lunedì, agosto 17, 2020 Categoria: Senza categoria

Trans: una legge e due sentenze coraggiose – (archivio)-

Una legge di civiltà la 142 del 14 aprile 1982 che consente ad una persona di superare il  suo sesso biologico nel quale non si riconosce e di vivere pienamente l’identità del genere al quale sente di appartenere . Due sentenze coraggiose quelle dei Tribunali Civile e dei Minori di Perugia, che, per primi l’attuarono consentendo  a una donna di essere  l’uomo  che era in lei da sempre  e, successivamente dopo il matrimonio, ritenendo ammissibile la richiesta, sua e della moglie di adottare un bambino. Nel 1985 non c’erano precedenti. La legge aveva causato scontri, più che altro politici , e c’erano dubbi  interpretativi e i tanti pregiudizi  da superare. Il Tribunale Civile superò gli uni e gli altri . Rosalba, madre di due ragazzi, ha il via libera per immettersi sulla strada  che l’avrebbe fatta diventare Gabriele. Nel fisico e sulla carta d’identità.  Una vicenda umana irta di momenti difficili  e di polemiche cattive ; due anni di un percorso irto di dure tappe psicologiche e di dolorose stazioni chirurgiche. Rosalba da bambina  voleva i giocattoli dei maschi , è raccontato nelle carte processuali. Quattordicenne nelle estenuanti sedute dal terapeuta  rifiutava di  considerarsi omosessuale. Ventenne,la paura dell’emarginazione sociale e il bisogno di raccapezzarsi nello sdoppiamento lacerante nel quale si nascondeva , la spingono alle nozze con il ragazzo con il quale aveva una storia.  Nascono i figli. Li ama profondamente, è una mamma attenta e scrupolosa. Ma neanche il venire al mondo dei due bimbi sono la prova  della   femminilità che non accetta perché non ha.  Alla  continua ricerca del suo essere Gabriele vive in una condizione di forte sofferenza.  Questa ricerca la porta alla rottura  della famiglia e a varcare la porta del Tribunale. Per  uscire allo scoperto. Il 2 gennaio 1986, le motivazioni della sentenza che la libera dalla prigione nella quale era stata confinata pur non avendo colpe. Spiegò allora il suo legale Mario Tedesco: “ i giudici hanno accolto la nostra impostazione che aveva nelle condizioni psicologiche il suo fulcro e non hanno ritenuto necessarie nuove perizie mediche , Anche per loro è evidente che il richiedente non è Rosalba, ma Gabriele”.

E Gabriele : “ questa esperienza la dedico ai transessuali che per ragioni economiche non possono viverla come l’ho vissuta io perché  il servizio sanitario nega loro la necessaria assistenza. E sono costretti a stare  in un corpo che non è il loro.” Dopo un rinvio causato dalla ressa dei media all’ex Silvestrini di Perugia, Rosalba è diventata Gabriele a Città di Castello, l’11 giugno 1986.L’equipe che ha eseguito l’intervento demolitivo e ricostruttivo era guidata da Carlo Giornelli. Nel 1991 Gabriele si è sposato.  Nel 1995 a luglio la sentenza del Tribunale dei Minori che decreta come la condizione di transessuale di per sé non è un ostacolo all’adozione “ se  si dimostra un’attitudine genitoriale  in presenza del necessario equilibrio psicologico”. Nei genitori è questo che conta “ non già la funzionalità e  l’effettività dell’esercizio del sesso”. Nel progetto della coppia di adottare un bambino il Tribunale riconosce “il desiderio di trasferire in una famiglia il proprio capitale umano . affettivo e materiale “. Non serve altro.

(da Il Messaggero)

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