Archivio della categoria “Senza categoria”

venerdì, febbraio 14, 2020 Categoria: Senza categoria

Navigare tra le fake news senza affogare

di Tecla Bolognini

Il proliferare incontrollato di notizie e di produttori di contenuti, regola in un mondo interconnesso diventato ormai “villaggio globale”, non sempre è sinonimo di qualità ed affidabilità. Attraverso smartphone e nuovi social ognuno può produrre, ma anche essere fruitore, selezionatore e divulgatore di informazioni altrui. Il web ha rivoluzionato le relazioni umane e la comunicazione. Anche la libertà di espressione, costituzionalmente tutelata, si espande e muta di prospettiva. Read more…

sabato, febbraio 1, 2020 Categoria: Senza categoria

Criminalità e giustizia: sintesi dell’intervento del procuratore generale Fausto Cardella all’inaugurazione dell’anno giudiziario

CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

La presenza di organizzazioni criminali, essenzialmente di matrice ‘ndranghetista, nel distretto dell’Umbria trova conferma nelle indagini della Procura distrettuale di Perugia e in quelle di altre procure.L’allarme lanciato dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, ogni qual volta se ne presentava l’occasione, non era fuori luogo né eccessivo. Se le mafie, la ‘ndrangheta in particolare, hanno una insopprimibile tendenza ad espandersi, ad occupare territori, se ne è stata drammaticamente accertata la presenza inquinante in Lombardia, in Emilia Romagna e in altre nobilissime regioni, diverse e lontane dal luogo di origine, perché mai in Umbria no? Perché mai l’Umbria sarebbe dovuta restare indenne? Read more…

lunedì, ottobre 28, 2019 Categoria: Senza categoria

Mino Pecorelli: quei quattro proiettili che ancora non si trovano

di ALLAN FONTEVECCHIA

L’accertamento della compatibilità di una pistola, sequestrata in provincia di Monza nel 1995, con i quattro proiettili sparati il 20 marzo 1979 a Roma contro il giornalista Carmine Pecorelli uccidendolo, se si potrà fare, avrà tempi più lunghi del previsto. Le quattro pallottole al momento risulterebbero introvabili nel magazzino dei corpi di reato del Tribunale di Perugia dove sono state cercate per giorni dalla Digos su delega della Procura della Repubblica di Roma.  Read more…

sabato, ottobre 12, 2019 Categoria: Senza categoria

Per un Bignami incompleto dei fatti criminali avvenuti in Umbria

di ALLAN FONTEVECCHIA
Attraversata da tutti i fenomeni criminali in forma generalmente attenuata con una caratteristica singolare che potremmo definire di andamento sismico. Insomma tante piccole scosse – come quelle che rientrano nella quotidianità delle zone sismiche- con impennate improvvise , ma periodiche, come i terremoti che colpiscono di tanto in tanto questa regione. In Umbria abbiamo infatti lunghi periodi di quiete relativa- in relazione ai fatti di cronaca- e poi all’improvviso ecco il mostro di Foligno, le indagini sul mostro di Firenze, il caso Meredith, il sequestro di Augusto de Megni, la piccola Maria Geusa poco più di tre anni violentata e poi uccisa. Causa della morte: sindrome del bambino scosso. Read more…

lunedì, settembre 16, 2019 Categoria: Senza categoria

Il mistero del messicano e il Mostro di Firenze

Alle 11 del 22 marzo 1982, Dina Pellegrini è appena uscita di casa. Oggi ha parecchie faccende da sbrigare perché anche nel suo camping sta per iniziare una nuova stagione. Per questo va di fretta verso il ponte della ferrovia di San Donato di Passignano sul Trasimeno; è una scorciatoia. Lo vede dopo pochi passi: c’è un cadavere nel fosso che scorre lì vicino. E’ una donna forte, non si spaventa, guarda meglio, chiama i carabinieri perchè si rende che ha davanti agli occhi ciò che resta di un assassinio. Cominciano le indagini per quello che è un cold case ancora oggi, ventisette anni dopo; un caso freddo irrisolto. L’autopsia stabilisce che quell’uomo è un quarantenne, è alto non più di un metro e sessantacinque, è probabilmente un sud-americano, ed è senza identità perché chi lo ha ucciso si è portato via i documenti. E’ stato ammazzato a bastonate, un pezzo di legno gli ha massacrato la gola, mentre era con i suoi carnefici su uno dei treni transitati la mattina presto. Da uno scompartimento, attraverso il finestrino, l’hanno scaraventato verso i binari dai quali per la velocità del convoglio è rotolato fino al corso d’acqua. Tutto chiaro, tranne l’identità, il movente, chi l’ha ucciso. Insomma chiaro niente per costruire un’inchiesta. Read more…

sabato, giugno 1, 2019 Categoria: Senza categoria

Le grandi inchieste di un piccola Procura molto ambita.

di ALLAN FONTEVECCHIA-Pare  si stesse tramando anche per avere un magistrato amico sulla grande poltrona della piccola Procura della Repubblica di Perugia che proprio oggi il procuratore capo Luigi De Ficchy ha lasciato libera, compiuti 70 anni e imboccata la via della pensione.  E’ uno dei sospetti nati dall’inchiesta che vede tra i principali indagati  Luca Palamara, ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura , ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, pubblico ministero a Roma. Ed è la Procura perugina con i sostituti  Gemma Miliani e Mario Formisano ad accusarlo di corruzione. Punto di riferimento di una “cricca” di toghe e politici dedita  allo smistamento di incarichi   sulla base di un qualche tornaconto personale  o per il tornaconto di amici generosi poi  nel contraccambiare in qualche modo il favore. L’inchiesta coinvolge, a vario titolo, altri magistrati. Il dottor Palamara ieri negli uffici di via Fiorenzo di Lorenzo ha respinto le accuse : nessun baratto, nessuna manovra per pilotare nomine e incarichi.  Ma, al di la delle responsabilità dei singoli che dovranno essere accertate, il dato di fatto è che  il lavoro  dei magistrati  perugini   sta verificando, con le risultanze investigative del Gico della Guardia di Finanza,  il corretto funzionamento di una  istituzione  espressione di  uno dei poteri dello Stato: non è poco, in termini di gravità, doverlo fare. Read more…

sabato, maggio 25, 2019 Categoria: Senza categoria

Il Divo,il Giornalista e “il Traditore “:Tommaso Buscetta e l’omicidio di Mino Pecorelli

