Archivio della categoria “Cronache”

venerdì, febbraio 1, 2019 Categoria: Cronache

Pecorelli:40 anni di un cold case di Stato

di ALLAN FONTEVECCHIA-A quaranta anni dal delitto, arricchita nei contenuti e nella galleria fotografica, dal 15 febbraio 2019  è nelle librerie una nuova ristampa di “Il Divo e il Giornalista- Giulio Andreotti e l’omicidio di Carmine Pecorelli: frammenti di un processo dimenticato“ scritto da Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno per l’editore Morlacchi. La ristampa tiene conto anche delle conclusioni della seconda commissione parlamentare d’inchiesta chiamata a far luce sull’assalto di via Fani e sull’assassinio di Aldo Moro che conferma la bontà dell’affresco sull’agguato mortale  a Mino Pecorelli avvenuto il 20 marzo 1979  (le sue fonti, i suoi articoli, i moventi possibili ) che quasi trenta anni fa l’unico processo che si è avuto per il delitto del direttore di “OP” aveva tratteggiato con linee molto decise. Read more…

lunedì, dicembre 24, 2018 Categoria: Cronache

Archivio: una bambina e venti ore di buio.

Alle 20 del 2 gennaio 1989 i telegiornali passano una notizia in arrivo dall’Umbria  che è una  frustata  all’ansia di un paese che ha cinque persone ostaggio chissà dove della criminalità organizzata  . Non si sa che fine faranno l’imprenditore Marzio Ferrini di Brindisi, il giovane Cesare Casella, preso a Pavia  e portato sull’Aspromonte, Carlo Celadon di Vicenza , Silvana Dall’Orto di Reggio Emilia , e Ottaviano Pronesti di Gioia Tauro. in cambio dei quali la ‘ndrangheta e l’anonima sarda chiedono riscatti miliardari.La notizia che arriva dall’Umbria parla della scomparsa di una bambina che nel pomeriggio giocava nel cortile del casolare appena restaurato dai suoi genitori, due professionisti di origini  campane , nella campagna di Porano, nell’orvietano.Si teme una disgrazia : ma quanto si può essere allontanato e verso quali pericoli può essere andato quell’esserino che ha appena due anni e mezzo? Con il passare delle ore prende corpo un’altra ipotesi: sequestro di persona. Sono anni di rapimenti quotidiani.  La famiglia non ha ricevuto richieste, ma non vuol dire ipotizzano gli investigatori mentre decine di volontari, pompieri e forestali battono le campagne intorno. La famiglia è benestante, ma non ricchissima, ma non vuol dire , potrebbe contare sugli amici.Passa la notte e cresce la paura. E’ giorno quando si teme che un allontanamento inconsapevolmente volontario non sia una buona ipotesi anche se è a questa che si attacca la speranza della mamma, del papà, di tutti coloro che partecipano alla generosa mobilitazione generale. La cercano ancora tra la nebbia che da giorni impasta il panorama, ma il campo adesso è dei i migliori investigatori del settore kidnapping perché è il loro intervento che anche alla Procura della Repubblica sembra più appropriato. Read more…

venerdì, ottobre 26, 2018 Categoria: Cronache

Una lettera di Luigi Chiatti all’Unione Sarda :non sono più quello raccontato dai giornali

mercoledì, ottobre 3, 2018 Categoria: Cronache

La condanna di Luigi Chiatti e la pericolosità sociale del Mostro di Foligno

Bisogna tornare alla sentenza di secondo grado, quella che ha cancellato la condanna a due ergastoli inflitta dalla Corte d’Assise per trovare la ragione per cui ogni qualche tempo l’opinione pubblica s’interroga sulla possibile libertà per Luigi Chiatti, il geometra che ha ucciso due bambini, Simone Allegretti (4 ottobre 1992) e Lorenzo Paolucci(7 agosto 1993) e in un messaggio-sfida alle forze dell’ordine si è definito “Il mostro di Foligno”.Affermano i giudici dell’Appello: ”visto il parziale vizio di mente ( capace di intendere e di volere per i giudici del primo grado- ndr-) [….]riduce la pena inflitta al Chiatti , per tutti i reati ora riuniti in continuazione, ad anni 30 di reclusione […] applica al Chiatti la misura di sicurezza del ricovero in una Casa di Cura e di Custodia per un tempo non inferiore ad anni tre “(vedi ”Il cacciatore di bambini-biografia non autorizzata del Mostro di Foligno” di Alvaro Fiorucci, Morlacchi editore).La misura di sicurezza richiamata è prevista dal Codice Penale per gli autori di reato che sono considerati socialmente pericolosi. Read more…

