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14 aprile, venerdì, 2017 Categoria: Cronache

Storie di “Lupi” e delle loro fughe diverse

download-1downloadLe analisi  che tendono a sovrapporre la  vicenda  criminale di Igor Vaclavic, sembra questa l’identità al dunque accertata, a quella di Luciano Liboni   rischiano di produrre un falso storiografico. Non c’è infatti nelle storie personali dei due banditi un elemento che li accumuni più di quanto siano genericamente   paragonabili tutti coloro che delinquono e uccidono. I due sono  diventati assassini per strade completamente diverse, stando a  quello che è noto del ricercato di oggi . E’ nella fuga che sembrano-ma soltanto per brevi tratti- percorrere/ripercorrere strade  che attraversano situazioni paragonabili. Per esempio è comune la dote fisica  della  capacità di nascondersi negli ambienti  più ostili e di sopravvivere nelle condizioni più estreme. Per questa capacità  Luciano Liboni  è stato “il lupo” e  il serbo Igor Vaclavic  è diventato “Il lupo”.   Leggi tutto…

22 febbraio, mercoledì, 2017 Categoria: Cronache

“Il sangue delle donne ” diventa teatro con “Per sempre mia”

copertinaSANGUE ALLAN FONTEVECCHIA-E’ ispirato al libro “il sangue delle donne” di Alvaro Fiorucci, lo spettacolo Per sempre mia”con cui debutterà il 25 marzo prossimo il Gruppo Teatrale La Fratente di Mugnano PG. Il testo nasce da un’idea della Regista Valentina Chiatti, la quale leggendo il libro scritto dal  Caporedattore del TGR Umbria, ha immaginato – e quindi trascritto – scene da realizzare su un palcoscenico, nel  tentativo di sensibilizzare lo spettatore su una tematica che sta diventando una piaga sociale nel nostro Paese: la violenza sulle donne. Lo scopo dello spettacolo non sarà soltanto quello di sensibilizzare il pubblico sul tema, ma sarà anche quello di raccogliere fondi da donare alle case famiglia o associazioni che si occupano di donne in fuga, di donne e bambini che scappano dalla violenza domestica  e di tutte quelle donne che trovano la forza e il coraggio di farsi aiutare. Leggi tutto…

28 gennaio, sabato, 2017 Categoria: Cronache

Spacciatori in stand by mentre le mafie provavano a correre: aperto l’anno giudiziario.

cardellaLe mafie  cercano ( e spesso li trovano) spazi nel tessuto economico con i capitali sporchi da investire riciclandoli ;  il  mercato della droga forse arretra o si sta ristrutturando . Più o meno a fuoco , è questa la fotografia dei principali fenomeni criminali che interessano l’Umbria, stando alle affermazioni fatte dalle più alte cariche della giurisdizione all’inaugurazione dell’anno giudiziario umbro. La macchina  gira con molti affanni dovuti ad acciacchi vecchi e nuovi: strutture, spazi , uomini e mezzi. E questo dato   è omogeneo   alle criticità prossime al collasso lamentate  in  tutti i distretti italiani. La risposta alla domanda di giustizia è ancora lenta. Un altro dato omogeneo anche nella sua cronicità. C’è però qualche spiraglio che potrebbe non far vedere tutto nera al cittadino che aspetta per anni una sentenza o semplicemente una prima pronuncia di giustizia. Anche a guardarla dal profilo della corrente burocrazia, ecco gli ingolfamenti. Però il qualche flebile voce positiva da mettere nel bilancio c’è. Merito di chi manda avanti il lavoro nonostante tutto. Il presidente della Corte Mario Vincenzo D’Aprile ha detto che  nel settore civile la pendenza complessiva si è ridotta da 10.691 fascicoli a 8.923 e nel settore penale, dove la pendenza è continuata a diminuire, passando da 3.832 a 3.553 procedimenti. Che sia un segnale? Difficile  piegare  questi dati ad una prospettiva di cambiamento restando immutate le condizioni normative e strutturali di base. Ma questo è un altro discorso. Un discorso che deve fare la politica. E i tempi della politica, come quelli della giustizia, sono i tempi che sono. C’è da aspettare. Leggi tutto…

