Archivio della categoria Marzo, 2015

domenica, Marzo 29, 2015 Categoria: Cronache

Otto anni dopo: chi era con Rudi ? Chi ha ucciso Meredith Kercher ?Ci sarà un altro capitolo ?

meredithChi ha ucciso Meredith Kercher? Dopo cinque gradi di giudizio, dieci passaggi davanti a un giudice  e otto anni di attesa la domanda resta senza risposta. E’ senza risposta perché  le sentenze definitive che hanno riguardato prima Rudi Guede e poi Raffaele Sollecito e Amanda Knox non dicono chi è l’assassino. La Prima Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione (presidente Umberto Giordano) che ha chiuso il capitolo giudiziario del cestista ivoriano non indica  chi è l’omicida. Esula dal compito dei giudici occuparsi dei due ex fidanzati.  Occupandosi del ricorso contro la condanna di Rudi Guede si rifanno alla sentenza della Corte d’Appello di Perugia che lo ha condannato e che  parla di una escalation con la comparsa di un coltello che però non mettono in mano ai tre con evidenza individuale. Read more…

sabato, Marzo 28, 2015 Categoria: Cronache

Meredith: un naufragio per troppa fretta e troppo laboratorio

meredithcopertinaSANGUEperugia_pro_contro1Ci sono un’ora, una data e una frase che indicano il momento in cui l’inchiesta ha preso la rotta  verso il punto di naufragio che raggiungerà  quasi otto anni dopo.  Sono le 13 del 6 novembre 2007 quando per i corridoi della Questura di Perugia  sono in molti a ripetere come un mantra :” per noi il caso è risolto”. Caso chiuso per via di  tre indiziati  identificati rapidamente e in un tempo breve avviati al carcere dove i due più giovani resteranno per quattro anni. Un tempo troppo breve, secondo alcuni osservatori. Troppo breve perché se Patrick Lumumba, Amanda Knox e Raffele Sollecito fossero stati lasciati liberi ancora per qualche giorno intercettazioni telefoniche, pedinamenti, ricerca di testimoni avrebbero forse  evitato  conclusioni che alla fine si sono rilevate errate. Sicuramente si sarebbe evitato l’arresto di un innocente (Lumumba, preso solo per le accuse di Amanda) e si sarebbe ottenuta maggiore contezza del ruolo dei due giovani fidanzati ieri definitivamente assolti dalla Corte di Cassazione. Tanto il colpevole certo e condannato in maniera definiva Rudi Guede sarebbe stato comunque inchiodato al crimine dalla sue tracce lasciate nell’abitazione di via della Pergola fin dentro la camera di Meredith Kercher. Read more…

domenica, Marzo 22, 2015 Categoria: Senza categoria

Un giudice per Meredith Kercher: ecco la Cassazione,riparte il cronometro della giustizia.

meredithGiuliano-Mignini-original-007comodi-close-e13183430246801Condanna  il 5 dicembre 2009, assoluzione il 4 ottobre  2011, di nuovo  condanna il 30 gennaio 2014. 28 anni e sei mesi per Amanda Knox, 25 anni  per Raffaele Sollecito, ritenuti colpevoli dell’omicidio di Meredith Kercher  in concorso con Rudi Guede che sconta una condanna  definitiva 16 anni di carcere. Per la giovane americana e per l’informatico pugliese   è di nuovo partito il cronometro che segna le ore che li separa dal verdetto sul  loro futuro a un bivio :verso un carcere o verso un nuovo processo. Siamo al conto alla rovescia per la  puntata  che mercoledì 25 marzo 2015  sarà scritta dalla Suprema Corte di Cassazione – dopo l’esame di i documenti  a centinaia e di quello che le difese di Amanda e di Raffaele  diranno  per  documentare – da posizioni non più sovrapponibili-  i profili di illegittimità della più  recente sentenza  di condanna che ritengono  esserci con evidenza. Se i ricorsi verranno accolti ci sarà un l’appello numero tre ; se verranno respinti  ci saranno gli arresti e la detenzione. L’eventuale estradizione di Amanda Knox è regolata da un trattato in vigore dal 2010, da tre anni dopo l’omicidio di via della Pergola. Read more…

