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- 25 novembre: una rete territoriale contro la violenza sulle donne
- Villa Nicoletti: quando la procura di Perugia fece esplorare i sotterranei.
- La droga, le mafie, gli omicidi, le baby gang, le violenze domestiche: ecco l’Umbria
- L’opinione del PG di Perugia sulla separazione delle carriere dei magistrati
- Sottani:troppe criticità nelle carceri umbre.
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- Raffaella su “Il divo e il giornalista” e le nuove indagini sull’omicidio Pecorelli
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25 novembre: una rete territoriale contro la violenza sulle donne
di ALLAN FONTEVECCHIA
Nel Distretto, gli uffici umbri hanno fatto la parte che gli è stata affidata dal legislatore cogliendo ottimi risultati. ma in tutti, ovviamente, c’è la consapevolezza che l’intervento giudiziario pur essendo una parte importante, sicuramente tra le più importanti, non basta. Per cancellare o almeno contenere gli effetti di una cultura che ha nella violenza di genere e fino al femminicidio, una sorta di portato storico servono decisioni concordanti di più soggetti. C’è bisogno di un forte cambiamento per rompere lo zoccolo duro dell’incultura . E’ vero che c’è un clima che ancora risente del fatto che il delitto d’onore è stato cancellato appena l’altro ieri (5 agosto 1981) mentre solo allora lo stupro da reato contro la morale pubblica è diventato reato contro la persona. E che la legge sull’aborto è dell’anno 1979 e il divorzio non ha neanche dieci anni in più. Diritti conquistati e sempre , almeno alcuni, messi in discussione. Probabilmente è per questo che nonostante leggi adeguare, il codice rosso, misure restrittive, l’aumento delle denunce, gli aiuti quante non subiscono più in silenzio e altri utili provvedimenti, le donne continuano ad essere ammazzate. Leggi tutto…
Villa Nicoletti: quando la procura di Perugia fece esplorare i sotterranei.
di ALLAN FONTEVECCHIA
“Tuttavia, le esplorazioni hanno condotto ugualmente alla perfetta conoscenza dei locali sotterranei in questione, secondo quanto conferito al sottoscritto consulente tecnico attraverso dettagliata relazione speleologica. I locali sotterranei nell’area di Villa Nicoletti (Roma) sono costituiti da una complicata rete di cunicoli e di vani scavati in epoca romana e ciclicamente riutilizzati in molte epoche successive. In nessun punto di detti locali sono presenti tracce recenti di attività umane messe in atto nell’ultimo decennio (eccezione fatta per l’ostruzione della gradinata che immetteva nella cucina della dipendenza della villa). È esclusa la presenza di cadaveri umani in detti locali”.
Questo è l’ estratto di un precedente sopralluogo nei sotterranei di villa Osio, ora Casa del Jazz, dove si scava in questi giorni alla ricerca dei resti del giudice Paolo Adinolfi scomparso il 2 luglio1994 e di Manuela Orlandi sparita il 22 giugno 1983. Leggi tutto…
La droga, le mafie, gli omicidi, le baby gang, le violenze domestiche: ecco l’Umbria
Hub per il traffico della droga , le infiltrazioni della criminalità organizzata, gli omicidi , le baby gang, il codice rosso ed altro: il procuratore generale Sergio Sottani fotografa la situazione.
<< Si sono registrati quattro procedimenti per omicidio volontario nella zona spoletina, per uno dei quali si è in presenza di un femminicidio, almeno allo stato delle emergenze investigative. Il numero è preoccupante perché costituisce un dato assolutamente anomalo, in eccesso, per la regione. Lo sforzo investigativo delle forze di polizia e della locale Procura circondariale ha tuttavia fornito una risposta adeguata e di alta professionalità e ha trovato, almeno allo stato attuale dei procedimenti, un positivo riscontro in sede giudiziale. Sul punto, si rammenta come questo Procuratore Generale in occasione dell’inaugurazione di quest’anno giudiziario nella sua relazione aveva evidenziato, proprio con riferimento alla situazione del territorio di Spoleto, “un aumento della violenza e del rischio di epiloghi omicidiari”. Leggi tutto…
L’opinione del PG di Perugia sulla separazione delle carriere dei magistrati
Intervento di Sergio Sottani procuratore generale presso la Corte d’Appello sulle proposte di separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e magistrati requirenti nella tavola rotonda promossa dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Perugia.