11 gennaio, mercoledì, 2017 Categoria: Senza categoria

Omicidio di Via della Pergola: passaggio in Cassazione per l’ eventuale revisione del processo a Rudi Guede

fiorucci_copertina_Meredith_frontaleE’ finita? No. Ci sarà almeno  un altro momento in cui innocentisti e colpevolisti torneranno a scambiarsi opinioni in conflitto. Non su una singola posizione-cosa che adesso spetta  per ruolo ai giudici- ma su tutta la vicenda – cosa della quale si appropria, per costume, la cosiddetta opinione pubblica. La più complicata, altalenante, pur massmediologicamente rilevante vicenda giudiziaria degli ultimi anni sicuramente avrà un seguito anche dopo il no della Corte d’Appello di Firenze alla richiesta di revisione del processo che ha definitivamente condannato a sedici anni di carcere Rudi Guede accusato di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher  in concorso con  altri, forse due persone, rimasti sconosciute.  Amanda Knox  e Raffaele Sollecito giudicati con un altro procedimento per la stessa ipotesi di reato sono stati assolti da ogni accusa con decisione ultima della Suprema Corte di Cassazione. E l’ulteriore passaggio giudiziario per il giovane di origini ivoriane sarà, appunto, la Cassazione alla quale ricorrerà la difesa del condannato probabilmente rimodulando gli argomenti recentemente respinti dall’ appello fiorentino. Dunque  c’è ancora qualche mese per esercitarsi sulle previsioni: ultima tappa o ripartenza ?  Tommaso Pietrocarlo, legale di Rudi Guede ,  ha  insistito con l’Ansa: c’è  un “conflitto tra giudicati che deve essere chiarito”. Quel conflitto di giudicati che la Corte d’Appello di Firenze non ha ritenuto sussistere. Che cos’è il conflitto di giudicati che finirà davanti  alla Corte di Cassazione alla quale spetta  dire anche in questo caso l’ultima parola? Leggi tutto…

27 dicembre, martedì, 2016 Categoria: Cronache

Girasole: breve storia di un processo infinito

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La più grande inchiesta sul traffico degli esseri umani destinati ai mercati della prostituzione e della droga, arrivata nelle aule di giustizia  ha prodotto  una v icenda giudiziaria che un domani  potrà essere archiviato come  la singolare storia di un processo infinito. I primi 100 arresti risalgono al  2001; un altro centinaio di persone- italiani ed albanesi- fu  preso un anno dopo.  Esclusi alcuni elementi della piccola criminalità locale molti dei soggetti finiti in carcere avevano contatti con la camorra e con la ‘ndrangheta . Il core business  di questa associazione a delinquere transnazionale era l’importazione clandestina di giovani donne dai paesi di quello che era stato il blocco  comunista . A volte reclutate con la scusa di un lavoro pulito venivano l avviate alla prostituzione soprattutto nei night dell’Italia centrale . Negli stessi locali dove  veniva spacciata la droga fornita dagli albanesi ,cocaina in grandi quantità. Le ragazze erano tenute in stato di schiavitù: private della libertà  con il sequestro dei documenti e costrette ad incassare il più possibile per ripagarsi  in tempi brevi le spese di viaggio e la permanenza nei luoghi del loro sfruttamento L’udienza preliminare – con le due tornate investigative delle operazioni Girasole 1 e Girasole 2 portate a termine dal Ros dei Carabinieri con il coordinamento del  magistrato Antonella Duchini  riunificate processualmente-è cominciata 10 anni dopo  e dovrebbe concludersi,  dopo  cinque anni il 25 gennaio 2017.  Il giudice deve decidere i rinvii a giudizio o i proscioglimenti. Leggi tutto…

24 dicembre, sabato, 2016 Categoria: Cronache

I soldi della ‘ndrangheta e il nucleo Ugeco

cardella C’è una fase due delle indagini sui soggetti  condannati per  reati attinenti gli affari  delle mafie che deve essere intensificata perché il colpo alla criminalità organizzata di cui questo secondo momento investigativo è conseguenza sia ancora più duro. Sono le indagini sui patrimoni che tali condannati hanno accumulato, nascosto, camuffato con l’aiuto  dei prestanome. Seguendo questa via- lo ha reso noto recentemente il procuratore generale di Perugia Fausto Cardella- che la Guardia di Finanza ha potuto sequestrare per poi confiscarli  e restituirli alla comunità beni per oltre un milione di euro riconducibili a un pregiudicato   residente ad Ancona e condannato nel 2011 per essere uno dei capi delle cosche della ‘ndrangheta reggina che controllano il traffico della cocaina sul versante ionico della Calabria.Il boss dal carcere aveva continuato a gestire gli affari di famiglia: trasferimento di capitali in Bulgaria, investimenti di varia natura, attività di compravendita di immobili. Beni che ora sonio stati rintracciati e sequestrati. Determinante- ha detto tra l’altro Fausto Cardella- il ruolo del pool interforze UGECO creato e diretto dallo stesso Cardella: una struttura di coordinamento concentrata sui patrimoni della  criminalità organizzata. E’ un nuovo strumento di contrasto alle infiltrazioni di tipo mafioso  sulle quali ora ha il predominio la ‘ndrangheta.Alto il rischio dell’inquinamento dell’economia. Come risulta da un recente dossier parlamentare. Leggi tutto…

