Archivio della categoria “Cronache”

martedì, Gennaio 27, 2026 Categoria: Cronache

Il delitto irrisolto di Todi e la rivoluzione delle scienze forensi

di ALLAN FONTEVECCHIA

Si sopravvive fino a cinquanta secondi dopo  che un colpo al petto  ti ha devastato l’aorta penetrando per 8 centimetri. In cinquanta secondi  puoi attraversare un piccolo corridoio, aprire una porta, dire “guarda che mi hanno fatto”, chiudere gli occhi, cadere, morire sul pavimento. Sono le ultime sequenze di un omicidio irrisolto da trenta anni: l’assassinio di Mara Calisti, Todi, via Cortesi,131, 15 luglio 1993. Le indagini, che cosa hanno potuto fare allora gli inquirenti e cosa avrebbero potuto fare oggi (pensate a Garlasco), i personaggi, i sentimenti, la città, le mille voci inconsistenti, i pochi ricordi di una vita spezzata  e scivolata nell’oblio, l’Italia di quel tempo, la società impaurita. C’è tutto questo nel libro di Alvaro Fiorucci “L’alfabeto del sangue” di prossima uscita per Morlacchi Editore. Read more…

martedì, Gennaio 27, 2026 Categoria: Cronache

Con il drone per portare droga ai detenuti

(Una nota della Procura Generale della Repubblica di Perugia)

Da un monitoraggio promosso dalla Procura Generale di Perugia, riferito al triennio 2023–2025, riguardante l’ingresso e il sequestro di sostanze stupefacenti negli istituti penitenziari dell’Umbria, emerge un fenomeno in costante crescita e sempre più articolato. Il dato più significativo è rappresentato dal totale delle sostanze sequestrate negli ultimi tre anni: oltre 3,7 chilogrammi di droga complessivamente intercettati dalla Polizia Penitenziaria all’interno delle quattro carceri umbre. Read more…

lunedì, Novembre 17, 2025 Categoria: Cronache

Villa Nicoletti: quando la procura di Perugia fece esplorare i sotterranei.

di ALLAN FONTEVECCHIA

“Tuttavia, le esplorazioni hanno condotto ugualmente alla perfetta conoscenza dei locali sotterranei in questione, secondo quanto conferito al sottoscritto consulente tecnico attraverso dettagliata relazione speleologica. I locali sotterranei nell’area di Villa Nicoletti (Roma) sono costituiti da una complicata rete di cunicoli e di vani scavati in epoca romana e ciclicamente riutilizzati in molte epoche successive. In nessun punto di detti locali sono presenti tracce recenti di attività umane messe in atto nell’ultimo decennio (eccezione fatta per l’ostruzione della gradinata che immetteva nella cucina della dipendenza della villa). È esclusa la presenza di cadaveri umani in detti locali”.

Questo è l’ estratto di un  precedente sopralluogo nei sotterranei di villa Osio, ora Casa del Jazz, dove si scava in questi giorni alla ricerca dei resti del giudice Paolo Adinolfi scomparso il 2 luglio1994 e di Manuela Orlandi sparita il 22 giugno 1983. Read more…

venerdì, Ottobre 10, 2025 Categoria: Cronache

La droga, le mafie, gli omicidi, le baby gang, le violenze domestiche: ecco l’Umbria

Hub per  il traffico della droga , le infiltrazioni della criminalità organizzata, gli omicidi , le baby gang, il codice rosso ed altro: il procuratore generale Sergio Sottani fotografa la situazione.

