lunedì, maggio 13, 2013 Categoria: Cronache

I troppo buoni affari delle mafie in grisaglia ai tempi della crisi

La presenza delle mafie italiane e straniere ora è quella dei buoni affari e delle belle facce in grisaglia che, cash, comprano,acquistano, acquisiscono, gestiscono,subentrano,affittano, rivendono, investono. In tempi di crisi, con le fabbriche che chiudono,le aziende che falliscono, gli impresari che boccheggiano per i mercati che si prosciugano e il credito che non si trova, ai buoni affari non si  guarda il pedigree. Mafie invisibili in Umbria come nel resto dell’Italia . Le organizzazioni criminali  in questo momento storico non occupano il territorio:<<occupano- ha spiegato il procuratore di Forlì Sergio Sottonani, fino all’altro ieri  sostituto a  Perugia – l’economia ,la finanza e  la cultura>>. E ci sono cinque settori che rischiano di più perché più permeabili di altri. Eccoli:<< appalti-subappalti,trasporti, rifiuti  videogiochi e compro oro :  è in questi ambiti che la criminalità organizzata è più attiva con ingenti  investimenti  di denaro tornato pulito  o da riclare  con l’investimento che si va a fare>>.Fatti recenti: le decine di appartamenti acquistati in blocco a Ponte San Giovanni o la grande azienda forestale di Pietralunga appena consegnata ad una cooperativa dopo la confisca. Se di finanza si deve parlare allora è bene prendere nota di alcuni dati riferiti dal giornalista Federico Fioravanti :4 miliardi ogni anno alimentano l’evasione fiscale secondo la Guardia di Finanza ;500.000 euro è il peso della corruzione valutato dalla Corte di Conti; 2 miliardi l’anno è il fatturato criminale secondo l’Istituto Caponnetto ; posizione di testa, tra le prime quattro regioni  italiane più a rischio: almeno 250 prostitute in attività nel capoluogo che producono liquidità da indirizzare verso attività magari rispettabilissime. Si discute di mafie in Umbria – una regione senza criminalità organizzata propria-, nel teatro Morlacchi di Perugia per iniziativa dell’Accademia di Sandro Allegrini. In passato la presenza delle mafie ha avuto ovviamente  facce diverse ,altrettanto terribili ma comunque più facilmente  identificabili. Quaranta anni fa- ha spiegato il giornalista Elio Clero Bertoldi- ci si imbatteva nelle facce  dei boss della mafia siciliana incarcerati in Umbria o al soggiorno obbligato come Stefano Bontade, Saverio Mammoliti o Egidio Bumbaca. Oppure nelle facce dei morti ammazzati in carcere a Perugia come Angelo La Barbera attraverso il quale si risale a Salvatore Riina e alla mafia dei Corleonesi  .Oppure come Ciro Ruoppo  morto per uno sgarro verbale a don Raffaele Cutolo , Nuova Camorra Organizzata  in questo caso. Infine nelle molteplici sfaccettature del lavoro  all’aperto  dei killer arrivati per regolare conti su commissione  ( Luigi Castiglione, Salvatore Conte  e Roberto Provenzano, alcune delle vittime , le ultime due relativamente recenti). E poi la ‘ndrangata calabrese  dei Facchineri che rapisce l’imprenditore Garinei nell’Alta Valle del Tevere e la sacra Corona Unita che da Perugia governa un imponente traffico di auto rubate e tanto altro ancora . Insomma  le infiltrazioni  risalgono a tanti anni fa ed erano tutt’altro che invisibili. <<Gli anni ottanta sono stati gli anni dell’accumulazione primaria di capitali>> ha spiegato un altro giornalista Alvaro Fiorucci. Il traffico degli esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione hanno  creato i primi importanti flussi di denaro necessari per entrare nel business della droga. Per primi hanno cominciato a far affari con la camorra (per l’eroina) e con la ‘ndrangheta (per la cocaina) i gruppi mafiosi nigeriani ,molto potenti e spietati. Poi sono entrati in campo soggetti in arrivo dal Maghreb e da altre regioni africane. Tutti : prostituzione,droga, rimesse di capitali  investimenti nei loro paesi di origine, qualche attività economica in proprio a Perugia e dintorni per riciclare gli spiccioli di affari milionari. Proprio oggi i carabinieri hanno fatto decine di arresti di italiani,algerini e tunisini: trafficavano 200 chili di eroina all’anno su Perugia per un valore di almeno 10 milioni di euro. E’ lo stesso percorso criminale che più recentemente della malavita africana hanno fatto, sempre con lo schema prostituzione –droga -investimenti nei paesi di origine- le bande della malavita albanese,rumena ,provenienza paesi dell’est in generale. A differenza dei nigeriani o dei marocchini (che in genere sono corrieri o spacciatori) quelli che fanno capo alle mafie dell’est ma devono crescere nella scala gerarchica dell’organizzazione arrotondano o cercano finanziamenti nei furti e nelle rapine sature di violenza (la morte di Luca Rosi, di Sergio Scoscia e della madre Maria Raffaelli nel perugino). E’ un capitolo tutto da aprire e quindi da scoprire quello relativo alle attività criminali delle organizzazioni russe e cinesi la cui presenza viene data per certa. Le bande sudamericane per il momento si manifestano con la preoccupante crescita delle gang giovanili,spesso minorili: non si hanno elementi certi per valutare se come e dove sta il loro business .<<Ricordiamoci .-dice ancora Sergio Sottani –con le mafie dopo è sempre troppo tardi e dalla mafiosità è facile essere travolti>>. E allora? Allora la <<città deve tornare ad avere un’anima>>.Ovvero magistratura e forze di polizia abbiano tutti i mezzi, anche legislativi (segno di volontà politica), necessari per combattere una guerra spietata e piena di insidie in una città , Perugia,che ha la particolarità di avere un eccesso di offferta e il record delle morti per overdose; non ci siano collusioni dovute a superficialità o distrazione  (affari ad occhi chiusi o chiudendo gli occhi , dal il più piccolo degli affari come può essere l’affitto di un garage trasformato in quattro posti letto al più grande come può essere un sostanzioso appalto; se non altro, qui  sia d’insegnamento la ricostruzione dopo il terremoto del 1997 con la sua teoria incontrollata di subappalti );rimanga  il controllo del territorio saldamente in mano ai cittadini  con le loro associazioni di quartiere e con le loro manifestazioni rivitalizzanti; si vada sempre a vedere,nonostante le difficoltà economiche e finanziare ,da dove vengono quei soldi che ci sembrano una mano santa. Potrebbero essere della <<Mano nera>> dei nostri giorni.

Allan Fontevecchia

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