28 settembre, mercoledì, 2016 Categoria: Cronache

Amanda Knox, Netflix e l’omicidio di Meredith Kercher

fiorucci_copertina_Meredith_frontedi ALLAN FONTEVECCHIA-Scrive Renato Franco  su Corriere. it: “In realtà il doc (“Amanda Knox “, diretto da Rod Blackhurst e Brian McGinn, su Netflix dal  30 settembre) non  risolve il giallo. Ognuno dei protagonisti porta una sua verità, una verità soggettiva. La cui somma però porta a un’altra verità soggettiva ,quella che lo spettatore si vuol raccontare”. Luigi Bolognini per Repubblica.it chiude il suo commento così: “ Questo prodotto deve essere visto   anche solo, per guardare da vicino dentro la macchina della giustizia e di come le leggi, i processi, le indagini gli articoli, le accuse  e le assoluzioni siano comunque in mano a esseri umani senzienti e spesso fallibili”. La Stampa, con Luca Dondoni : “ E comunque tutte le tv che abbiamo visto  sono uguali: un gruppo di persone che si scambia opinioni su un omicidio stando sedute in uno studio, sorridono i registi. La verità sull’ omicidio? Non cercatela in questo documentario. Qui si parla del caso mediatico. In fondo di tutti noi”.  Sono recensioni che confermano un dato di fatto: intorno all’omicidio di Meredith Kercher  avvenuto a Perugia nel 2007  sembra proprio che non ci siano  fatti da aggiungere , non ci siano verità altre da cercare, non ci siano sentenze da ribaltare.  Leggi tutto…

26 agosto, venerdì, 2016 Categoria: Cronache, Senza categoria

L’interminabile caccia alla pistola del Mostro di Firenze è cominciata a Perugia

NARDUCCI berettaE’ cominciata a Perugia- nel 1982- la caccia alla Beretta calibro 22 che avrebbe ucciso tutte le 16 vittime del mostro di Firenze. Se ne parla di nuovo in questi giorni per il ritrovamento di una vecchia pistola , stessa marca e stesso calibro, lungo un sentiero tra la vegetazione del Mugello e inviata nel laboratori romani del Racis. Tra gli esperti prevale scetticismo sulla possibilità di una svolta investigativa. Comunque si torna ad indagare. Si torna a cercare.  I bossoli dei colpi sparati  nel  1968 per il primo duplice omicidio delle terribile serie del Mostro dal 1974 erano allegati  ad un fascicolo a carico  di  un  imputato  Stefano Mele che prima aveva confessato e poi ritrattato per coinvolgere  altre persone anche loro di origine sarda (vedi pagg.86,87 di  “48 small ”- Morlacchi editore- ndr). E’ il momento che indirettamente prende avvia la cosiddetta pista sarda e con la comparsa nella vicenda dei fratelli Francesco e Salvatore Vinci che successivamente furono coinvolti e prosciolti per ad alcuni duplici omicidi sempre attribuiti al Mostro.  Il confronto con i bossoli ritrovati sulla scena del crimine  per l’assassinio di una coppia di giovani, Paolo Mainardi e Antonella  Migliorini,  stabilì l’identità   sulla quale si è fondata la convinzione degli inquirenti di una stessa arma- che non è stata mai trovata—per la catena di morte che si è interrotta nel 1985. Leggi tutto…

23 luglio, sabato, 2016 Categoria: Cronache

Dal pollaio di Cannara ai circuiti mondiali del mercato clandestino dell’arte rubata: il presente,il passato.

vasiRitrovati dai carabinieri di Perugia in un pollaio di Cannara i vasi attici a figure rosse e con decorazioni, intarsio a foglia d’oro ,databili tra il quinto ed il terzio secolo avanti cristo ora sono sottochiave nel museo archeologico dell’Umbria. In tutto i reperti sono 36 è hanno un valore stimabile intorno ai 15 milioni di euro: un patrimonio trafugato in Puglia e trasferito in Umbria lungo i circuiti del mercato nero dell’arte. Ci sono cinque  persone indagate per ricettazione, ma le indagini sembra puntino più in alto.  Delle preziose ceramiche recuperate negli incarti con le pagine de “La Gazzetta dello Sport “ gli inquirenti vogliono conoscere l’itinerario che hanno seguito e le mani per le quali sono passate . E, non è escluso, le mani alle quali erano dirette. Leggi tutto…

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