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lunedì, Novembre 24, 2025 Categoria: Senza categoria

25 novembre: una rete territoriale contro la violenza sulle donne

di ALLAN FONTEVECCHIA

Nel Distretto, gli uffici umbri  hanno fatto la parte che gli è stata affidata dal legislatore cogliendo ottimi risultati. ma in tutti, ovviamente,  c’è la consapevolezza che l’intervento giudiziario  pur essendo una parte importante, sicuramente tra  le più importanti, non basta. Per cancellare o almeno contenere  gli effetti di una cultura che ha nella violenza di genere e  fino al femminicidio, una sorta di portato storico  servono decisioni concordanti di più soggetti. C’è bisogno di un forte cambiamento per rompere lo zoccolo duro dell’incultura . E’ vero che c’è un clima che ancora  risente del fatto che il delitto d’onore  è stato cancellato appena l’altro ieri (5 agosto 1981)  mentre solo allora lo  stupro da reato contro la morale pubblica è diventato  reato contro la persona. E che la legge sull’aborto è dell’anno 1979 e il divorzio   non ha neanche dieci anni in più. Diritti conquistati e sempre , almeno alcuni, messi in discussione. Probabilmente è per questo che nonostante leggi  adeguare, il codice rosso, misure restrittive, l’aumento delle denunce, gli aiuti  quante non subiscono più in silenzio e  altri utili provvedimenti, le donne continuano ad essere ammazzate. Read more…

venerdì, Ottobre 10, 2025 Categoria: Cronache

La droga, le mafie, gli omicidi, le baby gang, le violenze domestiche: ecco l’Umbria

Hub per  il traffico della droga , le infiltrazioni della criminalità organizzata, gli omicidi , le baby gang, il codice rosso ed altro: il procuratore generale Sergio Sottani fotografa la situazione.

<< Si sono registrati quattro procedimenti per omicidio volontario nella zona spoletina, per uno dei quali si è in presenza di un femminicidio, almeno allo stato delle emergenze investigative. Il numero è preoccupante perché costituisce un dato assolutamente anomalo, in eccesso, per la regione. Lo sforzo investigativo delle forze di polizia e della locale Procura circondariale ha tuttavia fornito una risposta adeguata e di alta professionalità e ha trovato, almeno allo stato attuale dei procedimenti, un positivo riscontro in sede giudiziale. Sul punto, si rammenta come questo Procuratore Generale in occasione dell’inaugurazione di quest’anno giudiziario nella sua relazione aveva evidenziato, proprio con riferimento alla situazione del territorio di Spoleto, “un aumento della violenza e del rischio di epiloghi omicidiari”. Read more…

mercoledì, Settembre 10, 2025 Categoria: Cronache

L’opinione del PG di Perugia sulla separazione delle carriere dei magistrati

Intervento di Sergio Sottani procuratore generale presso la Corte d’Appello sulle proposte di separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e magistrati requirenti nella tavola rotonda promossa dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Perugia.

Il tema della separazione delle carriere non è solo un argomento per specialisti del diritto ma riguarda tutti proprio perché vi è un progetto di riforma costituzionale su cui molto probabilmente il prossimo anno verremo chiamati a votare. A questo riguardo è bene evitare ogni fraintendimento. In primo luogo, non si è in presenza di una riforma della giustizia, ma più correttamente dell’ordinamento giudiziario. Infatti, non si tratta di adottare interventi legislativi che accelerino i processi, evitino o meglio cerchino di ridurre errori giudiziari, rafforzino il personale amministrativo, introducano strumenti deflattivi per ridurre il carico di lavoro, migliorino l’edilizia giudiziaria. Niente di tutto questo. Read more…

venerdì, Agosto 29, 2025 Categoria: Cronache

Sottani:troppe criticità nelle carceri umbre.

