscrizione di protocolli e accordi operativi anche in materia di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Tali intese, frutto di un dialogo costante e di una visione condivisa, mirano a rafforzare l’efficacia delle azioni giudiziarie e a promuovere una risposta coordinata e tempestiva a tutela delle vittime. Da ricordare, in ordine cronologico, il Protocollo unico regionale del 2021 e il Protocollo d’intesa per la comunicazione e trasmissione di atti in materia di violenza di genere e di reati contro i minori tra la Procura Generale di Perugia e la Procura della Repubblica per i Minorenni dell’Umbria nonché le Procure ordinarie presso i Tribunali di Perugia, Spoleto e Terni del 9 febbraio 2023. Quest’ultimo nasce dalla necessità di realizzare un agile coordinamento tra l’operato delle Autorità Giudiziarie, ognuna nell’ambito delle proprie competenze, repressive del reato, da un lato, e di tutela del minore dall’altro.
Inoltre, il Protocollo con Prefettura, Questura, Corte di Appello di Perugia, Procura Generale, Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Perugia, Comune di Perugia, Ordine degli avvocati di Perugia ed altri enti, firmato il 27 novembre 2023 avente ad oggetto la ‘Costituzione della rete territoriale interistituzionale antiviolenza’.
Inoltre, il ‘Protocollo d’intesa Libere di essere’ – Barbara Corvi. Firmato il 26 novembre 2023 da Procura Generale, Procure della Repubblica di Terni-Perugia-Spoleto, Regione Umbria, Prefetture Perugia e Terni, Osservatorio antimafia, Centro Pari opportunità e altri. La convenzione ha come finalità quella di fornire una rete di supporto nei contesti di criminalità organizzata del territorio regionale, alle donne e ai minori, con l’obiettivo di garantire concrete alternative di vita. Inoltre, vuole creare una rete adeguata di supporto
alle donne e ai minori che desiderino affrancarsi dalle logiche criminali e dalla violenza, senza assumere lo status di testimone o collaboratore di giustizia.
Su questo tema diventa fondamentale anche la formazione dei magistrati. Il Comitato direttivo della Scuola Superiore di Magistratura ha organizzato vari laboratori sulla materia rivolti ai magistrati del Distretto.
Sul fronte culturale, è attivo dal 2018 un Osservatorio sul linguaggio dei provvedimenti giudiziari, nato per promuovere un linguaggio processuale rispettoso, non moralista, privo di stereotipi sessisti: una scelta che non è solo simbolica, ma essenziale per garantire dignità alle vittime in ogni fase del processo. Formazione, sensibilizzazione, tavole rotonde, come quella svoltasi a Spoleto nel maggio scorso, sono parte integrante di questo percorso>>.
8dj2rn