Archivio della categoria “Cronache”

mercoledì, settembre 28, 2016 Categoria: Cronache

Amanda Knox, Netflix e l’omicidio di Meredith Kercher

fiorucci_copertina_Meredith_frontedi ALLAN FONTEVECCHIA-Scrive Renato Franco  su Corriere. it: “In realtà il doc (“Amanda Knox “, diretto da Rod Blackhurst e Brian McGinn, su Netflix dal  30 settembre) non  risolve il giallo. Ognuno dei protagonisti porta una sua verità, una verità soggettiva. La cui somma però porta a un’altra verità soggettiva ,quella che lo spettatore si vuol raccontare”. Luigi Bolognini per Repubblica.it chiude il suo commento così: “ Questo prodotto deve essere visto   anche solo, per guardare da vicino dentro la macchina della giustizia e di come le leggi, i processi, le indagini gli articoli, le accuse  e le assoluzioni siano comunque in mano a esseri umani senzienti e spesso fallibili”. La Stampa, con Luca Dondoni : “ E comunque tutte le tv che abbiamo visto  sono uguali: un gruppo di persone che si scambia opinioni su un omicidio stando sedute in uno studio, sorridono i registi. La verità sull’ omicidio? Non cercatela in questo documentario. Qui si parla del caso mediatico. In fondo di tutti noi”.  Sono recensioni che confermano un dato di fatto: intorno all’omicidio di Meredith Kercher  avvenuto a Perugia nel 2007  sembra proprio che non ci siano  fatti da aggiungere , non ci siano verità altre da cercare, non ci siano sentenze da ribaltare.  Read more…

venerdì, agosto 26, 2016 Categoria: Cronache, Senza categoria

L’interminabile caccia alla pistola del Mostro di Firenze è cominciata a Perugia

NARDUCCI berettaE’ cominciata a Perugia- nel 1982- la caccia alla Beretta calibro 22 che avrebbe ucciso tutte le 16 vittime del mostro di Firenze. Se ne parla di nuovo in questi giorni per il ritrovamento di una vecchia pistola , stessa marca e stesso calibro, lungo un sentiero tra la vegetazione del Mugello e inviata nel laboratori romani del Racis. Tra gli esperti prevale scetticismo sulla possibilità di una svolta investigativa. Comunque si torna ad indagare. Si torna a cercare.  I bossoli dei colpi sparati  nel  1968 per il primo duplice omicidio delle terribile serie del Mostro dal 1974 erano allegati  ad un fascicolo a carico  di  un  imputato  Stefano Mele che prima aveva confessato e poi ritrattato per coinvolgere  altre persone anche loro di origine sarda (vedi pagg.86,87 di  “48 small ”- Morlacchi editore- ndr). E’ il momento che indirettamente prende avvia la cosiddetta pista sarda e con la comparsa nella vicenda dei fratelli Francesco e Salvatore Vinci che successivamente furono coinvolti e prosciolti per ad alcuni duplici omicidi sempre attribuiti al Mostro.  Il confronto con i bossoli ritrovati sulla scena del crimine  per l’assassinio di una coppia di giovani, Paolo Mainardi e Antonella  Migliorini,  stabilì l’identità   sulla quale si è fondata la convinzione degli inquirenti di una stessa arma- che non è stata mai trovata—per la catena di morte che si è interrotta nel 1985. Read more…

sabato, luglio 23, 2016 Categoria: Cronache

Dal pollaio di Cannara ai circuiti mondiali del mercato clandestino dell’arte rubata: il presente,il passato.

vasiRitrovati dai carabinieri di Perugia in un pollaio di Cannara i vasi attici a figure rosse e con decorazioni, intarsio a foglia d’oro ,databili tra il quinto ed il terzio secolo avanti cristo ora sono sottochiave nel museo archeologico dell’Umbria. In tutto i reperti sono 36 è hanno un valore stimabile intorno ai 15 milioni di euro: un patrimonio trafugato in Puglia e trasferito in Umbria lungo i circuiti del mercato nero dell’arte. Ci sono cinque  persone indagate per ricettazione, ma le indagini sembra puntino più in alto.  Delle preziose ceramiche recuperate negli incarti con le pagine de “La Gazzetta dello Sport “ gli inquirenti vogliono conoscere l’itinerario che hanno seguito e le mani per le quali sono passate . E, non è escluso, le mani alle quali erano dirette. Read more…

mercoledì, giugno 29, 2016 Categoria: Cronache

Dopo la Cassazione,alla ricerca di un nuovo processo: Rudi Guede e le prove che servono per cassare la Cassazione.

