Archivio della categoria “Senza categoria”

lunedì, settembre 16, 2019 Categoria: Senza categoria

Il mistero del messicano e il Mostro di Firenze

Alle 11 del 22 marzo 1982, Dina Pellegrini è appena uscita di casa. Oggi ha parecchie faccende da sbrigare perché anche nel suo camping sta per iniziare una nuova stagione. Per questo va di fretta verso il ponte della ferrovia di San Donato di Passignano sul Trasimeno; è una scorciatoia. Lo vede dopo pochi passi: c’è un cadavere nel fosso che scorre lì vicino. E’ una donna forte, non si spaventa, guarda meglio, chiama i carabinieri perchè si rende che ha davanti agli occhi ciò che resta di un assassinio. Cominciano le indagini per quello che è un cold case ancora oggi, ventisette anni dopo; un caso freddo irrisolto. L’autopsia stabilisce che quell’uomo è un quarantenne, è alto non più di un metro e sessantacinque, è probabilmente un sud-americano, ed è senza identità perché chi lo ha ucciso si è portato via i documenti. E’ stato ammazzato a bastonate, un pezzo di legno gli ha massacrato la gola, mentre era con i suoi carnefici su uno dei treni transitati la mattina presto. Da uno scompartimento, attraverso il finestrino, l’hanno scaraventato verso i binari dai quali per la velocità del convoglio è rotolato fino al corso d’acqua. Tutto chiaro, tranne l’identità, il movente, chi l’ha ucciso. Insomma chiaro niente per costruire un’inchiesta. Read more…

sabato, giugno 1, 2019 Categoria: Senza categoria

Le grandi inchieste di un piccola Procura molto ambita.

di ALLAN FONTEVECCHIA-Pare  si stesse tramando anche per avere un magistrato amico sulla grande poltrona della piccola Procura della Repubblica di Perugia che proprio oggi il procuratore capo Luigi De Ficchy ha lasciato libera, compiuti 70 anni e imboccata la via della pensione.  E’ uno dei sospetti nati dall’inchiesta che vede tra i principali indagati  Luca Palamara, ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura , ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, pubblico ministero a Roma. Ed è la Procura perugina con i sostituti  Gemma Miliani e Mario Formisano ad accusarlo di corruzione. Punto di riferimento di una “cricca” di toghe e politici dedita  allo smistamento di incarichi   sulla base di un qualche tornaconto personale  o per il tornaconto di amici generosi poi  nel contraccambiare in qualche modo il favore. L’inchiesta coinvolge, a vario titolo, altri magistrati. Il dottor Palamara ieri negli uffici di via Fiorenzo di Lorenzo ha respinto le accuse : nessun baratto, nessuna manovra per pilotare nomine e incarichi.  Ma, al di la delle responsabilità dei singoli che dovranno essere accertate, il dato di fatto è che  il lavoro  dei magistrati  perugini   sta verificando, con le risultanze investigative del Gico della Guardia di Finanza,  il corretto funzionamento di una  istituzione  espressione di  uno dei poteri dello Stato: non è poco, in termini di gravità, doverlo fare. Read more…

sabato, maggio 25, 2019 Categoria: Senza categoria

Il Divo,il Giornalista e “il Traditore “:Tommaso Buscetta e l’omicidio di Mino Pecorelli

I risultati della collaborazione  di Tommaso Buscetta  sono spesso ( e doverosamente) sintetizzati  nel valore storico dell maxi processo di Palermo : 475 imputati ,35 giorni di camera di consiglio, 346 condanne per oltre 2600 anni di carcere. Il maxiprocesso che, istruito da Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta , il pool  di Antonino Caponnetto, decapitò Cosa Nostra  individuando organizzazione, ritualità , affari, complicità, delitti , mandanti ed esecutori ( 1984)). Dopo Capaci e via D’Amelio (1992), Tommaso Buscetta ( “il Traditore “ nel film  di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino) decide di fare l’ultimo passo disvelando anche i rapporti tra mafia e politica . Ecco l’enorme portata delle dichiarazioni  di un uomo temuto e rispettato che  prima dello sterminio della sua famiglia ad opera degli apripista ai corleonesi di Totò Riina e Bernardo Provenzano, era  il Boss dei Due Mondi. Per questo passo in più divenne il  bersaglio dimolti .E nell’intreccio i tra mafia e politica  Tommaso Buscetta vede – come raccontano Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno nel loro ” Il divo e il Giornalista” (Morlacchi editore). la gestazione dell’omicidio di Carmine Pecorelli, detto Mino, un giornalista scomodo per molti settori del potere. Un delitto presto dimenticato come il processo che fece  seguito a quelle dichiarazioni. Read more…

