Archivio della categoria “Cronache”

sabato, gennaio 28, 2017 Categoria: Cronache

Spacciatori in stand by mentre le mafie provavano a correre: aperto l’anno giudiziario.

cardellaLe mafie  cercano ( e spesso li trovano) spazi nel tessuto economico con i capitali sporchi da investire riciclandoli ;  il  mercato della droga forse arretra o si sta ristrutturando . Più o meno a fuoco , è questa la fotografia dei principali fenomeni criminali che interessano l’Umbria, stando alle affermazioni fatte dalle più alte cariche della giurisdizione all’inaugurazione dell’anno giudiziario umbro. La macchina  gira con molti affanni dovuti ad acciacchi vecchi e nuovi: strutture, spazi , uomini e mezzi. E questo dato   è omogeneo   alle criticità prossime al collasso lamentate  in  tutti i distretti italiani. La risposta alla domanda di giustizia è ancora lenta. Un altro dato omogeneo anche nella sua cronicità. C’è però qualche spiraglio che potrebbe non far vedere tutto nera al cittadino che aspetta per anni una sentenza o semplicemente una prima pronuncia di giustizia. Anche a guardarla dal profilo della corrente burocrazia, ecco gli ingolfamenti. Però il qualche flebile voce positiva da mettere nel bilancio c’è. Merito di chi manda avanti il lavoro nonostante tutto. Il presidente della Corte Mario Vincenzo D’Aprile ha detto che  nel settore civile la pendenza complessiva si è ridotta da 10.691 fascicoli a 8.923 e nel settore penale, dove la pendenza è continuata a diminuire, passando da 3.832 a 3.553 procedimenti. Che sia un segnale? Difficile  piegare  questi dati ad una prospettiva di cambiamento restando immutate le condizioni normative e strutturali di base. Ma questo è un altro discorso. Un discorso che deve fare la politica. E i tempi della politica, come quelli della giustizia, sono i tempi che sono. C’è da aspettare. Read more…

martedì, dicembre 27, 2016 Categoria: Cronache

Girasole: breve storia di un processo infinito

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La più grande inchiesta sul traffico degli esseri umani destinati ai mercati della prostituzione e della droga, arrivata nelle aule di giustizia  ha prodotto  una v icenda giudiziaria che un domani  potrà essere archiviato come  la singolare storia di un processo infinito. I primi 100 arresti risalgono al  2001; un altro centinaio di persone- italiani ed albanesi- fu  preso un anno dopo.  Esclusi alcuni elementi della piccola criminalità locale molti dei soggetti finiti in carcere avevano contatti con la camorra e con la ‘ndrangheta . Il core business  di questa associazione a delinquere transnazionale era l’importazione clandestina di giovani donne dai paesi di quello che era stato il blocco  comunista . A volte reclutate con la scusa di un lavoro pulito venivano l avviate alla prostituzione soprattutto nei night dell’Italia centrale . Negli stessi locali dove  veniva spacciata la droga fornita dagli albanesi ,cocaina in grandi quantità. Le ragazze erano tenute in stato di schiavitù: private della libertà  con il sequestro dei documenti e costrette ad incassare il più possibile per ripagarsi  in tempi brevi le spese di viaggio e la permanenza nei luoghi del loro sfruttamento L’udienza preliminare – con le due tornate investigative delle operazioni Girasole 1 e Girasole 2 portate a termine dal Ros dei Carabinieri con il coordinamento del  magistrato Antonella Duchini  riunificate processualmente-è cominciata 10 anni dopo  e dovrebbe concludersi,  dopo  cinque anni il 25 gennaio 2017.  Il giudice deve decidere i rinvii a giudizio o i proscioglimenti. Read more…

sabato, dicembre 24, 2016 Categoria: Cronache

I soldi della ‘ndrangheta e il nucleo Ugeco

cardella C’è una fase due delle indagini sui soggetti  condannati per  reati attinenti gli affari  delle mafie che deve essere intensificata perché il colpo alla criminalità organizzata di cui questo secondo momento investigativo è conseguenza sia ancora più duro. Sono le indagini sui patrimoni che tali condannati hanno accumulato, nascosto, camuffato con l’aiuto  dei prestanome. Seguendo questa via- lo ha reso noto recentemente il procuratore generale di Perugia Fausto Cardella- che la Guardia di Finanza ha potuto sequestrare per poi confiscarli  e restituirli alla comunità beni per oltre un milione di euro riconducibili a un pregiudicato   residente ad Ancona e condannato nel 2011 per essere uno dei capi delle cosche della ‘ndrangheta reggina che controllano il traffico della cocaina sul versante ionico della Calabria.Il boss dal carcere aveva continuato a gestire gli affari di famiglia: trasferimento di capitali in Bulgaria, investimenti di varia natura, attività di compravendita di immobili. Beni che ora sonio stati rintracciati e sequestrati. Determinante- ha detto tra l’altro Fausto Cardella- il ruolo del pool interforze UGECO creato e diretto dallo stesso Cardella: una struttura di coordinamento concentrata sui patrimoni della  criminalità organizzata. E’ un nuovo strumento di contrasto alle infiltrazioni di tipo mafioso  sulle quali ora ha il predominio la ‘ndrangheta.Alto il rischio dell’inquinamento dell’economia. Come risulta da un recente dossier parlamentare. Read more…