Il tema della separazione delle carriere non è solo un argomento per specialisti del diritto ma riguarda tutti proprio perché vi è un progetto di riforma costituzionale su cui molto probabilmente il prossimo anno verremo chiamati a votare. A questo riguardo è bene evitare ogni fraintendimento. In primo luogo, non si è in presenza di una riforma della giustizia, ma più correttamente dell’ordinamento giudiziario. Infatti, non si tratta di adottare interventi legislativi che accelerino i processi, evitino o meglio cerchino di ridurre errori giudiziari, rafforzino il personale amministrativo, introducano strumenti deflattivi per ridurre il carico di lavoro, migliorino l’edilizia giudiziaria. Niente di tutto questo. Leggi tutto…
Sottani:troppe criticità nelle carceri umbre.
Il procuratore generale Sergio Sottani tocca con mano l’ insostenibile situazione in cui da tempo le carceri umbre svolgono le loro attività . Situazione insostenibile per il personale ( che è carente) e per i detenuti ( sovraffollamento ormai cronico) . Il magistrato ha infatti visitato gli istituti della nostra regione , ha incontrato gli operatori, ha verificato di persona le condizioni detenzione. Ne ha ricavato un dossier che trovate qui sotto pubblicato integralmente. Leggi tutto…
L’Umbria nella penisola della droga
Non è uno zero virgola in più o in meno che rassicura. Anzi, il mercato della droga continua ad espandersi nonostante qualche controtendenza desunta dai numeri delle statistiche. Anche il recente rapporto sulle tossico dipendenze in Italia pur registrandole non può non sottolineare le ramificazioni che diffondono il traffico e lo spaccio, la presenza di sostanze di sintesi sempre più pericolose, l’abbassamento dell’età di chi ne fa uso con l’irrompere sempre più quantitativamente rilevante dei minorenni, gli arricchimenti delle mafie italiane e straniere. Mercato globalizzato da decenni vede- anche oggi come in passato- l’Umbria in cima a determinate non rassicuranti classifiche. Quelle delle morti per overdose, per esempio: è seconda dopo le Marche ; Terni risulta essere, insieme con Verona, la città dove in rapporto alla popolazione si consumano più dosi di eroina, 7 dosi e mezza per 1000 abitanti. Perugia è a 3 dosi e mezza. Non è una novità in assoluto , ma ci sono molte novità nella penisola che sniffa e si fa di crack. Nonostante i dati positivi della attività dei servizi sociosanitari e della prevenzione. Dell’impegno quotidiano delle forze di polizia nel contrasto tanto al narcotraffico quanto allo spaccio di strada. Leggi tutto…
Umbria : le Procure insieme per ottimizzare le risorse investigative
È stato ufficialmente sottoscritto in data odierna un nuovo protocollo d’intesa tra la Procura Generale, le Procure della Repubblica di Perugia, Terni, Spoleto e la Procura regionale presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per l’Umbria.L’accordo, frutto di un intenso lavoro di confronto e cooperazione tra i diversi uffici, mira a rafforzare la collaborazione tra le autorità giudiziarie, garantendo un più efficace coordinamento nelle rispettive attività di indagine e un utilizzo ottimizzato delle risorse investigative. Leggi tutto…
Archivio: una molotov contro l’auto di Gaia Servadio
Il 25 settembre 1992 brucia un’auto nel parcheggio mentre all’interno del ristorante un gruppo di amici consuma un pasto di prodotti tipici. La berlina di Gaia Servadio è in fiamme, perché è stata colpita da una Molotov lanciata da uno sconosciuto che probabilmente non era solo. Gaia Servadio, che da Padova dove è nata si è trasferita a Londra nel 1956, è già l’italiana più amata dagli inglesi e la stima per la sua attività giornalistica e di saggista cresce ovunque di successo in successo. Spesso è in Italia e nel piccolo comune di Avigliano ha una base dove trascorre periodi di riposo quando sente il bisogno di ricaricarsi nella quiete della campagna umbra. Come le altre sue abitazioni anche questo casolare ha la porta sempre aperta. A varcarla un piccolo mondo della cultura internazionale che si è ritrovato ad avere un punto di