Archivio della categoria “Cronache”

mercoledì, novembre 23, 2022 Categoria: Cronache

Femminicidi, codice rosso e i modelli culturali che non cambiano

Sono stati 221 omicidi commessi nei primi nove mesi di quest’anno (lo stesso numero del 2021). 82 hanno avuto vittime femminili, contro le 90 dello scorso anno (- 9% ). Una donna uccisa ogni 72 ore, secondo una stima della Cgil. Con il numero delle vittime che è salito a 102 nelle ultime settimane. In ambito familiare-affettivo se ne sono registrati 97, dei quali 71 con vittime femminili; di queste, 42 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex. Sono alcuni dati del  report  interforze curato dalla Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della Pubblica sicurezza e citato dall’ANSA. E, redatto prima della ultima ondata di uccisioni. Read more…

giovedì, novembre 10, 2022 Categoria: Cronache

Sonia Marra, 2006-2022: sedici anni di buio

 

di Mario Mariano 

Sedici anni di buio, sedici anni di attesa. Le ricorrenze hanno sempre un alone di tristezza, in questa storia anche un forte senso di impotenza, perché sembra che con il passare degli anni, l’attenzione generale sulla scomparsa di Sonia Marra si sia abbassata. 

A provare a riaccendere non tanto i riflettori, quanto la luce di una lampadina, il libro di Alvaro Fiorucci, l’Uomo nero , al quale si è subito aggrappata  Anna Marra la sorella di 47 anni, che dal giorno della scomparsa di Sonia si è trasferita a Perugia.  Read more…

sabato, ottobre 1, 2022 Categoria: Cronache

Il crimine cinese alimentato da massaggi e prostituzione

Manette per otto, domiciliari per altri, in tutto 22 misure cautelari e poi  sigilli a 11 centri di bellezza e 4 appartamenti e  via   conti correnti  e macchine di lusso. Sono i numeri di una operazione  avviata dai carabinieri si Assisi e coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia che ha colpito gli arricchimenti facili di una organizzazione criminale cinese (mafia ?) che attraverso un’attività di copertura (sale per massaggi)  faceva prostituire negli stessi locali  le operatrici ( reclutate con gli stessi sistemi  vhe nell’ultimo trentennio ha fatto la fortuna di altre mafie come quelle albanese e nigeriana )  negli stessi locali , ragazze immigrate clandestinamente ,con permessi di soggiorno taroccati , riciclaggio dei guadagni, prestanome italiani per affitti e licenze,  almeno 350.000 euro al mese da riciclare  in attività  pulite. Schema classico di penetrazione  nei sistemi economici e finanziari, come Cosa Nostra, Camorra e soprattutto , al presente, ‘ndrangheta. Read more…

venerdì, giugno 3, 2022 Categoria: Cronache

Via della Pergola diventa via Meredith ? Mignini incontra Rudy?

C’è a Perugia una via che potrebbe cambiare nome per ricordare un terribile fatto recente , l’aggressione e l’uccisione della studentessa Meredith Kercher, la notte del primo novembre 2007. La strada da sottoporre all’eventuale aggiornamento toponomastico è via della Pergola, memoria di un’ antica presenza vegetale. Poche decine metri d’asfalto, una notevole mole di traffico, l’Università per stranieri ad un passo, e una forte capacità evocativa  proprio per il  suo essere in qualche modo prossima alla scena del crimine. Read more…

venerdì, maggio 6, 2022 Categoria: Cronache

Sonia Marra e la terra del niente: un caso irrisolto

di NICODEMO GENTILE

(presidente associazione Penelope)

“È stato l’Uomo Nero” – così – aimé – sembrano finire molte storie che hanno per protagonista uomini e, spesso, donne che, di colpo, vengono inghiottite nel nulla, senza lasciare al mondo alcuna traccia di sé. Evaporate. Sono oltre 60 mila gli abitanti della “Terra del niente”, uno spazio grande più o meno come la città di Teramo o di Crotone. Quella di Sonia però non è una favola e l’Uomo Nero non è l’archetipo che si menziona, a mo’ di minaccia, ai bambini per indurli a stare buoni, a essere ubbidienti, a non fare capricci, ma un’entità in carne ed ossa, a cui troppo spesso non si riesce purtroppo a dare un nome. Read more…