I risultati della collaborazione  di Tommaso Buscetta  sono spesso ( e doverosamente) sintetizzati  nel valore storico dell maxi processo di Palermo : 475 imputati ,35 giorni di camera di consiglio, 346 condanne per oltre 2600 anni di carcere. Il maxiprocesso che, istruito da Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta , il pool  di Antonino Caponnetto, decapitò Cosa Nostra  individuando organizzazione, ritualità , affari, complicità, delitti , mandanti ed esecutori ( 1984)). Dopo Capaci e via D’Amelio (1992), Tommaso Buscetta ( “il Traditore “ nel film  di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino) decide di fare l’ultimo passo disvelando anche i rapporti tra mafia e politica . Ecco l’enorme portata delle dichiarazioni  di un uomo temuto e rispettato che  prima dello sterminio della sua famiglia ad opera degli apripista ai corleonesi di Totò Riina e Bernardo Provenzano, era  il Boss dei Due Mondi. Per questo passo in più divenne il  bersaglio dimolti .E nell’intreccio i tra mafia e politica  Tommaso Buscetta vede – come raccontano Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno nel loro ” Il divo e il Giornalista” (Morlacchi editore). la gestazione dell’omicidio di Carmine Pecorelli, detto Mino, un giornalista scomodo per molti settori del potere. Un delitto presto dimenticato come il processo che fece  seguito a quelle dichiarazioni. Read more…

lunedì, marzo 11, 2019 Categoria: Senza categoria

“Il divo e il giornalista” e le nuove indagini sull’omicidio Pecorelli

C’è un colpo di scena all’interno di un colpo di scena più grande. E non è un modo di dire. Eccolo: se la riapertura delle indagini sull’omicidio del giornalista Mino Pecorelli decisa dalla procura di Roma potrà far passi verso la soluzione di un cold case fermo a 40 anni fa, li dovrà percorrere tra 800.000 documenti conservati dall’Archivio di Stato e quattro proiettili imbustati e sigillati nel magazzino dei corpi di reato del Tribunale di Perugia. La ragione sta nel fatto che negli anni ‘90 nel capoluogo umbro  ci fu un’inchiesta e poi un processo per l’assassinio del direttore di “OP”. Un processo che riemerge dall’oblio. Sul banco degli imputati il presidente Giulio Andreotti, il magistrato Claudio Vitalone, i mafiosi Gaetano Badalamenti, Pippo Calò e Angelino La Barbera e l’ex Nar, emergente nei ranghi della banda della Magliana, Massimo Carminati. Accusati di essere i mandanti i primi quattro, di essere gli esecutori di altri due. Tutti sono stati assolti e nessuno di loro potrà essere di nuovo processato per l’agguato mortale di via Orazio avvenuto a Roma il 20 marzo 1979.Il recupero della vicenda giudiziaria è diventata necessaria perché di un sequestro di armi avvenuto a Monza nel 1995 non è stata informata la procura perugina che indagava Massimo Carminati. Eppure proprio un amico dell’ex Nar, Domenico Magnetta era stato arrestato e poi condannato per quelle armi tra le quali c’era una 7,65 compatibile con i proiettili che hanno ucciso Mino Pecorelli. Read more…

giovedì, novembre 22, 2018 Categoria: Senza categoria

Un processo e i suoi misteri come lezioni di legalità

di DONATELLA PORZI

(intervento all’auditorium di Cannara)

Presentare il libro “Il Divo e il giornalista” di Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno è alquanto arduo, perché non c’è pagina che non sia importante e della quale possa farsi a meno e le pagine sono ben 379. Il titolo ci porta direttamente dentro alla questione, ovvero ai rapporti intercorsi tra Giulio Andreotti e Carmine Pecorelli, non due uomini qualunque, bensì due protagonisti della storia d’Italia, uno per le numerose cariche che ha rivestito a livello istituzionale, l’altro per essere stato un giornalista sopra le righe, che si è occupato di fatti scandalistico-politici dell’Italia degli anni sessanta-settanta. Il fatto è che Mino Pecorelli venne ucciso la sera del 20 marzo 1979 e che per questo omicidio Giulio Andreotti è stato processato, come presunto mandante dell’omicidio, per tre gradi di giudizio. Il 27 aprile 1993 la procura di Palermo chiede al Senato l’autorizzazione a procedere contro Andreotti per associazione a delinquere di tipo mafioso e in quanto mandante dell’omicidio Pecorelli e il 30 giugno 1994 inizia un processo che durerà cinque anni. Come si è arrivati a pensare che Andreotti potesse essere il mandante dell’omicidio? Per dare la risposta a questa domanda bisogna entrare in un groviglio di fatti che partono da lontano, che sono apparentemente scollegati e che invece sono tutti legati tra loro, così intrecciati e aggrovigliati da non riuscire più a trovare il bandolo della matassa. Cerchiamo allora di fare ordine sui protagonisti e sui fatti. Read more…

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