domenica, aprile 28, 2013 Categoria: Cronache

Palazzo Chigi come il Broletto: la follia e le strade senza uscita

Quando la propria condizione economica,sociale,psicologica  è una buona ragione per muovere all’attacco dei soggetti immaginati a tenerla bloccata in uno stato di sofferenza permanente,  ecco che il desiderio di morte, quella degli altri come la tua, a volte diventa un punto d’incontro tra  lucidità e patologia psichiatrica. Confonde il confine tra equilibrio e squilibrio mentale. Può darsi che non sia così.Può darsi che sia un  eccesso di semplificazione. C’è comunque più di un dato di fatto  che avvicina , anche se non sovrappone, la sparatoria davanti a Palazzo Chigi (28 aprile)  e il duplice omicidio delle due impiegate ammazzate nel palazzo  della Regione(6  marzo) al Broletto  di Perugia. Lucido, è apparso lucido ai magistrati dopo la cattura immediata. Ha spiegato con lucidità il suo stato e i suoi propositi il muratore Luigi Preiti che ha preso a rivoltellate  due carabinieri,Francesco Negri e Giuseppe Giangrande che è grave,mentre un nuovo governo giurava nelle mani del Presidente della Repubblica , momento di alto significato per la vita di un paese stremato, per fare il gesto eclatante  che avrebbe spiegato al mondo la sua condizione di lavoratore senza lavoro e di reduce da due matrimoni falliti. L’avrebbe voluto spiegare sparando sui politici,avrebbe detto. Non a quel politico,o  a quell’altro,o  ad un terzo ancora. No: ai politici. Ai politici in generale. Non gli è stato possibile, erano più a portata di mano i carabinieri. Il clamore  ci sarebbe stato lo stesso, rimuginava da una ventina di giorni. Perché il clamore? Per il clamore, perché tanto poi lui si sarebbe ammazzato. Non gli è riuscito .Ii militari dopo sette spari gli sono saltati addosso e l’hanno immobilizzato. O forse non ce l’ha fatta perché non c’erano più proiettili nel caricatore della sua pistola comprata al mercato nero di Alessandria.  Anche Andrea Zampi , l’assassino di due impiegate della regione Umbria,Margherita Peccati e Daniela Crispolti  aveva progettato, con un analogo rovesciamento della realtà, di portare la  morte agli altri e a se stesso. Non c’erano carabinieri a fermarlo e nel suo caricatore c’era ancora piombo. Infatti nella stanza accanto l’ultimo colpo se l’è ficcato in testa. Come i due carabinieri a Luigi Preiti, le due impiegate sono apparse ad Andrea Zampi   il tramite sul quale accanirsi per far conoscere al mondo la sua ossessione di piccolo imprenditore rovinato dalla crisi e dalla burocrazia. Percorsi tortuosi tra realtà e fantasia, salute  e malattia, paranoia e turbamenti profondi. Stati e storie diverse. Che però  sembrano muovere dalla stessa linea  : difficoltà economiche,difficoltà di relazione, solitudine e impotenza. Impotenza rispetto alla possibilità di rimuoverei gravami di sofferenza personale. E’ questa strada che appare sbarrata, questa montagna che diventa  impossibile da scalare, questo labirinto  senza una promessa affidabile di futuro , senza una prospettiva di cambiamento, senza un tavolo su cui scommettere, sembra il virus che corrompe organismi sani e malati  fino alla nebbia cieca della violenza . E’ questa angoscia quotidiana che appare come il carburante che porta tanto alla perversione  di una mente sana (Palazzo Chigi, stando a quello che si sa in questo momento) quanto alla deviazione definitiva di una patologia mentale (Palazzo del Broletto, per quello che si è saputo fino ad oggi). Dal punto di vista scientifico probabilmente  siamo alla semplicistica  concatenazione senza intelligenza, al facile  affastellamento di considerazioni  senza validazioni, un colpo d’ascia quando serve il bisturi. Può darsi. Ma questi sono le cifre di peronaggi, storie,situazioni, e moventi che si desumono dalla cronaca di due fatti gravi. Non sono sovrapponibili,l’abbiamo detto. Ma non sono neppure così diversi da appartenere a mondi diversi. C’è in entrambi l’esasperazione . Nel ferimento dei carabinieri l’esasperazione ha agito su una mente lucida provata e turbata. Nel duplice omicidio e suicidio di Perugia l’esasperazione si è conficcata  nell’esplosivo già pronto  e l’ha fatto deflagrare.  Non è questo scrivere un tentativo di giustificare qualcuno o qualcosa. Non è trovare scusanti o alibi. E non è neppure una ricerca senza costrutto di indizi  e di colpevoli eventuali. Siamo di fronte a due tentativi di omicidio e a due omicidi. Non c’è ossessione o paranoia che tenga. Però..Però attenzione: episodi di questo tipo, questa protesta individuale contro torti presunti o immaginati,questa rivolta che anima seconde vite e uccide quelle vere,  può dare luogo a fenomeni di emulazione e  di repliche anche per fini diversi. Può portare  al  fai da te come unica alternativa praticabile. Nelle menti lucide, come nelle menti sofferenti. Il problema  è serissimo perché il contesto nell’Italia di oggi non aiuta. Anzi  quelle strade senza uscita di cui si parlava possono diventare le autostrade sulle quali corrono fenomeni di questo tipo. Perchè, non ce lo possiamo nascondere, questa  viabilità non nasce spontanea. Non nasce dal nulla. E’ fatta di terra e catrame.  Tocca alla politica  aprire una breccia ? Non solo alla politica.

Un commento to “Palazzo Chigi come il Broletto: la follia e le strade senza uscita”

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