mercoledì, settembre 28, 2016 Categoria: Cronache

Amanda Knox, Netflix e l’omicidio di Meredith Kercher

fiorucci_copertina_Meredith_frontedi ALLAN FONTEVECCHIA-Scrive Renato Franco  su Corriere. it: “In realtà il doc (“Amanda Knox “, diretto da Rod Blackhurst e Brian McGinn, su Netflix dal  30 settembre) non  risolve il giallo. Ognuno dei protagonisti porta una sua verità, una verità soggettiva. La cui somma però porta a un’altra verità soggettiva ,quella che lo spettatore si vuol raccontare”. Luigi Bolognini per Repubblica.it chiude il suo commento così: “ Questo prodotto deve essere visto   anche solo, per guardare da vicino dentro la macchina della giustizia e di come le leggi, i processi, le indagini gli articoli, le accuse  e le assoluzioni siano comunque in mano a esseri umani senzienti e spesso fallibili”. La Stampa, con Luca Dondoni : “ E comunque tutte le tv che abbiamo visto  sono uguali: un gruppo di persone che si scambia opinioni su un omicidio stando sedute in uno studio, sorridono i registi. La verità sull’ omicidio? Non cercatela in questo documentario. Qui si parla del caso mediatico. In fondo di tutti noi”.  Sono recensioni che confermano un dato di fatto: intorno all’omicidio di Meredith Kercher  avvenuto a Perugia nel 2007  sembra proprio che non ci siano  fatti da aggiungere , non ci siano verità altre da cercare, non ci siano sentenze da ribaltare.  Read more…

venerdì, agosto 26, 2016 Categoria: Cronache, Senza categoria

L’interminabile caccia alla pistola del Mostro di Firenze è cominciata a Perugia

NARDUCCI berettaE’ cominciata a Perugia- nel 1982- la caccia alla Beretta calibro 22 che avrebbe ucciso tutte le 16 vittime del mostro di Firenze. Se ne parla di nuovo in questi giorni per il ritrovamento di una vecchia pistola , stessa marca e stesso calibro, lungo un sentiero tra la vegetazione del Mugello e inviata nel laboratori romani del Racis. Tra gli esperti prevale scetticismo sulla possibilità di una svolta investigativa. Comunque si torna ad indagare. Si torna a cercare.  I bossoli dei colpi sparati  nel  1968 per il primo duplice omicidio delle terribile serie del Mostro dal 1974 erano allegati  ad un fascicolo a carico  di  un  imputato  Stefano Mele che prima aveva confessato e poi ritrattato per coinvolgere  altre persone anche loro di origine sarda (vedi pagg.86,87 di  “48 small ”- Morlacchi editore- ndr). E’ il momento che indirettamente prende avvia la cosiddetta pista sarda e con la comparsa nella vicenda dei fratelli Francesco e Salvatore Vinci che successivamente furono coinvolti e prosciolti per ad alcuni duplici omicidi sempre attribuiti al Mostro.  Il confronto con i bossoli ritrovati sulla scena del crimine  per l’assassinio di una coppia di giovani, Paolo Mainardi e Antonella  Migliorini,  stabilì l’identità   sulla quale si è fondata la convinzione degli inquirenti di una stessa arma- che non è stata mai trovata—per la catena di morte che si è interrotta nel 1985. Read more…

sabato, luglio 23, 2016 Categoria: Cronache

Dal pollaio di Cannara ai circuiti mondiali del mercato clandestino dell’arte rubata: il presente,il passato.

vasiRitrovati dai carabinieri di Perugia in un pollaio di Cannara i vasi attici a figure rosse e con decorazioni, intarsio a foglia d’oro ,databili tra il quinto ed il terzio secolo avanti cristo ora sono sottochiave nel museo archeologico dell’Umbria. In tutto i reperti sono 36 è hanno un valore stimabile intorno ai 15 milioni di euro: un patrimonio trafugato in Puglia e trasferito in Umbria lungo i circuiti del mercato nero dell’arte. Ci sono cinque  persone indagate per ricettazione, ma le indagini sembra puntino più in alto.  Delle preziose ceramiche recuperate negli incarti con le pagine de “La Gazzetta dello Sport “ gli inquirenti vogliono conoscere l’itinerario che hanno seguito e le mani per le quali sono passate . E, non è escluso, le mani alle quali erano dirette. Read more…

mercoledì, giugno 29, 2016 Categoria: Cronache

Dopo la Cassazione,alla ricerca di un nuovo processo: Rudi Guede e le prove che servono per cassare la Cassazione.