venerdì, Marzo 13, 2015 Categoria: Cronache

Femminicidi e dintorni: non è solo ” Il sangue delle donne”

copertinaSANGUE

LA VIOLENZA DI GENERE-Resoconto dell’attività svolta Numero di Pubblica Utilità – 1522 Antiviolenza e Stalking (dicembre 2012- gennaio 2015)- Dai dati pubblicati dal Dipartimento per le pari opportunità relativi alle attività  svolte dal Numero di Pubblica Utilità – 1522 Antiviolenza e Stalking da dicembre 2012 fino a gennaio 2015 si rileva quanto segue:- Vi è una pericolosa tendenza ad associare il fenomeno della violenza di genere alla presenza di uomini stranieri sul territorio nazionale, e di conseguenza a ricercare una soluzione al problema nella promozione di politiche di sicurezza finalizzate a reprimere il fenomeno della clandestinità, piuttosto che a riconoscere le reali dimensioni del fenomeno. La maggior parte degli episodi di violenza contro le donne nel nostro Paese, invece, è causata da uomini italiani in circa l’87% dei casi mentre gli stranieri descritti come violenti costituiscono circa il 13%. D’altra parte è vero anche che le donne straniere potrebbero avere maggiori riserve ad esporsi, a denunciare, viste le minori risorse economiche, culturali, amicali e di rete, spesso senza permesso di soggiorno e con la paura che la Legge italiana possa sottrarle i propri figli.-  Le donne “coniugate” costituiscono la percentuale più alta cui è rivolta la violenza 54,43%, seguono le “nubili” 26,41%, le “separate” 9,66%, le “divorziate” 3,86%, le “vedove” 3,7%, segno che il contesto nel quale la violenza contro le donne si consuma è prevalentemente quello familiare e delle relazioni affettive.-  Le donne tra i 35-54 anni sono quelle che si sono rivolte maggiormente al Servizio 1522. Questa fascia d’età è rappresentata dalle donne che per ciclo di vita conducono un’esistenza indipendente dalla famiglia d’origine e che quindi sono in procinto di, o hanno già formato un loro nucleo familiare. Read more…

domenica, Marzo 8, 2015 Categoria: Cronache

Omicidio-suicidio a Città di Castello: una tragedia dentro un film visto e rivisto. E domande fatte e rifatte.

copertinaSANGUELe sequenze della tragedia sembrano   di quelle viste e riviste. Una sceneggiatura  della normalità che diventa copione  di dolore e di interrogativi. Il dolore di sempre, le domande  fatte e rifatte intorno a qualcosa che ormai è prossimo, familiare. Abitudine. Il movente statisticamente evidente  è nel controllo che è  possesso della donna che magari si ama sopra ogni cosa . L’uomo uccide quando lo perde o semplicemente avverte il rischio   di perderlo questo controllo. Non ha ( o non riesce a mobilitarle)  risorse per gestire questo passaggio  e affrontare altrimenti  il problema che gli è comparso davanti anche  se nella vita è stato capace di affrontarne tanti  e altrettanto seri. Allora uccide perché eseguire l’omicidio è come cancellare il problema. Non uccide perché gli si pianta in testa  qualcosa di imponderabile e improvviso. Non uccide perché cade sotto l’imperativo di un raptus. In genere uccide dove aver progettato quel gesto definitivo. Dopo averlo premeditato.IL copione maledetto avrebbe avuto la sua replica anche questa volta. E pure gli ultimi fotogrammi della stessa sequenza di Città di Castello non ci raccontano eventi dei quali non sappiamo. In generale l’uomo che uccide, sempre più spesso  poi uccide se stesso. Difficile il pentimento. Difficile  da ricercare se non è l’omicida-suicida a renderlo esplicito. Più probabile la paura delle conseguenze giudiziarie del massacro appena compiuto. Queste sequenze si trovano in molti dei casi indagati da <<Il sangue delle donne- trenta anni di femminicidi in Umbria>> edito da Morlacchi. Read more…