mercoledì, settembre 22, 2021 Categoria: Senza categoria

Criminalità: il covid è il nuovo business , per la droga arrivano i trafficanti cinesi e in Umbria c’è una sorta di pax mafiosa.

 di ALLAN FONTEVECCHIA

La cornice della Direzione Investigativa Antimafia per il  secondo semestre 2020 delimita la fotografia di un paese ancora alle prese con  l’emergenza sanitaria da covid-19  e con i suoi effetti non solo sanitari, ma anche economici e sociali. Ed è proprio nella crisi e nelle difficoltà economiche che la criminalità organizzata prospera. Cambiando pelle: secondo la Dia  è in piena metamorfosi , meno attività cruente e rumorose e sempre più infiltrazioni silenti nell’economia pulita. Le mafie potrebbero utilizzare la loro massiccia  liquidità- accumulata con i più diversi traffici illeciti, dalla droga alla tratta degli esseri umani,  per  venire incontro, a modo loro, alle difficoltà di privati e di società in crisi. Una strategia che si porta dietro il riciclaggio di denaro sporco e per far saltare il banco degli appalti pubblici. Il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho: “Le mafie non hanno bisogno di firmare atti, non hanno bisogno di documenti; al contrario occultano comportamenti illeciti con lo schermo di soggetti solo apparentemente sani, entrano così nel mercato dell’economia legale. Questo è veramente preoccupante. A tutto questo si risponde con le segnalazioni dal territorio, dalle stesse associazioni di categoria, con la segnalazione delle transazioni sospette”. L’Organismo permanente di monitoraggio istituito nel mese di aprile 2020  ha messo a fuoco l’’assalto degli interessi mafiosi alla cosiddetta Covid Economy. Un settore in più dove maturare affari sporchi.