giovedì, settembre 27, 2018 Categoria: Cronache

La ragazza che disse no al Regno della Birra

Ci sono momenti in cui certe tragedie individuali che dovrebbero consumarsi in un tempo breve e nel dolore privato, si caricano o vengono caricate, di una forza pubblica capace di aprire parentesi anche nelle cronache di tragedie nazionali. Anche di quelli più gravi e mentre si consumano un epilogo di morte sotto gli occhi allarmati del mondo. Uno di questi momenti si è verificato il Umbria il 3 maggio 1978. Aldo Moro era nella prigione del popolo da 49 giorni e la sentenza di morte pronunciata dalle Brigate Rosse era a 6 giorni dall’esecuzione. I giornali e le televisioni che seguivano con tutti gli spazi a disposizione l’evoluzione del sequestro che stava cambiando l’Italia,il 4 maggio però si privarono di parte dello spazio destinato alle cronache sugli sbocchi che stava per avere il sequestro dello statista del compromesso storico, per cederlo al racconto dell’infelice esistenza di Henriette Guinness che poche ore prima si era tolta la vita lasciandosi cadere dagli ottanta metri del Ponte delle Torri di Spoleto. Read more…

martedì, giugno 19, 2018 Categoria: Cronache

Pecorelli : all’Archivio di Stato di Perugia 800.000 carte processuali: 25 anni di misteri in 86 scatoloni

“Il divo e il giornalista- Giulio Andreotti e l’omicidio di Carmine Pecorelli “, il libro-documento di Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno (Morlacchi editore )  ricompone il mosaico dei misteri che per quasi un quarto di secolo ha tenuto sotto scacco l’Italia , un paese a sovranità limitata, come hanno ritenuto alcuni osservatori ,attraverso – come è scritto nel sottotitolo- i frammenti di un processo dimenticato. Il processo che ha visto come un sette volte presidente del consiglio, un importante magistrato passato  alla politica, tre boss mafiosi di grosso calibro e un emergente della Banda della Magliana. Che sono stati -con qualche colpo di scena-tutti assolti in maniera definitiva. Ma è  per il contesto che le indagini prima e le udienze dopo hanno  scandagliato in ogni anfratto, in ogni buco nero , in ogni segreto di Stato che il materiale prodotto è stato considerato di grande valore storico e per questo consegnato alla custodia dell’Archivio di Stato di Perugia. L’avvocato e archivista Tamara Pelucchini ha avuto il compito di ordinare e rendere  consultabili   centinaia di migliaia di carte  che hanno scritto un capitolo della storia contemporanea. Ecco alcuni dei suoi appunti di lavoro.   Read more…

lunedì, maggio 28, 2018 Categoria: Cronache

Izzo,il massacro del Circeo, la scomparsa di Rossella, il mostro di Firenze e un racconto copiato.