Il procuratore generale Sergio Sottani  tocca con mano l’ insostenibile situazione  in cui da tempo le carceri umbre svolgono le loro attività . Situazione insostenibile per il personale ( che è carente)  e per i detenuti ( sovraffollamento ormai cronico) .  Il magistrato ha infatti visitato gli istituti della nostra regione , ha incontrato gli operatori, ha verificato di persona le condizioni detenzione. Ne ha ricavato un dossier che trovate qui sotto pubblicato integralmente. Read more…

martedì, Giugno 24, 2025 Categoria: Cronache

L’Umbria nella penisola della droga

Non è uno zero virgola in più o in meno che rassicura. Anzi, il mercato della droga continua ad espandersi nonostante qualche controtendenza desunta dai numeri delle statistiche. Anche il recente rapporto sulle tossico dipendenze in Italia pur registrandole non può non sottolineare  le ramificazioni  che diffondono il  traffico e lo  spaccio, la presenza di sostanze di sintesi sempre più pericolose, l’abbassamento dell’età di chi ne fa uso con  l’irrompere sempre più quantitativamente rilevante dei minorenni, gli arricchimenti delle mafie italiane e straniere. Mercato globalizzato da decenni vede- anche oggi come in passato- l’Umbria in cima a determinate non rassicuranti  classifiche. Quelle delle morti per overdose, per esempio: è seconda dopo le Marche ; Terni risulta essere, insieme con Verona, la città dove in rapporto alla popolazione si consumano più dosi di eroina, 7 dosi e mezza per 1000 abitanti. Perugia è a 3 dosi e mezza. Non è una novità in assoluto , ma ci sono molte novità nella penisola che sniffa e si fa di crack. Nonostante i dati positivi della attività dei servizi sociosanitari e della prevenzione. Dell’impegno quotidiano delle forze di polizia nel contrasto tanto al narcotraffico quanto allo spaccio di strada. Read more…

giovedì, Giugno 19, 2025 Categoria: Senza categoria

Umbria : le Procure insieme per ottimizzare le risorse investigative

È stato ufficialmente sottoscritto in data odierna un nuovo protocollo d’intesa tra la Procura Generale, le Procure della Repubblica di Perugia, Terni, Spoleto e la Procura regionale presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per l’Umbria.L’accordo, frutto di un intenso lavoro di confronto e cooperazione tra i diversi uffici, mira a rafforzare la collaborazione tra le autorità giudiziarie, garantendo un più efficace coordinamento nelle rispettive attività di indagine e un utilizzo ottimizzato delle risorse investigative. Read more…

martedì, Giugno 3, 2025 Categoria: Senza categoria

Archivio: una molotov contro l’auto di Gaia Servadio

Il 25 settembre 1992 brucia un’auto nel parcheggio mentre all’interno del ristorante un gruppo di amici consuma un pasto di prodotti tipici. La berlina di Gaia Servadio è in fiamme, perché è stata colpita da una Molotov lanciata da uno sconosciuto che probabilmente non era solo. Gaia Servadio, che da Padova dove è nata si è trasferita a Londra nel 1956, è già l’italiana più amata dagli inglesi e la stima per la sua attività giornalistica e di saggista cresce ovunque di successo in successo. Spesso è in Italia e nel piccolo comune di Avigliano ha una base dove trascorre periodi di riposo quando sente il bisogno di ricaricarsi nella quiete della campagna umbra. Come le altre sue abitazioni anche questo casolare ha la porta sempre aperta. A varcarla un piccolo mondo della cultura internazionale che si è ritrovato ad avere un punto di riferimento tra Todi e Orvieto: Beverly Pepper, Ben Gazzara, Enzo Siciliano, Peter Stein, Jane Kramer, Stephen Ward, Carone, Kulakov, Messeguè. “Incontri assolutamente informali e senza sconfinamenti nella mondanità”, alcuni raccontavano allora. Incontri come laboratorio di idee, sintetizzavano altri. La bottiglia incendiaria arrivata dal buio provoca pochi danni, ma tanto rumore. Per la popolarità del bersaglio, per l’ambiente in cui si muove e, soprattutto perché non si trova un movente specifico.” Mio padre era ebreo, cattolica la famiglia di mia madre; io non sono mai stata minacciata per questioni raziali o religiose” spiegò conversando con alcuni suoi colleghi. Aggiunse: “non ho nemici per la mia attività e non so dare un significato a questo gesto. Probabilmente è solo teppismo fine a sé stesso”. Read more…

