martedì, febbraio 5, 2019 Categoria: Cronache

Archivio: il delitto irrisolto di un ordinovista

Quarantacinque anni, elegante nel vestire, un posto di prima fila tra i commercianti di caldaie, magazzino e vendita a Ponte San Giovanni, una bella famiglia, moglie e due figlie, appartamento nel quartiere della nuova e media borghesia di Madonna Alta , ex paracadutista, figlio di uno dei caduti delle X Mas del comandante Junio Valerio Borghese, punto di riferimento per i camerati   di Ordine Nuovo, il gruppo eversivo dell’estrema destra neofascista. E’ nei meandri di questa biografia, certamente non piatta, che gli inquirenti si muovono per farsi un’idea del perché Renato Smantelli,la mattina del 16 dicembre 1983 è un cadavere crivellato di colpi di pistola malamente appoggiato alla ruota posteriore  sinistra  della sua Ritmo ferma lungo la sterrata tra Ponte a Chiani e Ponte alla Nave alla periferia di Arezzo. Ci si imbattono il custode di una fabbrica e un infermiere che andavano al lavoro. Sono le 11. Roba da Squadra Mobile o da Digos ?Criminalità comune o criminalità politica? Comunque un’esecuzione. Comunque una vittima eccellente in tempi di piombo e di sangue. Il movente? Un rompicapo. L’appuntamento con qualcuno di cui si fidava, l’incontro appartato e poi tre colpi di calibro 9 che centrano all’altezza degli occhi il commerciante perugino. Altri due proiettili inesplosi vengono abbandonati a un passo da lì, forse come ulteriore avvertimento. Non per la vittima, ovviamente.  Un killer, forse due, forse più: la scena del crimine è di difficile lettura. Come è di difficile messa a fuoco un possibile movente. Gli inquirenti passano al microscopio amicizie e concorrenti, affari andati a buon fine e affari sfumati ma nel commercio dei caloriferi non c’è spazio per un regolamento dei conti di quel tipo. Lo dice la polizia nelle relazioni per la Procura della Repubblica. La famiglia, allora? Tradimenti? No, non ci sono situazioni, sospetti o storie da meritare una ricostruzione investigativa. La militanza in Ordine Nero? Renato Smantelli pur restando un punto di riferimento per i neofascisti usciti da Movimento Sociale da qualche tempo non era più sotto i riflettori di chi sta in primo piano. La Cassazione l’aveva liberato da una condanna a otto mesi per aver fatto parte del gruppo terroristico al termine di un’inchiesta condotta dal giudice Vittorio Occorsio. I fermenti all’interno della palude dell’estremismo nero sono vorticosi ma non si segnalavano scontri in campo aperto. Sicuramente le cellule perugine avevano rapporti con la cellula aretina particolarmente attiva. Questi o altri gruppi era entrati in conflitto e il commerciante di Madonna Alta chiamato per il suo carisma a una mediazione è stato travolto da quel vortice che pastorizzava armi, esplosivo, Loggia P2 e servizi segreti deviati? Suggestivo il fatto che l’ordinovista la sera prima del ritrovamento del cadavere sia uscito intorno alle 23 senza svegliare la moglie. Come se qualcuno l’avesse convocato d’urgenza. Una o più persone alle quale non ha potuto di dire di no e dalle quali non aveva nulla da temere. Pare. Il completo di velluto, il cappotto di montone rovesciato, la Ritmo, e alle porte di Arezzo tre proiettili Parabellum fermano tutto . Fermano proprio tutto perché l’assassino o gli assassini di Renato Smantelli devono essere ancora identificati..( da Il Messaggero)

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