mercoledì, novembre 23, 2022 Categoria: Cronache

Femminicidi, codice rosso e i modelli culturali che non cambiano

Sono stati 221 omicidi commessi nei primi nove mesi di quest’anno (lo stesso numero del 2021). 82 hanno avuto vittime femminili, contro le 90 dello scorso anno (- 9% ). Una donna uccisa ogni 72 ore, secondo una stima della Cgil. Con il numero delle vittime che è salito a 102 nelle ultime settimane. In ambito familiare-affettivo se ne sono registrati 97, dei quali 71 con vittime femminili; di queste, 42 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex. Sono alcuni dati del  report  interforze curato dalla Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della Pubblica sicurezza e citato dall’ANSA. E, redatto prima della ultima ondata di uccisioni. Tornando al periodo analizzato i dati ci dicono che sono state 4.416 le violenze sessuali (+9% rispetto al 2021); donne il 92% delle vittime. L’analisi del fenomeno,  in collaborazione con  La Sapienza di Roma, ha fatto anche un  bilancio della legge sul Codice rosso, entrata in vigore nell’agosto del 2019, che ha dato una corsia prioritaria alla  trattazione di reati contro le donne, prevedendo anche nuove fattispecie e circostanze aggravanti.    Il più alto numero di violazioni in questi tre anni- scrive l’Ansa- si registra sui provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa: dall’agosto del 2019 al 30 settembre di quest’anno sono stati commessi 6.499 delitti di questo tipo (le vittime sono donne nell’82% dei casi). Segue la diffusione di immagini o video sessualmente espliciti, il cosiddetto revenge porn, (3.496 delitti, il 72% ai danni di donne). Per quanto riguarda il primo reato, negli ultimi dodici mesi si registra un aumento del 12% rispetto al 2021 (1.824 contro 1.631). L’incidenza della violazione vede in testa la Sicilia con 17,4 reati ogni 100mila abitanti, seguita dalla Valle d’Aosta con 17,2. Per il revenge porn il 2022 fa registrare un calo del 20%: 871 reati contro 1.090. L’incidenza per 100mila abitanti vede in testa il Molise (7,5), seguito da Sicilia (7,2) e Sardegna (7). Femmine il 72% delle vittime.    Altra fattispecie introdotta dalla legge sul Codice rosso e’ la costrizione o induzione al matrimonio. Da allora sono 48 gli episodi registrati. Netto il calo quest’anno, con 9 casi contro i 10 del 2021. L’87% delle vittime sono donne, il 65% straniere.    Dato inatteso poi per il reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso. Nei primi nove mesi dell’anno 74 gli episodi (+17% rispetto al 2021). La norma è stata introdotta con specifico riferimento al contrasto della violenza di genere  (dopo i casi di donne sfregiate dall’acido), ma – rileva il rapporto – ha attratto nella propria sfera di applicazione tutte le ipotesi prima riconducibili all’abrogata ipotesi di ‘lesioni personali gravissime  con deformazione e sfregio permanente del viso, facendo sì  che, in questo caso, risultino più’  numerose le vittime maschili. dall’entrata in vigore della nuova legge, infatti, su 246 delitti commessi, il 76% delle vittime è  maschio,    Per quanto riguarda i cosiddetti reati-spia, indicatori di una violenza di genere diretta contro una donna in quanto tale, risulta quest’anno in calo del 17% lo stalking (12.200 vittime, il 75% donne). Diminuiscono anche i maltrattamenti contro familiari e conviventi: sono 16.857 (-8%). Lieve crescita, invece, per le violenze sessuali (donne il 92% delle vittime).    La maggior parte delle vittime femminili dei reati di specie ha un’età  compresa tra i 31 ed i 44 anni, l’80% sono italiane.

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