domenica, marzo 31, 2013 Categoria: Cronache

Vescovi cronisti di nera per le omelie di Pasqua

Le omelie delle messe della Pasqua aprono , come sempre, spazi alla speranza di una resurrezione che per un potente atto di fede ci sarà. Per la prima volta però lo fanno con una costruzione in presa diretta con la cronaca quanto mai esplicita e cruda. In  Umbria, terra di santi e di mistici,   la cronaca nera, giudiziaria ,politica ed economica, è stato   l’ordito forte e aperto delle riflessioni  dei vescovi che hanno scelto di parlare dei fatti di tutti i giorni con i loro fedeli in un giorno particolare.Ha richiamato l’ultima (avvenuta il venerdì santo) rapina in una villa, questa volta a Marsciano, l’arcivescovo di Perugia  Gualtiero Bassetti dopo aver ricordato l’incursione negli uffici della regione al Broletto (un mese fa) sfociata negli omicidi di due impiegate e nel suicidio dell’assassino e la più recente esecuzione che è costata la vita ad Alessandro Polizzi ( funerali celebrati il sabato santo) aggredito da un killer mascherato che voleva uccidere anche la sua fidanzata ventenne .<<Viviamo in una società  di morte dove i giovani vagano tristi perchè possono avere tutto tranne quello di cui hanno bisogno, la pace>> ha detto il vicepresidente della Cei, riferendosi anche ai morti da overdose, allo spaccio della droga che è uno dei canali di arricchimento delle mafie che li controllano con i loro ingenti capitali pronti per ogni occasione di riciclaggio.. Il problema è<< scegliere la luce anziché le tenebre>> ha detto l’arcivescovo che ha scelto i giovani come ambito privilegiato della sua missione pastorale..<<Non costruite la vostra vita sullo sballo>> è stato l’invito del trentenne don Luca Delunghi, il prete che nella parrocchia  di Ponte San Giovanni  celebrando i funerali di Alessandro Polizzi ha anticipato tra le lacrime di tanti ragazzi la sua omelia della veglia pasquale. Don Luca è, appunto, un cronista impietoso quando dall’altare nota:<<Non conosco molti di voi perché molti di voi preferiscono girare per ponte San Giovanni con il cappuccio in testa e gli occhiali in faccia. Forse perché si vergognano dello loro vita….conosco tanti di voi annoiati della vita  perché il tempo della gioia se non è secondo i tuoi canoni , se non è quello dello sballo ,per te non è gioia…..Se nella tua vita devi fare delle scelte falle bene perché nel tuo inferno c’è qualcuno che non ti lascia mai con il sedere per terra…>>. Se pensi che Dio non ti lascia solo, fatti avanti, ti sfido, vieni alla messa di Pasqua e parliamone. Parliamo delle canne, delle sbronze, dei post della solitudine disperata su Facebook. Insomma preghiera  e cronaca. Come sono speciale cronaca giudiziaria i riferimenti del vescovo di Terni Monsignor Ernesto Vecchi alle << difficoltà della curia >>  che << sono risolvibili>> visto che << sono qui per questo>>. Le difficoltà della curia sono un’inchiesta della Procura della Repubblica che indaga sette persone per poter far chiarezza su operazioni immobiliari di un certo rilievo economico e su alcuni vuoti di bilancio di forte rilevanza finanziaria, oltre i dieci milioni di euro. Il presule arrivato da Bologna appare determinato anche se poi se la prende bonariamente con la stampa che parla delle stesse cose che lui mette nell’omelia del venerdì santo e cioè, appunto, i bilanci della Curia che non tornano per difetto. Senza girarci intorno: cronaca a tutto campo anche se da un presule non ci si può aspettare la ruvidezza di un cronistaccio. Ma il cuore delle questioni trattate è il medesimo. Ed è cronaca fedele dei giorni nostri il citare il governo che non si è fatto <<una vergogna>>, parola di vescovo e segnp <<che l’egoismo è entrato nel sistema ; facile protestare e dire che tutto non fa bene e dopo cosa facciamo?>>. Ed ecco un altro vescovo, Renato Boccardo che da Spoleto affonda il coltello nella ferita della politica inconcludente e << del potere che induce a rimettere sempre tutto in discussione e che genera il decadimento di ogni saldo riferimento…>> Ci vuole, al contrario, una speranza concreta non semplicemente vaghe parole di coerenza, incoraggiamenti a fior di labbra o pacche sulle spalle. Omelie come cronaca, dunque. Ancora:per non essere equivocato il vescovo di Terni  ad un certo punto del suo dire parla con un bambino e gli spiega:<< è per tutto questo , per questo decadimento , che quando sarai vecchio non potrai  contare sul sostegno della meritata pensione>>. Non l’ha detto proprio così, con queste parole,ma il senso era questo. In fondo i vescovi, questa volta, per questa Santa Pasqua ,si sono espressi con le parole che avrebbe usato un cronista  dopo un’udienza di  tribunale per un qualsiasi processo civile o penale o dopo una seduta parlamentare convocata  con un qualsiasi ordine del giorno.

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