riferimento tra Todi e Orvieto: Beverly Pepper, Ben Gazzara, Enzo Siciliano, Peter Stein, Jane Kramer, Stephen Ward, Carone, Kulakov, Messeguè. “Incontri assolutamente informali e senza sconfinamenti nella mondanità”, alcuni raccontavano allora. Incontri come laboratorio di idee, sintetizzavano altri. La bottiglia incendiaria arrivata dal buio provoca pochi danni, ma tanto rumore. Per la popolarità del bersaglio, per l’ambiente in cui si muove e, soprattutto perché non si trova un movente specifico.” Mio padre era ebreo, cattolica la famiglia di mia madre; io non sono mai stata minacciata per questioni raziali o religiose” spiegò conversando con alcuni suoi colleghi. Aggiunse: “non ho nemici per la mia attività e non so dare un significato a questo gesto. Probabilmente è solo teppismo fine a sé stesso”. Leggi tutto…
La vendetta del kanun e l’omicidio giustificato
Il Kanun è un’antica legge non scritta che giustifica anche l’ omicidio quando è vendetta per un congiunto morto ammazzato. Ed è proprio per un delitto avvenuto a Gualdo Tadino che riferimenti a questo sanguinario codice d’onore albanese sono diventati parte sostanziale di un provvedimento giudiziario. Infatti, ad un giovane immigrato dall’Albania coinvolto nell’ omicidio di un suo connazionale , scontati 14 anni di carcere, è stata accordata una protezione internazionale che lo mette al riparo dal Kanun. Non era mai successo prima. Non quando vennero falciate dal piombo di loro connazionali sette persone, tutte intorno ai trenta anni, coinvolte nelle faide tra gruppi di Tirana in guerra per avere il controllo del traffico della droga, degli esseri umani e della prostituzione a Perugia. Regolamento di conti in poco più di due anni sul finire del secolo scorso. Il ventisettenne Alfred Gega, detto Fredi, considerato il capo della comunità di immigrati , viene accollato a morte davanti al bar della stazione di Gualdo Tadino il giorno di Natale del 2002. Era con un amico. Li circondano in sette, bastoni e lame. Fredi rimane sull’asfalto. Clarim Dedushi, caricato sull’ambulanza, è grave, ma si salva. Gli aggressori sono identificati dai carabinieri. Sono muratori come le loro vittime. Avrebbero agito per il pugno con il quale qualche ora prima Freddi aveva colpito uno di loro. L’esecutore materiale , che è latitante, è individuato in Elvis Ndoja , In primo grado gli danno 22 anni di carcere. La pena definitiva per uno dei più giovani è di 14 anni. Saldato il conto, ha un problema. Teme che per il codice del Kanun qualcuno si incarichi di fargli pagare con la vita la morte di Alfred Gega, anche se le carte processuali non gli danno la responsabilità diretta dell’omicidio . Chiede per questo all’autorità italiane che sia ammesso alla protezione sussidiaria che è una particolare forma di asilo politico prevista dalla Costituzione. La legge prevede che siano le commissioni territoriali ad istruire le partiche relative e a dare il parere definitivo. La sua richiesta è bocciata. Presenta ricorso alla Corte d’Appello che gli dà ragione perché, “ il reclamante ha sufficientemente documentato l’attuale pratica della vendetta di sangue secondo il codice consuetudinario detto Kanun particolarmente diffusa nelle zone del nord dell’Albania”. La sentenza spiega che il codice della vendetta attribuisce ai famigliari della vittima di un omicidio due possibilità di risposta : l’eliminazione dell’ assassino; tenerlo prigioniero in casa e cancellarlo socialmente. E annota: “ nell’ordinamento albanese non ci sono norme speciali per contrastare il diffuso ricorso alla vendetta di sangue e la polizia non riescono, a tutelare i cittadini dalle uccisione perpetrate in nome del Kanun”.L’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa ha raccolto questa dichiarazione di Paolo Cogni, docente dell’Università di Macerata e difensore dell’albanese : i contenuti di questa sentenza hanno una rilevanza internazionale perché riconoscono come forme di diritto consuetudinario che violano i diritti fondamentali dell’uomo possono essere un valido fondamento per la richiesta di protezione”.
