sabato, agosto 14, 2010 Categoria: Cronache

Dodici magistrati per il mistero di Sonia Marra

 

Quattro anni ed è arrivata al bivio, processo o proscioglimento , l’inchiesta sulla scomparsa di Sonia Marra avvenuta a Perugia nel novembre del 2006. Sul tavolo del giudice Massimo Ricciarelli ci sono due richieste di rinvio a giudizio firmate dai pubblici ministeri Giuseppe Petrazzini e Angela Avila che hanno coordinato le indagini più recenti dei carabinieri.  Accusato di omicidio e occultamento di cadavere Umberto Bindella, trentenne di Marsciano che arrestato e poi scarcerato per mancanza di indizi, si è sempre dichiarato completamente estraneo alla scomparsa della ragazza che aveva conosciuto alla scuola di teologia di Monte Morcino.L’indagato è assistito dagli avvocati Daniela Paccoi e Silvia Egidi. Un amico,Dario Galluccio, agente della guardia di Finanza ,invece è accusato di avere in qualche modo favorito Umberto Bindella con una serie di dichiarazioni orientate a fornirgli un alibi. Anche lui – con il difensore Francesco Falcinelli-respinge ogni addebito. Il movente è stato individuato nel timore infondato di una gravidanza indesiderata. 

 Il magistrato dell’udienza preliminare Massimo Ricciarelli, udienza che si terrà in autunno , è il sesto giudice ad occuparsi del caso. Dopo il Gip Paolo Micheli che ha arresto e poi scarcerato Umberto Bindella, i tre componenti del Tribunale del Riesame che hanno respinto il ricorso della Procura e il gip Carla Giangamboni che ha detto no ad una nuova richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla pubblica accusa dopo l’acquisizione di  ulteriori elementi investigativi. Sei anche i magistrati  dell’ufficio del pm  che negli anni si sono avvicendati nel coordinamento delle indagini.Quasi una conferma della complessità e delle difficoltà di un caso sortea come scomparsa volontantaria, poi diventato un’ipotesi di sequestro di persona  e quindi  centrato su un possibile omicidio volontantario con occultamento di cadavere.La pista che punta su Umberto Bindella non è stata l’unica seguita dagli investigatori dei carabinieri.Per lungo tempo ne è stata coltivata un’altra che insisteva sugli ambienti degli studi frequentati dalla giovane,ma non ha trovato riscontri.Questa pista originaria è stata valutata dal gip Paolo Micheli come ” frutto di chiacchiere e illazioni” senza alcuna attinenza con le risultanze oggettive .Il gip  Maria Giangamboni ha valutato plausibile l’ipotesi dell’omicidio maturato in una situazione di violento litigio.E’,in sostanza la pista che ha portato l’inchiesta all’udienza preliminare .Sofferta , ma molto forte  l’azione di stimolo di Anna Marra, sorella di Sonia che si è trasferita a Perugia solo per seguire il lavoro degli inquirenti, assistita dall’avvocato Alessandro Vesi-.Significativo anche il ruolo della trasmissione  di Rai3 “Chi l’ha visto?” .Molte le puntate del contenitore-laboratorio di Federica Sciarelli dedicate ai misteri della scomparsa della studentesse.Senza queste- secondo alcuni asservatori- l’interesse sul caso sarebbe progressivamente scemato.Il giornalismo investigativo di ” Chi l’ha visto” ha evitato, probabilmente ,che le ricerche finissero in routine. E la routine fa perdere incisività.

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