<< Si sono registrati quattro procedimenti per omicidio volontario nella zona spoletina, per uno dei quali si è in presenza di un femminicidio, almeno allo stato delle emergenze investigative. Il numero è preoccupante perché costituisce un dato assolutamente anomalo, in eccesso, per la regione. Lo sforzo investigativo delle forze di polizia e della locale Procura circondariale ha tuttavia fornito una risposta adeguata e di alta professionalità e ha trovato, almeno allo stato attuale dei procedimenti, un positivo riscontro in sede giudiziale. Sul punto, si rammenta come questo Procuratore Generale in occasione dell’inaugurazione di quest’anno giudiziario nella sua relazione aveva evidenziato, proprio con riferimento alla situazione del territorio di Spoleto, “un aumento della violenza e del rischio di epiloghi omicidiari”. Read more…

mercoledì, Settembre 10, 2025 Categoria: Cronache

L’opinione del PG di Perugia sulla separazione delle carriere dei magistrati

Intervento di Sergio Sottani procuratore generale presso la Corte d’Appello sulle proposte di separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e magistrati requirenti nella tavola rotonda promossa dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Perugia.

Il tema della separazione delle carriere non è solo un argomento per specialisti del diritto ma riguarda tutti proprio perché vi è un progetto di riforma costituzionale su cui molto probabilmente il prossimo anno verremo chiamati a votare. A questo riguardo è bene evitare ogni fraintendimento. In primo luogo, non si è in presenza di una riforma della giustizia, ma più correttamente dell’ordinamento giudiziario. Infatti, non si tratta di adottare interventi legislativi che accelerino i processi, evitino o meglio cerchino di ridurre errori giudiziari, rafforzino il personale amministrativo, introducano strumenti deflattivi per ridurre il carico di lavoro, migliorino l’edilizia giudiziaria. Niente di tutto questo. Read more…

venerdì, Agosto 29, 2025 Categoria: Cronache

Sottani:troppe criticità nelle carceri umbre.

Il procuratore generale Sergio Sottani  tocca con mano l’ insostenibile situazione  in cui da tempo le carceri umbre svolgono le loro attività . Situazione insostenibile per il personale ( che è carente)  e per i detenuti ( sovraffollamento ormai cronico) .  Il magistrato ha infatti visitato gli istituti della nostra regione , ha incontrato gli operatori, ha verificato di persona le condizioni detenzione. Ne ha ricavato un dossier che trovate qui sotto pubblicato integralmente. Read more…

martedì, Giugno 24, 2025 Categoria: Cronache

L’Umbria nella penisola della droga

Non è uno zero virgola in più o in meno che rassicura. Anzi, il mercato della droga continua ad espandersi nonostante qualche controtendenza desunta dai numeri delle statistiche. Anche il recente rapporto sulle tossico dipendenze in Italia pur registrandole non può non sottolineare  le ramificazioni  che diffondono il  traffico e lo  spaccio, la presenza di sostanze di sintesi sempre più pericolose, l’abbassamento dell’età di chi ne fa uso con  l’irrompere sempre più quantitativamente rilevante dei minorenni, gli arricchimenti delle mafie italiane e straniere. Mercato globalizzato da decenni vede- anche oggi come in passato- l’Umbria in cima a determinate non rassicuranti  classifiche. Quelle delle morti per overdose, per esempio: è seconda dopo le Marche ; Terni risulta essere, insieme con Verona, la città dove in rapporto alla popolazione si consumano più dosi di eroina, 7 dosi e mezza per 1000 abitanti. Perugia è a 3 dosi e mezza. Non è una novità in assoluto , ma ci sono molte novità nella penisola che sniffa e si fa di crack. Nonostante i dati positivi della attività dei servizi sociosanitari e della prevenzione. Dell’impegno quotidiano delle forze di polizia nel contrasto tanto al narcotraffico quanto allo spaccio di strada. Read more…

