domenica, ottobre 4, 2015 Categoria: Appuntamenti

Reperto 36: un libro per conoscere la ricostruzione di un delitto e per affacciarsi sul funzionamento del sistema giudiziario italiano

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di ALLAN FONTEVECCHIA

Emma D’Aquino all’epoca dei fatti inviata speciale e ora conduttrice di punta del Tg1 della Rai coordinerà  la presentazione di “Reperto 36- anatomia giudiziaria dell’omicidio di Meredith Kercher “ – un volume realizzato dai giornalisti Alvaro Fiorucci e Luca Fiorucci e portato nelle librerie da Morlacchi Editore. L’incontro è previsto alle 17 di sabato 10 ottobre 2015 nell’atrio del Teatro Morlacchi a Perugia.  Con gli autori interverrà anche l’editor  Claudio Brancaleoni. Con “ Reperto 36”  nei fascicoli dell’inchiesta sull’omicidio della studentessa inglese è indicato un  coltello da cucina , presunta arma del delitto di via della Pergola 7, avvento nella notte tra l’ 1 e 2 novembre 2007. Un presunta arma del delitto  sulla base della quale tre persone hanno assunto il ruolo di indagati. La prima ,Rudi Guede ha avuto una condanna definitiva e ad altre due Raffaele Sollecito e Amanda Knox sono toccate condanne, assoluzioni, di nuovo condanne e infine assoluzioni definitive. Il libro di Alvaro Fiorucci e Luca Fiorucci è un portolano di queste sentenze. E’ lo specchio del nostro sistema giudiziario. Le prime immagini che riflette sono quelle delle prime indagini  appena scoperto un delitto e il tempo impiegato per chiudere il cerchio investigativo. E delle certezze di averlo chiuso bene. Le immagini successive sono quelle dei primi giudici  che danno il via agli arresti,alla permanenza in carcere, alle primissime valutazioni  sulle prove raccolte a carico di eventuali presunti colpevoli. Poi lo specchio di “ Reperto 36” ci restituisce la bilancia inquirente che ha su un piatto le indagini scientifiche e sull’altro quelle tradizionale. I due piatti sono in equilibrio? Infine la lettura degli indizi da parte dei collegi giudicanti che se potrebbero prendere forma prenderebbe il sembiante di un  grafico dove picchi sopra l’asse e picchi sotto l’asse si alternano in un significativo (significativo per avere la misura del funzionamento del sistema giudiziario italiano) diagramma sghembo. Infine l’immagine riflessa dei giudizi di legittimità che nel loro andare a fondo sui fatti ricostruiscono verità contrapposte, fino all’ultima ricostruzione definitiva della non colpevolezza. Tutto questo è ben riassunto nella quarta di copertina.” Questo non è il romanzo di un omicidio, né un’inchiesta parallela volta a portare nuova luce sui fatti e sulla loro concatenazione. Reperto 36 è il racconto di un efferato delitto, quello della giovane studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2007, ricostruito attraverso le parole delle carte processuali e delle diverse, opposte, letture dei giudici che si sono alternati nei vari gradi di giudizio. Dopo il delitto, non solo le vite dei protagonisti implicati nei fatti si stravolgono, ma è l’intera città di Perugia a scontare delle colpe che non sono una sua esclusiva, ma sono conseguenza e specchio delle condizioni di un’intera società.Il travagliato iter giudiziario del «caso Meredith» – che per ben otto anni ha tenuto sospesa l’attesa di una platea mondiale virtualmente rinchiusa nelle aule di giustizia, nelle quali si è formata la verità processuale – proprio per il modo diretto e approfondito con cui gli autori scelgono di affrontarlo, offre al lettore la possibilità di aprire una riflessione sul tema della giustizia in Italia, della sua amministrazione, dei suoi tempi, della sua organizzazione; ma, ugualmente, gli porge interrogativi altrettanto dirompenti sul potere che, nell’odierna società globalmente connessa, i mass media possono avere nell’influenzare i comportamenti di tutti. Nessuno escluso “.

Allan Fontevecchia – ufficio stampa-

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