lunedì, marzo 11, 2019 Categoria: Senza categoria

“Il divo e il giornalista” e le nuove indagini sull’omicidio Pecorelli

C’è un colpo di scena all’interno di un colpo di scena più grande. E non è un modo di dire. Eccolo: se la riapertura delle indagini sull’omicidio del giornalista Mino Pecorelli decisa dalla procura di Roma potrà far passi verso la soluzione di un cold case fermo a 40 anni fa, li dovrà percorrere tra 800.000 documenti conservati dall’Archivio di Stato e quattro proiettili imbustati e sigillati nel magazzino dei corpi di reato del Tribunale di Perugia. La ragione sta nel fatto che negli anni ‘90 nel capoluogo umbro  ci fu un’inchiesta e poi un processo per l’assassinio del direttore di “OP”. Un processo che riemerge dall’oblio. Sul banco degli imputati il presidente Giulio Andreotti, il magistrato Claudio Vitalone, i mafiosi Gaetano Badalamenti, Pippo Calò e Angelino La Barbera e l’ex Nar, emergente nei ranghi della banda della Magliana, Massimo Carminati. Accusati di essere i mandanti i primi quattro, di essere gli esecutori di altri due. Tutti sono stati assolti e nessuno di loro potrà essere di nuovo processato per l’agguato mortale di via Orazio avvenuto a Roma il 20 marzo 1979.Il recupero della vicenda giudiziaria è diventata necessaria perché di un sequestro di armi avvenuto a Monza nel 1995 non è stata informata la procura perugina che indagava Massimo Carminati. Eppure proprio un amico dell’ex Nar, Domenico Magnetta era stato arrestato e poi condannato per quelle armi tra le quali c’era una 7,65 compatibile con i proiettili che hanno ucciso Mino Pecorelli. Read more…

giovedì, novembre 22, 2018 Categoria: Senza categoria

Un processo e i suoi misteri come lezioni di legalità

di DONATELLA PORZI

(intervento all’auditorium di Cannara)

Presentare il libro “Il Divo e il giornalista” di Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno è alquanto arduo, perché non c’è pagina che non sia importante e della quale possa farsi a meno e le pagine sono ben 379. Il titolo ci porta direttamente dentro alla questione, ovvero ai rapporti intercorsi tra Giulio Andreotti e Carmine Pecorelli, non due uomini qualunque, bensì due protagonisti della storia d’Italia, uno per le numerose cariche che ha rivestito a livello istituzionale, l’altro per essere stato un giornalista sopra le righe, che si è occupato di fatti scandalistico-politici dell’Italia degli anni sessanta-settanta. Il fatto è che Mino Pecorelli venne ucciso la sera del 20 marzo 1979 e che per questo omicidio Giulio Andreotti è stato processato, come presunto mandante dell’omicidio, per tre gradi di giudizio. Il 27 aprile 1993 la procura di Palermo chiede al Senato l’autorizzazione a procedere contro Andreotti per associazione a delinquere di tipo mafioso e in quanto mandante dell’omicidio Pecorelli e il 30 giugno 1994 inizia un processo che durerà cinque anni. Come si è arrivati a pensare che Andreotti potesse essere il mandante dell’omicidio? Per dare la risposta a questa domanda bisogna entrare in un groviglio di fatti che partono da lontano, che sono apparentemente scollegati e che invece sono tutti legati tra loro, così intrecciati e aggrovigliati da non riuscire più a trovare il bandolo della matassa. Cerchiamo allora di fare ordine sui protagonisti e sui fatti. Read more…

venerdì, ottobre 26, 2018 Categoria: Senza categoria

Il Mostro di Foligno e la telecamera che non c’è

Per alcuni la spesa avrebbe sforato quegli otto milioni di lire che nessuno aveva in bilancio. Altri dicevano che forse si sarebbe trovato un qualche modo di scendere a cinque e che era il caso di tentare. I pessimisti erano perplessi se non contrari: l’assassino non si farà vedere proprio e allora a che serve l’apparecchiatura? La burocrazia, al dunque, vinse ogni dubbio. Non si trovò la voce che giustificasse l’esborso. E così la telecamera che forse avrebbe potuto impedire che il Mostro di Foligno facesse una seconda vittima non fu acquistata. Eppure l’assassino tornò sul luogo del delitto e la registrazione che avrebbe dato un volto al fantasma che inafferrabile minacciava nuove delitti con un po’ di fortuna avrebbe chiuso il caso in tempo. Read more…

mercoledì, ottobre 17, 2018 Categoria: Senza categoria

25 marzo 1976 : con il sequestro dei miniassegni finisce la guerra degli spiccioli.