di ALLAN FONTEVECCHIA

A pagina 96 di “ 48 small- il dottore di Perugia e il mostro di Firenze ” (2012,Morlacchi editore) è scritto:<<Cortina d’Ampezzo? Si Cortina d’Ampezzo per via della scomparsa nel 1975 della diciassette Rossella Corazzin , residente nella vicina Tai di Cadore. La ragazza prima di finire inghiottita dal nulla aveva incontrato un giovane con la moto rossa. E’ quando c’è anche Perugia a caccia del mostro, sulla scia della morto color rosso di Francesco Narducci (talvolta in vacanza a Cortina) che si da un’occhiata all’incarto. Giusto un’occhiata perché basta un’occhiata per capire che a leggerlo non ci si cava niente. Non c’è una trama comune>>.Nei due fascicoli processuali che hanno chiuso la vicenda della strana morte del medico perugino nelle acque del lago Trasimeno ( archiviazione come omicidio ad opera di ignoti per la prima inchiesta ; proscioglimento di una ventina di insospettabili chiamati in causa per un presunto grande depistaggio con l’utilizzo di un secondo cadavere necessario, secondo l’accusa, per nascondere rapporti incoffessabili con i delitti del mostro di Firenze, quanto al secondo procedimento) il nome della ragazza scomparsa non ha spazio. Dunque se il racconto di Angelo Izzo,uno dei macellai del Circeo,si esaurisse, come pare si esaurisca, in quelle poche righe finite sui giornali, l’ergastolano non avrebbe fatto altro che rielaborare quello che un reporter, Roberto Fiasconaro aveva detto e scritto parecchi anni fa. La rielaborazione starebbe nel finale di prigionia , sevizie e morte collocato in una villa che si affaccia sul Trasimeno, nel quale il massacratore di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti   ora coinvolgerebbe anche Francesco Narducci. Read more…

domenica, maggio 20, 2018 Categoria: Cronache

-IL DIVO E IL GIORNALISTA- le prefazioni dei piemme Cardella e Cannevale

Di ALLAN FONTEVECCHIA

“Mi auguro che almeno per il quarantennale del suo assassinio che cade il 20 marzo 2019, Mino venga ricordato per quello che è stato: un giornalista scomodo ammazzato per le notizie scomode che aveva da fonti certe e che pubblicava senza riguardo alcuno se non per la verità. Eppure, il suo nome non compare mai tra i nomi dei giornalisti uccisi per il loro lavoro”. E’ quanto chiede Fulvio Pecorelli, cugino di Carmine Pecorelli vittima di un agguato avvenuto a Roma il 20 marzo 1979 . Il processo per questo delitto,un caso irrisolto, si svolse a Perugia negli anni ’90 e viene ricostruito nel libro “Il Divo e il Giornalista – Giulio Andreotti e l’omicidio di Carmine Pecorelli,frammenti fi un processo dimenticato “, di Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno. Sul banco degli imputati, il sette volte presidente del consiglio dei ministri, l’ex magistrato Claudio Vitalone,i boss di Cosa Nostra Gaetano Badalamenti e Giuseppe Calò,accusati di essere i mandanti e il mafioso Angelo la Barbera e l’ex Nar della banda della Magliana Massimo Carminati accusati di essere gli esecutori materiali. La sentenza definitiva è l’assoluzione con formula piena per tutti. Tutti estranei all’omicidio. Il processo di Perugia però ha aperto uno squarcio sugli anni più bui,misteriosi e insanguinati attraversati dal nostro paese. Il libro di Fiorucci e Guadagno si apre con le prefazioni di Fausto Cardella, procuratore generale della repubblica di Perugia e Alessandro Cannevale, Procuratore della repubblica a Spoleto, che all’epoca sostennero la pubblica accusa. Di seguito alcuni estratti. Read more…

martedì, marzo 13, 2018 Categoria: Cronache

Andreotti, Pecorelli, la mafia, la banda della Magliana e il mondo che cambia

il-divo-e-il-giornalistadi CARLO PIOVENE

La centralità del memoriale segreto di Aldo Moro, sequestrato dopo lo sterminio della sua scorta in via Fani il 16 marzo 1978, come movente di un  delitto rimasto irrisolto tra misteri e depistaggi.Una singolare  rilettura  dei fatti  collocati per la prima volta in un contesto   che si dipana in  una ventina di anni  che vedono  la  strage di piazza Fontana e le altre bombe  del terrorismo neofascista infiltrato dai servizi segreti deviati, gli agguati mortali delle Brigate Rosse, la scelta bellicista di Cosa Nostra , dalle stragi Falcone e Borsellino al tritolo in via dei Georgofili a Firenze. Read more…

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