martedì, Giugno 3, 2025 Categoria: Cronache

La vendetta del kanun e l’omicidio giustificato

Il Kanun è un’antica legge non scritta  che  giustifica  anche  l’ omicidio quando è vendetta per un congiunto morto ammazzato. Ed è proprio per un delitto avvenuto a Gualdo Tadino che riferimenti a questo sanguinario codice d’onore albanese sono diventati parte sostanziale di un provvedimento giudiziario. Infatti, ad un giovane immigrato dall’Albania  coinvolto nell’ omicidio di un suo connazionale , scontati 14 anni di carcere, è stata accordata una protezione internazionale che  lo mette al riparo dal Kanun. Non era mai successo prima. Non quando vennero falciate dal piombo  di loro connazionali sette persone, tutte intorno ai trenta anni,  coinvolte nelle faide tra gruppi di Tirana in guerra per avere il controllo del traffico della droga, degli esseri umani e della prostituzione a Perugia. Regolamento di conti in poco più di due anni sul finire del secolo scorso. Il ventisettenne Alfred Gega, detto Fredi, considerato il capo della comunità di immigrati , viene accollato a morte davanti al bar della stazione di Gualdo Tadino il giorno di Natale del 2002. Era con un amico. Li circondano in sette, bastoni e lame.  Fredi rimane sull’asfalto. Clarim Dedushi, caricato  sull’ambulanza,  è grave, ma si salva. Gli aggressori sono identificati dai carabinieri. Sono muratori come le loro vittime. Avrebbero agito per il pugno con il quale qualche ora prima Freddi aveva colpito uno di loro. L’esecutore materiale , che è latitante, è individuato in Elvis Ndoja , In primo grado gli danno  22 anni di carcere. La pena definitiva per uno dei più giovani è di 14 anni. Saldato il conto, ha un problema. Teme che per il codice del Kanun qualcuno si incarichi di fargli pagare con la vita la morte di Alfred Gega, anche se le carte processuali  non  gli danno la responsabilità diretta dell’omicidio . Chiede  per questo all’autorità italiane che  sia ammesso alla protezione sussidiaria che è una particolare forma di asilo politico prevista dalla Costituzione.  La legge prevede che siano le commissioni territoriali ad istruire le partiche relative e a dare il parere definitivo. La sua  richiesta è bocciata. Presenta ricorso alla Corte d’Appello che gli dà ragione perché, “ il reclamante ha sufficientemente documentato l’attuale pratica della vendetta di sangue secondo il codice consuetudinario detto Kanun particolarmente diffusa nelle zone del nord dell’Albania”. La sentenza spiega che il codice della vendetta attribuisce ai famigliari della  vittima di un omicidio due possibilità di risposta : l’eliminazione dell’ assassino; tenerlo prigioniero in casa  e cancellarlo socialmente. E annota: “ nell’ordinamento albanese non ci sono norme speciali per contrastare il diffuso ricorso alla vendetta di sangue e la polizia non riescono, a tutelare i cittadini dalle uccisione perpetrate in nome del Kanun”.L’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa ha raccolto questa dichiarazione di Paolo Cogni, docente dell’Università di Macerata e difensore dell’albanese : i contenuti di questa sentenza hanno una rilevanza internazionale perché riconoscono come forme di diritto consuetudinario  che violano i diritti fondamentali dell’uomo possono essere un valido fondamento per la richiesta di protezione”.

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mercoledì, Aprile 16, 2025 Categoria: Cronache

Processo penale telematico : in Umbria troppe criticità.

Sergio Sottani- Procuratore Generale-Il processo penale telematico in Italia continua a essere un progetto ambizioso che, pur nella sua necessità di modernizzazione, si scontra con realtà tecniche e operative tutt’altro che perfette. La piattaforma “App”, sviluppata dal Ministero della Giustizia, era destinata a rivoluzionare la gestione degli atti processuali e l’iscrizione delle notizie di reato da parte della magistratura. Tuttavia, sin dal suo debutto, ha sollevato non poche difficoltà. Criticità più volte evidenziate anche dagli Uffici giudiziari requirenti del Distretto umbro e ribadite ieri mattina nel corso di una riunione su piattaforma teams organizzata dal Procuratore Generale di Perugia e alla quale hanno preso parte tutti i Procuratori umbri e i magistrati dei rispettivi Uffici. A partire dal 1° aprile scorso, infatti, tutto doveva essere a regime. Read more…