toccofiorucci_copertina_Meredith_frontalePer semplificare e farci un’idea  della situazione dal punto di vista procedurale: se ci sarà non sarà un nuovo processo a Rudi Guede. Sarà un processo al processo che in secondo grado  lo ha condannato a sedici anni di carcere per concorso nell’omicidio di Meredith  Kercher avvenuto a Perugia  nel novembre del 2007. Condanna  definitiva dopo la confermata dalla Suprema Corte di Cassazione. E perché questo processo al processo abbia luogo il condannato deve produrre fatti e prove che i giudici ( nello specifico i giudici della Corte d’Assise d’Appello per competenza territoriale )  valutino suscettibili di un ribaltamento della sentenza di colpevolezza e  di  provare la sua innocenza rispetto al reato  che ha portato al verdetto di  condanna (emesso dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia)  . Tutto  questo –anche in caso di  ammissibilità del ricorso- non interferisce/non interferirà con  il processo che ha portato all ’assoluzione definitiva dei coimputati  Amanda Knox e Raffaele Sollecito . In caso di ricorso accolto e di esito favorevole per l ‘unico condannato per il delitto di via della Pergola , si potranno fare al massimo delle congetture tra l’una e l’altra vicenda giudiziaria.  La riapertura del  caso, con il processo al processo  potrà eventualmente riguardare soltanto l’ipotetica innocenza del giovane ivoriano dimostrata  con inediti e certi elementi di prova per ribaltare il giudizio che ha il timbro definitivo della Cassazione: perché  la condanna si trasformi in assoluzione ( perché l’azione penale non poteva essere promossa, perché il fatto non sussiste, perché il fatto non è stato commesso dall’imputato, perché il reato  è estinto). A questo punto non ci sono vie di mezzo.  Il ricorso è ammissibile soltanto a queste condizioni. Lo prevedono gli articoli  629, 630 e 631  del codice di procedura penale. Read more…

domenica, maggio 1, 2016 Categoria: Cronache

Droga:la tragica normalità delle morti per overdose

dia Non ci può essere il ritorno di qualcosa che mai è andata via. Non può chiamarsi  emergenza una situazione uguale a se stessa per picchi di gravità da almeno un ventennio.  La durata  nel tempo  fa assumere al  fenomeno  considerato emergenza una condizione di  permanente, difficile e complessa normalità. Tre morti per probabile overdose in poche ore comportano certo lutto,dolore , esecrazione, ma  non necessariamente allarme per qualcosa di nuovo che va a peggiorare una situazione  già segnata da una tragica consuetudine . Le morti per overdose sono un incidente, non sono il fenomeno. Anche per coloro che controllano il business  . Non le cercano queste morti. Se ne fregano, ovviamente. Ma le morti fanno rumore, riaccendono i riflettori,  risvegliano le polemiche. Portano complicazioni, intoppi, fastidi. Non la paralisi delle attività’ criminali pero’ ,a leggere documenti processuali o a farsi raccontare indagini di un certo spessore. Read more…

sabato, marzo 19, 2016 Categoria: Cronache

A “LETTURE TIFERNATI” IL CASO DI MEREDITH KERCHER, CON IL LIBRO DI ALVARO E LUCA FIORUCCI

fiorucci_copertina_Meredith_fronte“Questo non è il romanzo di un omicidio, né un’inchiesta parallela volta a portare nuova luce sui fatti e sulla loro concatenazione. “Reperto 36” è il racconto di un efferato delitto, quello della giovane studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2007, ricostruito attraverso le parole delle carte processuali e delle diverse, opposte, letture dei giudici che si sono alternati nei vari gradi di giudizio. Il travagliato iter giudiziario del “caso Meredith” – che per ben otto anni ha tenuto sospesa l’attesa di una platea mondiale virtualmente rinchiusa nelle aule di giustizia, nelle quali si è formata la verità processuale – proprio per il modo diretto e approfondito con cui gli autori scelgono di affrontarlo, offre al lettore la possibilità di aprire una riflessione sul tema della giustizia in Italia, della sua amministrazione, dei suoi tempi, della sua organizzazione.” E’ quanto dichiarato da Alvaro Fiorucci, autore assieme al figlio Luca, di “Reperto 36 – Anatomia giudiziaria dell’omicidio di Meredith Kercher”, presentato a “Letture Tifernati” nella sala degli specchi del Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati. Con gli autori sono intervenuti il sindaco e il vice sindaco di Città di Castello, il procuratore della Repubblica di Forlì, Sergio Sottani e il deputato tifernate, capogruppo in commisione Giustizia. “Gli autori sono riusciti in maniera efficace e comprensibile anche a chi non è un addetto ai lavori, a trasferire in un libro e decodificare il linguaggio e le fasi procedurali di un caso che ha tenuto alta l’attenzione anche mediatica e dell’opinione pubblica a livello mondiale – ha precisato il procuratore della Repubblica di Forli, Sergio Sottani – precisando di aver vissuto di riflesso la vicenda, non essendo coinvolto direttamente come magistrato, nel periodo di permanenza a Perugia. Read more…

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