martedì, maggio 25, 2010 Categoria: Appuntamenti

Un giornalista e “La diga di carta”

  Giovedì 27 maggio a Perugia nella Sala Partecipazioni di Palazzo Cesaroni, alle 17, sarà presentato il libro di Paolo Marzani “La Diga di carta – La parabola del settimanale Centro Italia nell’ Umbria rossa degli anni Cinquanta” (editoriale Umbria).  La conferenza, organizzata dal Corecom nell’ambito del programma “Comunicare l’Umbria”, sarà introdotta da Luciano Moretti (presidente del Corecom), Mario Tosti (presidente dell’Isuc, istituto per la storia dell’Umbria contemporanea) e Dante Ciliani (presidente dell’ Ordine dei Giornalisti dell’Umbria). Relatori saranno i professori Alessandro Campi e Dario Biocca dell’Università di Perugia  . Di estremo interesse, per la ricostruzione della storia del giornalismo in Umbria nella seconda metà del Novecento, il nuovo libro scritto da Paolo Marzani dedicato alla vicenda editoriale di “Centro Italia”, un settimanale diffuso in Umbria dal 1952 al 1956 e ingiustamente finito nel dimenticatoio, benché fosse stato proprio questo giornale – per stessa ammissione dei suoi avversari politici – a marchiare la regione con l’appellativo di “Umbria rossa”, dopo le elezioni amministrative del 1952 che nella regione videro trionfare le sinistre social-comuniste nonostante il crollo del “fronte popolare” decretato dalle precedenti elezioni politiche del 1948.Ma oltre che essere un giornale di opposizione (espressione delle classi imprenditoriali e dei proprietari terrieri), “Centro Italia” si prefisse come mission   la costruzione della diga di Corbara, una delle più imponenti opere di ingegneria idraulica dell’Italia centrale, che vide la luce nel 1962, quando il giornale aveva già cessato le pubblicazioni. Ma la diga poté essere realizzata soltanto grazie alla tenace battaglia sostenuta negli anni precedenti – praticamente solo contro tutti ,  sfidando la potente categoria degli agricoltori e anche cospicui interessi di vari industriali – dall’editore Dino (Epaminonda) Mattoli, che nel dopoguerra, dopo avere retto le sorti della Breda come amministratore delegato, aveva indirizzato i suoi interessi imprenditoriali nel settore dell’energia elettrica, fondando – insieme alla Terni – il Consorzio Forze Idriche del Tevere cui si dovette la progettazione. L’energia elettrica che ne sarebbe stata ricavata, infatti, sarebbe stata destinata in parte alla Terni, ed in parte a soddisfare la crescente richiesta energetica di Roma in piena ripresa dopo il disastro della guerra.Quella raccontata nel libro, ripercorrendo le cronache del settimanale “Centro Italia”, non è solo un altro pezzo di storia del giornalismo umbro che torna alla luce (dopo il precedente “Lettere dall’Umbria” curato dallo stesso autore), ma  una pagina davvero inedita di storia locale, come ad esempio – oltre alla nascita della diga di Corbara – la ricostruzione del dibattito e della battaglia, condotta dallo stesso giornale su impulso particolare del conte Claudio Faina (presidente della Montecatini), per il passaggio dell’Autostrada del Sole lungo il corso del Tevere: un tracciato tutto interno alla regione, proposto in alternativa all’autostrada “fanfaniana” che, invece, si sarebbe limitata a lambire la regione con il tratto orvietano.Una ricerca che tratteggia inoltre il singolare scenario di una regione – l’Umbria – negli anni Cinquanta ancora povera, depressa e marginale, e tuttavia teatro di un duro scontro tra i monopoli energetici privati e pubblici alla vigilia della nazionalizzazione dell’energia elettrica.Il volume, edito dalla Editoriale Umbra, fa parte della collana Studi e ricerche dell’Isuc, l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea. 

Paolo Marzani, giornalista professionista della Rai, è conduttore del TgR  dell’Umbria. Prima di scrivere questo libro ha curato la pubblicazione di Lettere dall’Umbria (Volumnia Editrice 2006), una raccolta organica, e ragionata dell’opera giornalistica del padre Tertulliano Marzani, che negli anni Cinquanta-Sessanta fu corrispondente da Perugia del quotidiano romano “Il Tempo”, svolgendo nello stesso periodo un ruolo centrale nella redazione del settimanale “Centro Italia”, oggetto di questa nuova ricerca.

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