toccofiorucci_copertina_Meredith_frontalePer semplificare e farci un’idea  della situazione dal punto di vista procedurale: se ci sarà non sarà un nuovo processo a Rudi Guede. Sarà un processo al processo che in secondo grado  lo ha condannato a sedici anni di carcere per concorso nell’omicidio di Meredith  Kercher avvenuto a Perugia  nel novembre del 2007. Condanna  definitiva dopo la confermata dalla Suprema Corte di Cassazione. E perché questo processo al processo abbia luogo il condannato deve produrre fatti e prove che i giudici ( nello specifico i giudici della Corte d’Assise d’Appello per competenza territoriale )  valutino suscettibili di un ribaltamento della sentenza di colpevolezza e  di  provare la sua innocenza rispetto al reato  che ha portato al verdetto di  condanna (emesso dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia)  . Tutto  questo –anche in caso di  ammissibilità del ricorso- non interferisce/non interferirà con  il processo che ha portato all ’assoluzione definitiva dei coimputati  Amanda Knox e Raffaele Sollecito . In caso di ricorso accolto e di esito favorevole per l ‘unico condannato per il delitto di via della Pergola , si potranno fare al massimo delle congetture tra l’una e l’altra vicenda giudiziaria.  La riapertura del  caso, con il processo al processo  potrà eventualmente riguardare soltanto l’ipotetica innocenza del giovane ivoriano dimostrata  con inediti e certi elementi di prova per ribaltare il giudizio che ha il timbro definitivo della Cassazione: perché  la condanna si trasformi in assoluzione ( perché l’azione penale non poteva essere promossa, perché il fatto non sussiste, perché il fatto non è stato commesso dall’imputato, perché il reato  è estinto). A questo punto non ci sono vie di mezzo.  Il ricorso è ammissibile soltanto a queste condizioni. Lo prevedono gli articoli  629, 630 e 631  del codice di procedura penale. Read more…

domenica, maggio 1, 2016 Categoria: Cronache

Droga:la tragica normalità delle morti per overdose

dia Non ci può essere il ritorno di qualcosa che mai è andata via. Non può chiamarsi  emergenza una situazione uguale a se stessa per picchi di gravità da almeno un ventennio.  La durata  nel tempo  fa assumere al  fenomeno  considerato emergenza una condizione di  permanente, difficile e complessa normalità. Tre morti per probabile overdose in poche ore comportano certo lutto,dolore , esecrazione, ma  non necessariamente allarme per qualcosa di nuovo che va a peggiorare una situazione  già segnata da una tragica consuetudine . Le morti per overdose sono un incidente, non sono il fenomeno. Anche per coloro che controllano il business  . Non le cercano queste morti. Se ne fregano, ovviamente. Ma le morti fanno rumore, riaccendono i riflettori,  risvegliano le polemiche. Portano complicazioni, intoppi, fastidi. Non la paralisi delle attività’ criminali pero’ ,a leggere documenti processuali o a farsi raccontare indagini di un certo spessore. Read more…

sabato, marzo 19, 2016 Categoria: Cronache

A “LETTURE TIFERNATI” IL CASO DI MEREDITH KERCHER, CON IL LIBRO DI ALVARO E LUCA FIORUCCI

fiorucci_copertina_Meredith_fronte“Questo non è il romanzo di un omicidio, né un’inchiesta parallela volta a portare nuova luce sui fatti e sulla loro concatenazione. “Reperto 36” è il racconto di un efferato delitto, quello della giovane studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2007, ricostruito attraverso le parole delle carte processuali e delle diverse, opposte, letture dei giudici che si sono alternati nei vari gradi di giudizio. Il travagliato iter giudiziario del “caso Meredith” – che per ben otto anni ha tenuto sospesa l’attesa di una platea mondiale virtualmente rinchiusa nelle aule di giustizia, nelle quali si è formata la verità processuale – proprio per il modo diretto e approfondito con cui gli autori scelgono di affrontarlo, offre al lettore la possibilità di aprire una riflessione sul tema della giustizia in Italia, della sua amministrazione, dei suoi tempi, della sua organizzazione.” E’ quanto dichiarato da Alvaro Fiorucci, autore assieme al figlio Luca, di “Reperto 36 – Anatomia giudiziaria dell’omicidio di Meredith Kercher”, presentato a “Letture Tifernati” nella sala degli specchi del Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati. Con gli autori sono intervenuti il sindaco e il vice sindaco di Città di Castello, il procuratore della Repubblica di Forlì, Sergio Sottani e il deputato tifernate, capogruppo in commisione Giustizia. “Gli autori sono riusciti in maniera efficace e comprensibile anche a chi non è un addetto ai lavori, a trasferire in un libro e decodificare il linguaggio e le fasi procedurali di un caso che ha tenuto alta l’attenzione anche mediatica e dell’opinione pubblica a livello mondiale – ha precisato il procuratore della Repubblica di Forli, Sergio Sottani – precisando di aver vissuto di riflesso la vicenda, non essendo coinvolto direttamente come magistrato, nel periodo di permanenza a Perugia. Read more…

mercoledì, marzo 2, 2016 Categoria: Cronache

La ‘ndrangheta si espande all’estero mentre consolida la conquista dell’Italia, Umbria compresa.

