Tra interdittive , riciclaggio, affari sospetti : le mafie che scelgono l’Umbria
ALLAN FONTEVECCHIA– Questo è l’episodio più recente segnalato dal portale del Ministero dell’interno. Nell’ambito dell’attività di prevenzione antimafia, la prefettura di Perugia ha adottato quattro interdittive nei confronti di altrettante imprese operanti nei settori dell’agricoltura e dell’allevamento, tutte riconducibili a componenti di un unico nucleo familiare e con sede in tre diversi comuni della provincia. Le indagini svolte hanno permesso di individuare un elevato pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata nei confronti delle aziende interessate. L’adozione dei provvedimenti si inserisce nella costante azione sviluppata sul territorio a tutela dell’economia legale attraverso il lavoro sinergico della prefettura, delle Forze di Polizia e della Direzione Investigativa Antimafia, con il coinvolgimento anche dell’Ispettorato territoriale del lavoro e del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche. Due sono gli elementi da sottolineare : l’Umbria piazza di affari di particolare interesse per le mafie italiane ( e straniere); il riaffacciarsi dopo un certo periodo di silenzio ( perché sotterraneo?) delle organizzazioni pugliesi. 
Un aggiornamento della situazione ben tratteggiato in un servizio dalla Tgr della Raidel quale di seguito riportiamo il testo.
<<Perugia resta la provincia umbra con la maggiore densità di imprese a rischio di infiltrazione mafiosa. Read more…






