martedì, settembre 3, 2013 Categoria: Cronache

Perugia contemporanea: Google+ e i pusher di quartiere

 Complessa è complessa ,con le sue cerchie da Google+ che se si scambiano amicizie è dovuto all’eccezione, con i sui profili da  Facebook dove è tanto in  salute quanto moribonda , con le sue play list da  YouTube dove è prostituta e redentrice. Complicata è complicata nelle  zone franche dello spaccio,degli scippi, delle risse, delle bottigliate, delle prostitute sempre più giovani e con i prezzi ribassati per via della crisi. Minacciosa è minacciosa quando si fa deflorare dal riciclaggio dei soldi delle mafie, quando a occhi chiusi o girata dall’altra parte si fa costringere a concedere , al centro come in periferia,  basi  per traffici sporchi di vario genere.Certo Perugia è anche tutto questo. Ma non solo questo. Come tutte le città italiane ha un mare di problemi. Perugia però non è in ripiegamento. Come puo’essere in ripiegamento una città che ha Umbria Jazz,Eurochocolate, il Teatro Stabile, la Sagra Musicale,gli Amici della Musica,La Canzone d’Autore, le Mostre anche a Palazzo della Penna ? Come può essere in ripiegamento una città che ha alcuni dei numeri più alti di epulsioni di clandesti e pregiudicati  e alcuni buoni indici di una riopresa,pur timida del tusismo? Come può essere in ripiegamento una città di mercatini,fiere e cento occasioni per stare insime come una volta? Non può essre. Almeno così appare.Quantomeno si difende . Il problema semmai è che non tutti sanno stare al fronte perché il fronte è scomodo e mai profittevole,né economicamente,né politicamente. Al fronte si combatte e non si strepita. Al fronte si lavora , si distingue nemico da nemico, si decidono contromosse. Al fronte si sviluppano gli anticorpi per limitare , respingere, contenere. Perchè è una guerra, certo. Ed una guerra che , è storicamente provato, non finirà mai. Gli effetti principali e collaterali ci saranno domani e dopodomani e poi domani ancora.  Ma in quale città italiana non c’è una guerra contro  la criminalità e contro il suo migliore alleato a nome degrado? In quale città italiana non ci sono i pusher che controllano i quartieri, giovani che bevono alcolici fino allo stranimento, si fanno di ogni cosa, scippatori che scippano amche i centenari, ladri che spaccano con metodo porte e vetrine,, mafiosi che s’infiltrano nell’edilizia,nell’alberghiero , nelle aziende decotte o nelle slot machine ? A Perugia c’è il primato della morte per overdose? E’ un dato statistico con le sue ragioni fattuali, ma non è genetica. A Perugia sono stati commessi delitti feroci? L’omicidio di Meredith Kercher non è dovuto alla città. Non nasce dal Dna della città come si è’ tentato di far credere.Non esistono città che uccidono. In altre parole:Perugia è contemporaneità . E oggi, dovunque,gli spazi si fanno stretti, c’è un tunnell scarsamente illuminato, ci sono i campi minati da sminare . Ma non c’è specificità locale, endocrina. E servono i rinforzi. Se non per vincere, se non per  fermare  il conflitto, almeno  per bloccare,isolare, recidere, le cellule cancerogene. Sbarrare la strada alle metastasi.Polizia,carabinieri,guardia di finanza? Sono il presidio (alle prese con mille problemi,  a ranghi ridotti, bisognosi di flebo da una Stato che è in terapia esso stesso) dal quale partono attacchi preventivi e contrattacchi riparatori.I cittadini e i comitati? Sono  protagonisti della situazione immobiliare (abbandono,sfitto, affitto in nero, affitto a prezzi da St.Moritz), delle ragioni per frentare il centro,dell’offerta merceologica (abbigliamento, grandi catene, pub, botteghe più o meno artigiane, più o meno legate alla traduzione, luoghi d’incontro, luoghi di birra, alcolici e decibel) , sensori territoriali ( lo spaccio,la prostituzione,le presenze, gli arrivi e le partenze),  titolari della proposta alla politica ( quello che non va, quello che c’è da fare) quando riescono ad abbassare i toni e a  non gridare semplificazioni e insensatezze. Protesta, proposta, partecipazione per mettersi al riparo dalle strumentalizzazioni. Associazione per,meglio di comitato contro.Le pubbliche amministrazioni ? Ascoltare, verificare, e, ovviamente fare, sollecitare,promuovere ,aiutare,coordinare. Un centro di coordinamento per dare occosiani al centro di storico di essere attraente oltre la Fontana e il Palazzo dei priori. Basta? Non basta ? Non basta se ognuno di questi segmenti non si sente parte di uno stesso progetto disegnato insieme. Corso Cavour? A Corso Cavour è andata bene. Il disegno è riuscito. A tracciare le prime linee dell’inversione della tendenza al degrado che sembrava così in profondità da apparire irreversibile , furono quei pochi volonterosi che decisero di investire ( e i primi erano investimenti dei risparmi e non di capitali) nell’andare o nel tornare ad abitare negli appartamenti dall’architettura desueta, spogli e inanimati da decenni. Può essere un modello da adattare alle altre diverse realtà cittadine? Forse. Probabilmente.  Un quartiere non è un condominio. Se fosse un condominio gli inquilini dovrebbero comunque  saper gestire da soli le loro pertinenze.

allan fontevecchia

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