Direzione-nazionale-antimafiaLa ‘ndrangheta  opera da alcuni ani secondo un piano di  “colonizzazione di vaste aree di territori  stranieri” con insediamenti criminali che replicano i modelli calabresi. Lo afferma la Direzione Nazionale Antimafia nel  rapporto reso noto oggi e che si riferisce al 2015. E anche all’estero- come in Italia- la ‘ndrangheta è sempre più una sorta di multinazionale che  con  grandi capacità imprenditoriali e un grande fiuto finanziario  diversifica  i suoi interessi con flessibilità e con perfetta scelta di tempo. Quindi  il tradizionale traffico della droga e delle armi , l’altrettanto storico sfruttamento della prostituzione ,  l’estorsione in forme sempre più sofisticate. Ma  sempre più riciclaggio, appalti pubblici , attività  economiche ( turismo , commercio, giochi e scommesse on line  in particolare)  apparentemente di specchiata legalità. Attività che si estendono  a macchi d’olio e con profitti enormi in Italia e oltreconfine. Per quanto riguarda l’Italia la DNA dice che è sempre più massiccia ed incisiva la presenza della ‘ndrangheta nelle regioni del centro-nord. Dopo la Lombardia (dato ormai storico) il Piemonte, l’Emilia Romagna, e il Lazio ecco la ‘ndrangheta risulta ben  insediata con molti cellule operative in Liguria, Umbria, Veneto e Marche. Read more…

sabato, gennaio 2, 2016 Categoria: Cronache

2015: dalla sentenza definitiva per l’omicidio di Meredith alla forte incidenza dei delitti commessi in famiglia

fiorucci_copertina_Meredith_fronte  di ALLAN FONTEVECCHIA

Le vittime della metà degli omicidi avvenuti in Umbria  nel 2015  sono donne. Tre donne cadute sotto i colpi di armi da fuoco o ferite a morte con coltelli di uso domestico. Una recente ricerca di Eures sui femminicidi attribuisce alla regione l’indice più alto con 12,9 femminicidi per milione di donne residenti. L’anno che è appena finito è anche l’anno in cui si è conosciuto , con le motivazioni della Suprema Corte di Cassazione , l’esito dell’ uccisione di Meredith Kercher , un colpevole, due innocenti e due assassini , a stare alle sentenze, da individuare e catturare, come Alvaro Fiorucci e Luca Fiorucci raccontano in “Reperto 36- anatomia giudiziaria dell’omicidio di Meredith Kercher”  edito da Morlacchi. Dunque il dettaglio. Il  sei marzo, ad Uppiano, vicino a Città di Castello, Yuri Nardi, un poliziotto di 41 anni, uccide la moglie, Laura Arcaleni di 40, e poi si suicida. Il  25 novembre, a Perugia, Raffaella Presta, anche lei quarantenne, viene uccisa con due colpi di fucile dal marito Francesco Rosi. Read more…

sabato, novembre 28, 2015 Categoria: Cronache, Senza categoria

Via del Belocchio : aspettando il processo c’è una voce in più nel vocabolario dei femminicidi.

imagesSe si dovessero trovare le parole giuste per spiegare che cos’è il  fenomeno del femminicidio scegliendole nella teoria di morte che ha portato a 37  il numero delle donne ammazzate nel 2015 , l’omicidio di via del Belocchio a Perugia sarebbe  il vocabolario giusto nel quale cercarle. Una coppia di quarantenni colti e benestanti che stanno insieme da venti anni,un figlio di sei anni , uno stesso tetto, e un rapporto coniugale che non funziona. Non  funziona al punto che le liti sono sempre più frequenti e più aspre . E le botte pure. Ma non trova la forza di dire basta. Neanche cerca per un tempo lunghissimo, il modo di aprire quella gabbia di violenza che pare non fosse condizione riservata alla privacy familiare. Eppure conosce certe situazioni,conosce la piega che possono prendere, sa dell’epilogo irreversibile che ci può essere da un momento all’altro. Lo sa se non per altro, perché  li ha letti nei fascicoli di certi casi di violenza domestica dello studio di avvocato che ha frequentato fino all’altro ieri. Quando la insostenibilità della situazione incontra la volontà di Raffaella Presta di riprendersi la sua libertà,la sua autonomia, la sua vita e magari di condividerla con un’altra persona confidando in un approdo dolce dopo la strambata, è troppo tardi. Il marito Francesco Rosi in  un umido pomeriggio di novembre, quello del 25 novembre,  spara con il fucile da caccia da due passi o poco più : il piombo del primo colpo  prende la  donna  alla mano destra dell’inutile tentativo di difesa e si pianta nell’addome; il secondo e alla schiena la schiena, sfonda i polmoni e fa arrivare la morte in pochi attimi. Read more…

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