sabato, marzo 9, 2013 Categoria: Cronache

La strage del Broletto,la crisi,la burocrazia,le generalizzazioni.

Poche frasi di una delle rare note stampa che il procuratore capo Giacomo Fumu fa uscire dai suoi uffici(  tutte in occasione di eventi  a forte impatto sociale) hanno bloccato, il giorno dopo, la superfetazione di analisi di comodo,confusa, fuorviante  dei fatti e del contesto che però  un’opinione pubblica frastornata e predisposta accettava in gran parte. Spesso rilanciandola peggiorata nei parametri assunti per riferimento. Dunque Andrea Zampi ha da poco ucciso le dipendenti  regionali  Margherita Peccati e Daniela Crispolti e si è suicidato nella stanza accanto nello stesso quarto piano degli Uffici Regionali , che la Procura della Repubblica fa  sapere, diradata la nebbia della paura, del clamore,dello sdegno e, se possibile, del dolore e dopo aver messo sentimenti, lacrime e paure nell’isolamento asettico della procedura penale, che c’è una sola indagine da fare. Gli inquirenti devono accertare  come, perché, con quali atti una persona con evidenti  e, a quanto pare, accertati disturbi mentali  ha potuto disporre legalmente  della  pistola con la quale ha ammazzato e si è ammazzato. E da ieri un medico e due funzionari della Polizia di Stato sono indagati per aver permesso, magari soltanto per una grave leggerezza, questo possesso micidiale . In attesa-ovviamente – di approfondire i singoli ruoli e atti , di leggere meglio certificati, autorizzazioni e varie carte amministrative.Quelle poche righe fermano una piena lanciata a travolgere  e impregnare analisi, commenti, reazioni, e, immancabilmente, Internet  con le tastiere sparse per l’Italia a sparare  post a raffica (  frequentemente senza cognizione di causa). Stava succedendo che il movente veniva continuamente spostato dal suo baricentro: dalla salute mentale di un piccolo imprenditore, alla crisi economica che tutto travolge , anche la stabilità psichica (glissando sul fatto che nel caso specifico quella stabilità era saltata da tempo, da quando i morsi della crisi ancora non facevano così male) ; dalla immaginazione malata che ha  trasformato quattro dipendenti pubblici (due in più di quelli raggiunti) in bersagli ai quali far pagare una colpa presunta e che comunque non è loro, alla generalizzazione del fancazzismo che alligna nella pubblica amministrazione sempre in fila davanti alla macchinetta del caffè; da tre corpi morti sparati ad un indicibile, non detto, magari anche negato, ma strisciante giustificazionismo per  un imprenditore che credendosi tale viene fatto apparire  con le mani legate, accerchiato e spinto nel precipizio dalla burocrazia e da chi gli nega una boccata di ossigeno finanziario (tutti contro di me e i miei corsi di moda) alla pubblica amministrazione tarlata da impiegati scontrosi, lenti e menefreghisti. E poi la revoca all’abilitazione a svolgere corsi di formazione professionale (per questioni tecniche) successivamente riattribuita e come tutte sottoposta a verifica che diventa finanziamenti fermi in un cassetto  polveroso di un pubblico ufficio  anche se in realtà in questa brutta storia ipotetici finanziamenti non sono neppure tra i protagonisti da mettere nei titoli di coda. Insomma un rischio grande quel dire e non dire, quel collegare il particolare a un generale anche quando il collegamento è arduo. La china è quella che porta a collocare sulla scena del crimine solo vittime e nessun omicida. La china poer i fatti del Broletto,purtroppo, si stava aprendo. Perchè…Perchè è  molto più notizia inserire il movente in un contesto sociale ed economico che in una storia individuale dove certo il contesto c’è,ma è sulla sfondo e non in primo piano. Il contesto c’è ma non è il protagonista. Il protagonista è, a quanto pare,la malattia mentale. La malattia mentale ha avuto un innesco che non è un torto subito, ma l’ossessione di un torto subito. Però è molto più notizia un raptus scatenato dalla crisi che massacra la piccola imprenditoria , dalle tasse, dalle banche che non concedono finanziamenti neanche con le più ampie garanzie, dalla burocrazia che  ci rovina l’esistenza, che non poter mettere  tutto questo tra i mandanti di una mente fragile, perché quella mente si era messa in movimento da sola e si era costruita un movente su misura. Eppure, come accennato prima, il germe che produce rischio di un malcelato giustificazionismo per l’uomo che uccide per le Vessazioni del Potere cominciava a incubare soprattutto nella rete. Eppure  cominciava a farsi sentire la risacca dell’onda  che vuole fannulloni e sanguisughe di Stato ( che pure ci sono )  in agguato in ogni ufficio pubblico  contro noi poveri cittadini (che pure poveri cittadini siamo). Poi è arrivata la nota della Procura della Repubblica: guardiamo alla tragedia del broletto per quello che è.

allan fontevecchia

Un commento to “La strage del Broletto,la crisi,la burocrazia,le generalizzazioni.”

  1. Franco Menci ha detto:

    Caro Allan, manca un particolare a mio avviso allatua analisi perfetta. O forse non lo vuoi dire a forti note (visto che traspare…). In tutto ciò serpeggia la “filosofia dell’alibi” di una classe politica che si chiama continuamente “fuori” o vittima. Quel insistere sulla ondata contro i “fannulloni del pubblico” per rallentare una presa di coscienza generale su una classe dirigente imbolsita che ha raggiunto il punto di incapacità. Abbiamo sentito, da chi ha responsabilità ed in questo frangente, “Sappiamo tutti che necessita una riforma generale”. Bene, Allan, noi pretendiamo un cambio generazionale: in età (ma non basta, perchè abbiamo amministratori giovani…) e di “verginità” politica che inquadri i problemi. DAL RISULTATO DELLE ULTIME ELEZIONI NON SI TORNA INDIETRO. E’ SALTATO IL “SENSO DI APPARTENENZA” DI 16 MILIONI DI PERSONE. Chi non lo vede é annebbiato. Ora comandano i problemi. E la rabbia della gente, PURTROPPO.

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