venerdì, luglio 1, 2016 Categoria: Senza categoria

“Un territorio da tenere sotto controllo “: Franco Roberti firma il protocollo per un nuovo coordinamento contro il terrorismo internazionale.

cardellaIl procuratore nazionale antiterrorismo  Franco Roberti afferma che l’Umbria è un territorio da tenere sotto controllo . Un territorio dove ci sono persone da tenere sotto controllo.  Soprattutto per i  cosiddetti reati spia che non sono immediatamente riconducibili al terrorismo islamista ma che attraverso determinati percorsi  clandestini possono finire con l’alimentare lo stragismo dell’Isis. E  combattere i  reati spia  di nuove forme di terrorismo- come ha affermato il procuratore generale di Perugia Fausto Cardella-  richiede un cambio di passo e di prospettiva per la magistratura  e per le forze di polizia. Una questione  delicata – al confine tra prevenzione e repressione-della quale si fa carico il protocollo promosso  dalla stesso procuratore generale  e firmato questa mattina anche dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. I reati spia individuati vanno  dagli omicidi e dagli atti di violenza e minaccia ai danni di esponenti politici ed istituzionali, al traffico di droga, al porto e alla detenzione di armi ed esplosivi, ed ancora la ricettazione di documenti, il riciclaggio e reimpiego di capitali, l’incitamento alla discriminazione razziale. La funzionalità del nuovo coordinamento si basa sostanzialmente si un più ampio e tempestivo scambio di informazioni e, appunto, sul costante monitoraggio dei reati spia. Il  coordinamento tra la procura distrettuale  e le procure della regione  spetta alla Procura Generale. Sia Roberti che Cardella hanno affermato che la qualità della prevenzione è gia molto alta per le persone che devono attuarla.Probabilmente   possono tornare utili – se non altro per ragioni  di storia e di contesto- inchieste del passato . Di un passato recente e un passato meno recente. Come ad esempio il cold case  degli attentati alle basiliche francescane di Assisi ,mai rivendicati e rimasti senza responsabili, avvenuti nel 1985. Oppure il transito per Perugia ancora prima, nel 1981, di Aiì  Agca, l’attentatore a Giovanni Paolo Secondo e le minacce all’ Italia del 1987 per presunti maltrattamenti a detenuti arabi che si trovavano nel carcere di Spoleto e tra loro c’erano i sequestratori dell’Achille Lauro . Furono proprio i reati spia a  far scoprire  nel 2004  a Perugia una base della rete internazionale del  turco Dhkp  una formazione inserita nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. L’arresto  dell’Imam di Ponte Felcino e di alcuni suoi  collaboratori  con l’accusa di fare proselitismo per la jiad di  Al  Quaida è del 2007. Tra i primI  fatti e fatti  successivi ci sono stati centinaia di rimpatri  di persone  sospette per la tipologia dei reati commessi. Alcuni di quelli che oggi sono stati in primo piano come reati  spia .

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