Archivio della categoria maggio, 2018

mercoledì, maggio 30, 2018 Categoria: Senza categoria

Il Mostro di Firenze ,lo Zodiaco , Mario Vanni e Ulisse il negro : che rebus è?

di CARLO PIOVENE

Al momento sembra esserci un muro  che impedisce di sovrapporre l’Ulisse che avrebbe confessato di essere il serial killer dello Zodiaco e contemporaneamente l’autore di sette duplici omicidi del mostro di Firenze con l’Ulisse del quale ha parlato Mario Vanni il postino dei compagni di merenda. Il muro è rappresentato dal colore della pelle . Dunque secondo le più recenti rivelazione rimbalzate da un giornale all’altro l’uomo che avrebbe riassunto nella sua figura quella dello sconosciuto autore  dei crimini seriali avvenuti negli Stati Uniti sul finire degli anni 60 e quella del responsabile delle mortali aggressioni sulle colline fiorentine dal 1974 al 1985, sarebbe un ex ufficiale dell’esercito americano ottantenne con origini italiane: un bianco dunque. E’ stato indicato con il nome Ulisse al termine di una lunga confessione raccolta dalla rivista Tempi e rilanciata da “ il Giornale”. Mario Vanni aveva parlato di un certo Ulisse conversando in carcere con il suo amico Lorenzo Nesi. A registrare il colloquio – avvenuto il 30 giugno 2003- gli uomini del Gruppo Investigativo sui delitti dirette da Michele Giuttari. Mario Vanni è all’ergastolo per quattro dei duplici omicidi del Mostro. Del suo Ulisse fornisce un particolare che ne fa un soggetto diverso dall’altro Ulisse. Il portalettere di san Casciano dice si che Ulisse è americano, ma afferma più volte che è un nero. Senza nessuna ragione apparente per darne questa descrizione se non il fatto che quella era l’immagine che in quel monto la sua mente gli restituiva. Perché inventare? Perché è Mario vanni, si potrebbe dire. Va bene, ma è difficile che un americano di origini italiane possa essere un nero. Serve, dunque saperne di più, per una conferma o una smentita radicali di questa supposta identità di persona. A pagina 187 di “48 small- il dottore di Perugia e il Mostro di Firenze- di Alvaro Fiorucci ( Morlacchi editore 2012) c’è uno stralcio sul punto. Eccolo. Read more…

lunedì, maggio 28, 2018 Categoria: Cronache

Izzo,il massacro del Circeo, la scomparsa di Rossella, il mostro di Firenze e un racconto copiato.

di ALLAN FONTEVECCHIA

A pagina 96 di “ 48 small- il dottore di Perugia e il mostro di Firenze ” (2012,Morlacchi editore) è scritto:<<Cortina d’Ampezzo? Si Cortina d’Ampezzo per via della scomparsa nel 1975 della diciassette Rossella Corazzin , residente nella vicina Tai di Cadore. La ragazza prima di finire inghiottita dal nulla aveva incontrato un giovane con la moto rossa. E’ quando c’è anche Perugia a caccia del mostro, sulla scia della morto color rosso di Francesco Narducci (talvolta in vacanza a Cortina) che si da un’occhiata all’incarto. Giusto un’occhiata perché basta un’occhiata per capire che a leggerlo non ci si cava niente. Non c’è una trama comune>>.Nei due fascicoli processuali che hanno chiuso la vicenda della strana morte del medico perugino nelle acque del lago Trasimeno ( archiviazione come omicidio ad opera di ignoti per la prima inchiesta ; proscioglimento di una ventina di insospettabili chiamati in causa per un presunto grande depistaggio con l’utilizzo di un secondo cadavere necessario, secondo l’accusa, per nascondere rapporti incoffessabili con i delitti del mostro di Firenze, quanto al secondo procedimento) il nome della ragazza scomparsa non ha spazio. Dunque se il racconto di Angelo Izzo,uno dei macellai del Circeo,si esaurisse, come pare si esaurisca, in quelle poche righe finite sui giornali, l’ergastolano non avrebbe fatto altro che rielaborare quello che un reporter, Roberto Fiasconaro aveva detto e scritto parecchi anni fa. La rielaborazione starebbe nel finale di prigionia , sevizie e morte collocato in una villa che si affaccia sul Trasimeno, nel quale il massacratore di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti   ora coinvolgerebbe anche Francesco Narducci. Read more…

domenica, maggio 20, 2018 Categoria: Cronache

-IL DIVO E IL GIORNALISTA- le prefazioni dei piemme Cardella e Cannevale

Di ALLAN FONTEVECCHIA

“Mi auguro che almeno per il quarantennale del suo assassinio che cade il 20 marzo 2019, Mino venga ricordato per quello che è stato: un giornalista scomodo ammazzato per le notizie scomode che aveva da fonti certe e che pubblicava senza riguardo alcuno se non per la verità. Eppure, il suo nome non compare mai tra i nomi dei giornalisti uccisi per il loro lavoro”. E’ quanto chiede Fulvio Pecorelli, cugino di Carmine Pecorelli vittima di un agguato avvenuto a Roma il 20 marzo 1979 . Il processo per questo delitto,un caso irrisolto, si svolse a Perugia negli anni ’90 e viene ricostruito nel libro “Il Divo e il Giornalista – Giulio Andreotti e l’omicidio di Carmine Pecorelli,frammenti fi un processo dimenticato “, di Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno. Sul banco degli imputati, il sette volte presidente del consiglio dei ministri, l’ex magistrato Claudio Vitalone,i boss di Cosa Nostra Gaetano Badalamenti e Giuseppe Calò,accusati di essere i mandanti e il mafioso Angelo la Barbera e l’ex Nar della banda della Magliana Massimo Carminati accusati di essere gli esecutori materiali. La sentenza definitiva è l’assoluzione con formula piena per tutti. Tutti estranei all’omicidio. Il processo di Perugia però ha aperto uno squarcio sugli anni più bui,misteriosi e insanguinati attraversati dal nostro paese. Il libro di Fiorucci e Guadagno si apre con le prefazioni di Fausto Cardella, procuratore generale della repubblica di Perugia e Alessandro Cannevale, Procuratore della repubblica a Spoleto, che all’epoca sostennero la pubblica accusa. Di seguito alcuni estratti. Read more…