martedì, Giugno 3, 2025 Categoria: Cronache

La vendetta del kanun e l’omicidio giustificato

Il Kanun è un’antica legge non scritta  che  giustifica  anche  l’ omicidio quando è vendetta per un congiunto morto ammazzato. Ed è proprio per un delitto avvenuto a Gualdo Tadino che riferimenti a questo sanguinario codice d’onore albanese sono diventati parte sostanziale di un provvedimento giudiziario. Infatti, ad un giovane immigrato dall’Albania  coinvolto nell’ omicidio di un suo connazionale , scontati 14 anni di carcere, è stata accordata una protezione internazionale che  lo mette al riparo dal Kanun. Non era mai successo prima. Non quando vennero falciate dal piombo  di loro connazionali sette persone, tutte intorno ai trenta anni,  coinvolte nelle faide tra gruppi di Tirana in guerra per avere il controllo del traffico della droga, degli esseri umani e della prostituzione a Perugia. Regolamento di conti in poco più di due anni sul finire del secolo scorso. Il ventisettenne Alfred Gega, detto Fredi, considerato il capo della comunità di immigrati , viene accollato a morte davanti al bar della stazione di Gualdo Tadino il giorno di Natale del 2002. Era con un amico. Li circondano in sette, bastoni e lame.  Fredi rimane sull’asfalto. Clarim Dedushi, caricato  sull’ambulanza,  è grave, ma si salva. Gli aggressori sono identificati dai carabinieri. Sono muratori come le loro vittime. Avrebbero agito per il pugno con il quale qualche ora prima Freddi aveva colpito uno di loro. L’esecutore materiale , che è latitante, è individuato in Elvis Ndoja , In primo grado gli danno  22 anni di carcere. La pena definitiva per uno dei più giovani è di 14 anni. Saldato il conto, ha un problema. Teme che per il codice del Kanun qualcuno si incarichi di fargli pagare con la vita la morte di Alfred Gega, anche se le carte processuali  non  gli danno la responsabilità diretta dell’omicidio . Chiede  per questo all’autorità italiane che  sia ammesso alla protezione sussidiaria che è una particolare forma di asilo politico prevista dalla Costituzione.  La legge prevede che siano le commissioni territoriali ad istruire le partiche relative e a dare il parere definitivo. La sua  richiesta è bocciata. Presenta ricorso alla Corte d’Appello che gli dà ragione perché, “ il reclamante ha sufficientemente documentato l’attuale pratica della vendetta di sangue secondo il codice consuetudinario detto Kanun particolarmente diffusa nelle zone del nord dell’Albania”. La sentenza spiega che il codice della vendetta attribuisce ai famigliari della  vittima di un omicidio due possibilità di risposta : l’eliminazione dell’ assassino; tenerlo prigioniero in casa  e cancellarlo socialmente. E annota: “ nell’ordinamento albanese non ci sono norme speciali per contrastare il diffuso ricorso alla vendetta di sangue e la polizia non riescono, a tutelare i cittadini dalle uccisione perpetrate in nome del Kanun”.L’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa ha raccolto questa dichiarazione di Paolo Cogni, docente dell’Università di Macerata e difensore dell’albanese : i contenuti di questa sentenza hanno una rilevanza internazionale perché riconoscono come forme di diritto consuetudinario  che violano i diritti fondamentali dell’uomo possono essere un valido fondamento per la richiesta di protezione”.

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martedì, Giugno 3, 2025 Categoria: Senza categoria

I proiettili del Mostro di Firenze e i bossoli di Perugia

È a Perugia dal 1974 la prova che il mostro di Firenze ha ucciso più volte utilizzando sempre la stessa Beretta calibro 22, Long Rifle, modello 70. Convinzione non condivisa da tutti gli investigatori e non concordi  tutti i tecnici che se ne sono occupati, ma che ancora tiene comunque banco nonostante il trascorrere del tempo, più di mezzo secolo. La prova è allegata  al fascicolo del  processo a carico di Stefano Mele, condannato dalla Corte d’Appello umbra, dopo un rinvio dalla Cassazione, per aver assassinato  la moglie e l’uomo  di una sua relazione segreta, a Castelletti di Signa  nel 1968 : seminfermità mentale, quattordici anni. Un fatto di sangue che per un lungo periodo è stato ritenuto il primo della serie e , di conseguenza, viatico per la  cosiddetta pista sarda alla quale un  giudice, Mario Rotella, metterà fine il 13 dicembre 1989, quando sono trascorsi quattro anni dall’ultimo duplice omicidio che in tutto sono stati  contati fino a  otto. Read more…