sabato, marzo 19, 2022 Categoria: Cronache

Umbria anni’90: sulle tracce della Sacra Corona Unita

Un pentito che gira con la Ferrari, un latitante che diventa collaboratore , un carabiniere che si finge complice  per farne arrestare un  buon numero. Sul finire degli anni Settanta  un paio di operazioni della Dia  raccontano  che dopo la mafia, la camorra e  la ‘ndrangheta anche la criminalità salentina punta sull’Umbria per avere un buon rifugio e, all’occasione,  un territorio da coltivare. Del resto, la Sacra Corona Unita  è considerata anagraficamente figlia delle organizzazioni napoletane e calabresi. Che crescendo ha molto imparato anche da quella siciliana. Alle 5 del 10 novembre 1996 un trentenne che traffica droga e sigarette dal Montenegro, in ascesa nella gerarchia dei boss, è a Perugia. Sta per entrare nell’abitazione di un suo vecchio sodale ora diventato collaboratore di giustizia e stabilmente residente nel capoluogo umbro. Il pentito si chiama Salvatore Tagliente e se la passa bene: ha  la Ferrari e un corposo conto in banca. Le sue dichiarazioni nel 1994 avevano fatto arrestare un buon numero di esponenti delle cosche brindisine. Chi sta per fargli visita è Benedetto Stano, un capo riconosciuto e temuto, latitante da un paio di anni, da quando cioè era sfuggito alle retate favorite proprio dall’amico che stava per incontrare. Read more…

venerdì, febbraio 11, 2022 Categoria: Cronache

Archivio : 129 falsi invalidi e l’Inps di Terni scopre le mele marce

129 indagati, 19 decessi per vecchiaia nei 13 anni di attesa del giudizio, 110 imputati, 105 condanne, svariate decine di milioni di lire  il maltolto alla previdenza sociale. Ottobre sta finendo, è il 1983,  e nella sala più grande del centro di addestramento di Terni, la storica Ancifap, comincia un processo che, reati a parte,  sorprende per i numeri. Numeri tanto grandi da non trovare posto nelle aule del Tribunale e causa del trasferimento di  togati e no, fascicoli e faldoni, nei più capaci locali di Pentima Bassa. La questione   da discutere è, in fondo, semplice e molto all’italiana: Pantalone non paga più. Nel 1970 infatti erano state scoperte , pare  per una soffiata, tante piccole truffe che messe  una sull’altra come pezzi della Lego, avevano raggiunto la consistenza di un duro colpo finanziario. L’intera struttura provinciale dell’Inps, se non proprio costretta alle corde, era stata toccata nelle casse e gli era venuto il fiato corto.   Read more…

mercoledì, gennaio 5, 2022 Categoria: Cronache

La Beretta 22 del Mostro di Firenze e il fascicolo di Perugia

Il 1982 è l’anno in cui gli investigatori cercano a Perugia  la svolta decisiva per braccare il mostro di Firenze che ha  già ucciso cinque coppie di ragazzi.  La cercano e  la trovano nell’ufficio dei corpi di reato  del Tribunale in una busta di plastica spillata al fascicolo dell’agguato di Castelletti di Signa ,dove furono ammazzati a pistolettate la trentenne  Barbara Locci e il suo amante Antonio Lo Bianco, di qualche anno più giovane . Forse il primo della terribile serie di duplici omicidi. O una storia brutale di gelosia all’interno di una comunità di persone imparentate tra loro. Nei  processi che verranno , quando le vittime saranno sedici, e gli imputati Pietro Pacciani e i compagni di merende , quegli otto colpi sparati  contro un’auto ferma in un viottolo appena dopo un ponte, non verranno presi in considerazione. Non addebitati a loro. Ma c’è una questione  non da poco che  sembra collegare tutto dal ’68 all’85: ad esplodere i colpi mortali  potrebbe stata sempre la stessa pistola , una  Beretta calibro 22 long rifle. Read more…

lunedì, dicembre 27, 2021 Categoria: Cronache

Paolo Adinolfi e i Ponzio Pilato della magistratura

di SERGIO MATERIA
-magistrato-
«Chiudendo il libro il primo pensiero va al dolore della famiglia. Un dolore per di più mescolato a rabbia per l’incredibile, indifferente, ininterrotto silenzio da parte della magistratura. Del CSM, della associazione, dei singoli. Perché comunque sia andata, chiunque sia stato, era chiaro da subito che Paolo Adinolfi è stato un magistrato solo e coraggioso. Solo perché isolato dai suoi stessi colleghi, coraggioso perché aveva capito benissimo di quale feccia fosse fatta la sezione fallimentare del Tribunale di Roma, quali e quanto potenti e spregiudicati fossero gli affari sporchi che lì dentro trovavano la loro definizione, secondo regole e interessi che con il diritto e la giustizia avevano poco a che fare, come racconta la giudice Chiara Schettini.

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