ECCO IL FOCUS SULL’UMBRIA

<<L’Umbria non risulta, al momento, interessata da forme di stabile radicamento delle “mafie tradizionali”. Tuttavia nella regione risultano presenti oltre a strutture criminali di matrice etnica soggetti o proiezioni di consorterie mafiose che apprezzano le opportunità offerte dal territorio per riciclare e reinvestire capitali illeciti, infiltrandosi nel tessuto socio-produttivo caratterizzato da un reticolo di piccole e medie imprese. In tale contesto sarebbe stato registrato, in alcuni casi, anche il ricorso a pratiche usurarie ed estorsive finalizzate ad assumere il controllo di attività economiche. Un fenomeno che deve essere attentamente monitorato nella considerazione degli effetti della crisi pandemica che hanno ulteriormente aggravato la preesistente difficoltà economica, rendendo le realtà imprenditoriali particolarmente vulnerabili. Un ulteriore elemento di possibile attrazione per gli affari delle mafie è rappresentato dagli ingenti finanziamenti pubblici per la ricostruzione “post sisma”  che già in passato hanno evidenziato tentativi di infiltrazione negli appalti da parte di società riconducibili a organizzazioni criminali extraregionali. A tal proposito, il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Perugia ha evidenziato come una “particolare attenzione viene dedicata alla ricostruzione post sisma che in passato ha evidenziato possibili accessi agli appalti di società in stretto collegamento con la camorra e la ‘ndrangheta. Costante è, a tale riguardo, il collegamento con la DNA e la DIA …” Altro elemento di agevolazione per una “colonizzazione” del territorio è dato dalla presenza nelle case di reclusione di Spoleto e Terni di detenuti sottoposti ai regimi speciali che nel tempo hanno determinato il trasferimento e lo stanziamento di parenti dei reclusi. Le indagini condotte nel tempo hanno via via dimostrato l’operatività soprattutto nella provincia di Perugia di soggetti riconducibili prevalentemente alla ‘ndrangheta. In particolare è emersa la presenza di personaggi collegati alle ‘ndrine GIGLIO, FARAO-MARINCOLA ,MAESANO-PANGALLO-FAVASULI e SCUMACI e più di recente alle ‘ndrine MANNOLO,ZOFFREO e TRAPASSO di San Leonardo di Cutro (KR) e a quella di COMISSO di Siderno (RC). I settori nei quali la criminalità calabrese ha espresso operatività sono risultati oltre al riciclaggio il traffico di stupefacenti e le estorsioni. Aggiornata conferma della presenza di soggetti riconducibili alla ‘ndrangheta si è avuta anche con l’indagine “Eyphemos” del febbraio2020 che nell’ambito di una più ampia operazione ha tra l’altro colpito 3 soggetti che avevano trasferito i propri interessi criminali a Perugia e provincia dove attraverso l’aggiudicazione di un subappalto per la realizzazione della rete in fibra ottica si erano inseriti nei canali dell’economia legale. I predetti organici ad una compagine associativa operante alle dipendenze del locale di Sinopoli (RC) assicuravano anche la circolazione di informazioni con i capi ed affiliati e si occupavano del pagamento di armi di cui si riforniva la cosca. Per quanto riguarda la camorra le indagini degli ultimi anni hanno dimostrato la presenza di affiliati sia al clan dei CASALESI, sia a quelli dei FABBROCINO e TERRACCIANO rispettivamente originari del casertano e del napoletano. Non si rileverebbe invece l’attualità nella presenza della criminalità pugliese e lucana. Nel capoluogo di regione è stata di recente registrata una sensibile crescita del traffico e dello spaccio di stupefacenti gestito prevalentemente da sodalizi di origine straniera. In merito, il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Perugia in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2020 ha rappresentato245: “…Il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti nel distretto costituisce l’attività principale di differenti e numerosi gruppi criminali che agiscono su entrambe le province. L’importanza assunta nel narcotraffico dalla criminalità albanese e magrebina ha permesso alle organizzazioni, stabilmente insediate in Italia, di adottare modalità operative tipicamente transnazionali, commercializzando con i gruppi locali, principalmente di origine marocchina…”. Sul territorio sono infatti presenti gruppi strutturati di matrice etnica o multietnica costituiti principalmente da nigeriani e albanesi interessati al narcotraffico e alla tratta di esseri umani quest’ultima finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e del lavoro. Nel semestre un elemento di novità emerge con l’inserimento nel settore della droga da parte di sodalizi orientali. L’operazione “China Express”248 conclusa a Perugia dalla Guardia di finanza il 6 agosto 2020 ha infatti permesso di disarticolare un sodalizio orientale attivo in Italia e all’estero e dedito al narcotraffico internazionale. Il successivo 25 settembre questa volta in provincia di Terni con l’indagine “Ali Park”249 la Polizia di Stato ha svelato l’operatività di un’organizzazione criminale di principale matrice pakistana ma composta anche da 2 tunisini, un nigeriano e un italiano dedita al traffico di eroina importata sul territorio attraverso corrieri. Per ciò che riguarda invece lo sfruttamento della prostituzione è da annoverare l’operazione “Dona Claudia” con la quale il 15 ottobre 2020 la Polizia stato di Terni ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 soggetti (3 colombiani ed un italiano) appartenenti a un’organizzazione criminale che pianificava il reclutamento di donne e transessuali da avviare alla prostituzione, pubblicizzandone l’attività di meretricio su siti on line. Da ultimo, in relazione all’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati è da annoverare il sequestro e la contestuale confisca eseguiti a Perugia dalla Guardia di finanza il 16 luglio 2020. Il provvedimento che ha avuto ad oggetto beni mobili e immobili, per un valore complessivo di circa 33 milioni di euro, ha colpito un imprenditore già condannato per reati fiscali, bancarotta e delitti contro il patrimonio. Il quadro di analisi descritto evidenzia come nel territorio riescano a convivere diversi sodalizi criminali anche di matrice mafiosa che nella regione hanno trovato terreno fertile soprattutto per l’investimento di denaro proveniente da attività illecite. Tale condizione, ulteriormente aggravata dal generale stato di sofferenza di vari settori produttivi, impone un sempre più alto livello di attenzione. Allo stato nella regione la proiezione mafiosa più presente e pervasiva riguarda la matrice ‘ndranghetista in relazione alla quale è necessario tenere alta la vigilanza per contrastare eventuali tentativi di infiltrazione nel tessuto economico o ulteriori iniziative criminali nel settore degli stupefacenti. Da non sottovalutare inoltre i sodalizi di origine straniera. L’assenza di contrasti tra le varie matrici etniche per la spartizione degli “affari” induce a ritenere che anche per l’immediato futuro non si prevedano significative criticità nei rapporti tra gruppi criminali. Sono tuttavia da monitorare e contrastare eventuali saldature tra i sodalizi etnici nonché tra questi e le proiezioni delle organizzazioni mafiose soprattutto nella gestione del mercato degli stupefacenti.>>

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