L’idea balzana di sostituire gli spiccioli di metallo con assegni circolari di dimensioni ridotte e di piccolo taglio viene demolita dalla Procura della Repubblica la mattina del 25 marzo 1976 quando ormai ne sono stati emessi, da banche,aziende e grandi magazzini, per 200 miliardi di lire in 835 fogge diverse. Il sostituto procuratore della repubblica Alfredo Arioti quel giorno firma il provvedimento di sequestro di questi curiosi titoli bancari su tutto il territorio nazionale. D’improvviso perdono valore e altrettanto rapidamente scompaiono tra le polemiche . Se ne perderà la memoria quando le lire metalliche torneranno ad affiancare le banconote. Le cose andarono così. Read more…

mercoledì, maggio 30, 2018 Categoria: Senza categoria

Il Mostro di Firenze ,lo Zodiaco , Mario Vanni e Ulisse il negro : che rebus è?

di CARLO PIOVENE

Al momento sembra esserci un muro  che impedisce di sovrapporre l’Ulisse che avrebbe confessato di essere il serial killer dello Zodiaco e contemporaneamente l’autore di sette duplici omicidi del mostro di Firenze con l’Ulisse del quale ha parlato Mario Vanni il postino dei compagni di merenda. Il muro è rappresentato dal colore della pelle . Dunque secondo le più recenti rivelazione rimbalzate da un giornale all’altro l’uomo che avrebbe riassunto nella sua figura quella dello sconosciuto autore  dei crimini seriali avvenuti negli Stati Uniti sul finire degli anni 60 e quella del responsabile delle mortali aggressioni sulle colline fiorentine dal 1974 al 1985, sarebbe un ex ufficiale dell’esercito americano ottantenne con origini italiane: un bianco dunque. E’ stato indicato con il nome Ulisse al termine di una lunga confessione raccolta dalla rivista Tempi e rilanciata da “ il Giornale”. Mario Vanni aveva parlato di un certo Ulisse conversando in carcere con il suo amico Lorenzo Nesi. A registrare il colloquio – avvenuto il 30 giugno 2003- gli uomini del Gruppo Investigativo sui delitti dirette da Michele Giuttari. Mario Vanni è all’ergastolo per quattro dei duplici omicidi del Mostro. Del suo Ulisse fornisce un particolare che ne fa un soggetto diverso dall’altro Ulisse. Il portalettere di san Casciano dice si che Ulisse è americano, ma afferma più volte che è un nero. Senza nessuna ragione apparente per darne questa descrizione se non il fatto che quella era l’immagine che in quel monto la sua mente gli restituiva. Perché inventare? Perché è Mario vanni, si potrebbe dire. Va bene, ma è difficile che un americano di origini italiane possa essere un nero. Serve, dunque saperne di più, per una conferma o una smentita radicali di questa supposta identità di persona. A pagina 187 di “48 small- il dottore di Perugia e il Mostro di Firenze- di Alvaro Fiorucci ( Morlacchi editore 2012) c’è uno stralcio sul punto. Eccolo. Read more…

giovedì, febbraio 15, 2018 Categoria: Senza categoria

“Il divo e il giornalista- Andreotti e l’omicidio Pecorelli :frammenti di un processo dimenticato ” al Trame_Giallo fest di Assisi “

tra_me_presentazione-perugia-1di MARIA MAZZOLI

Perugia, 15 febbraio 2018 – Dopo le prime anticipazioni, Tra_Me Giallo Fest Assisi svela tutto il cartellone della prima edizione, che si terrà dal 15 al 18 marzo prossimi. E accanto alla corposa sezione letteratura, che vedrà protagonista la giovane e promettente giallista Isabella Saffaye, in una performance esclusiva che le consentirà di scrivere in diretta live, nei quattro giorni dell’evento, il suo noir dentro ad un container trasparente, cala i nomi degli altri ospiti selezionati per la rassegna. Tra questi, i registi Pupi Avati e Andrea De Sica, con il suo “Figli della notte”, una favola tinta di nero con sfumature horror, i Manetti Bros (il loro film Ammore e malavita, con ben 15 candidature, fa il pieno di nomination al David di Donatello 2018), Stefano Mordini e Mauro Gervasini. Tra_Me punta così sui grandi autori e sugli scrittori emergenti, sul giallo storico, sulle contaminazioni tra scrittura, cinema e altri linguaggi artistici come i fumetti e la pittura. Incontri con autori, presentazioni, conversazioni. Read more…

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