mercoledì, ottobre 3, 2012 Categoria: Appuntamenti

Michele Giuttari alla presentazione di <<48 Small>>

N:Te eri a conoscenza che il Pacciani faceva questi omicidi? V:Si.N:Tu eri a conoscenza?V. Si .E allora perché un sei andato…spiegalo a me e per agosto tu sei fuori. Tu sei a casa tua.V:Bravo Renzo.N: Spiegamelo Mario..V:Te l’ho spiegato. N:No, tu non mi ha spiegato niente..tu eri a conoscenza che Pacciani faceva questi omicidi…V:Mah! Gli era nel bosco con le pistole.N:Ma spiegamelo bene Marino.. V :si.N:Dimmelo.. V:Eh.. gli era nel bosco con le pistole.Questa trascrizione del contenuto di un’intercettazione ambientale di un colloquio tra Mario Vanni (V),il postino di San Casciano,compagno di merende di Pietro Pacciani,e un suo amico Lorenzo Nesi (N) più volte testimone nelle inchieste fiorentine  e testimone anche nelle indagini perugine  è uno dei documenti che Alvaro Fiorucci pubblica per la prima volta integralmente nel libro <<48 Small-il dottore di Perugia e il mostro di Firenze>> un volume edito da Morlacchi che ripercorre tutte le tappe delle complesse e ancora non concluse vicende giudiziarie sorte intorno alla morte del medico perugino avvenuta l’otto ottobre 1985. una disgrazia o un suicidio ha sostenuto in tutti questi anni la famiglia; un omicidio ha sostenuto nelle sue molteplici investigazioni la Procura della repubblica di Perugia che vede quella morte in qualche modo collegata con gli otto duplici omicidi delle coppiette. La presentazione del libro è prevista in occasione di UmbriaLibri, domenuca 11 novembre alle 17 nella Sala dei Legisti in piazza Iv Novembre a Perugia. Alla presentazione interverrano lo scrittore ed ex poliziotto Michele Giuttari (è l’investigatore che ha scavato più a fondo sui misteri del Mostro di Firenze e sui misteri,veri o presunti, della morte di Francesco Narducci)  e il cronista de Il Messaggero Italo Carmignani.Nel 1985 le indagini sulla morte del medico vennero archiviate senza autopsia e senza particolari  approfondimenti investigativi :il decesso fu una disgrazia senza responsabilità di terze persone accertò il sostituto procuratore della repubblica Federico Centrone.Dopo l’esumazione e l’autopsia dei primi anni 2000 il pubblico ministero Giuliano Mignini ne ha data una lettura completamente diversa:Francesco Narducci fu ucciso. Strozzato perché con il suo comportamento (pentimento?) avrebbe messo a rischio la segretezza della cupola di mandanti che utilizzava i feticci, le parti intime strappate alle vittime femminili, per riti esoterici forse propiziatori della fertilità. Un giudice Marina De Robertis, ha prosciolto su richiesta dello stesso pm tutti gli indagati per il presunto delitto, archiviando però la morte nel Lago Trasimeno come omicidio.Un altro giudice, Paolo Micheli con una motivazione di 900 pagine ha detto no al processo che Giuliano Mignini voleva per una ventina di persone indagate in una seconda inchiesta  per una presunta associazione a delinquere che sfruttando vincoli di solidarietà, anche massonica, avrebbe tramata per tanti anni per allontanare gli inquirenti da una verità indicibile, quella del coinvolgimento dei delitti del Mostra. Tra i prosciolti eccellenti il padre e il fratello Ugo e Pierluca Narducci, l’ex questore Francesco Trio e tanti altri personaggi più o meno conosciuti. A queste due principali inchieste si sono intrecciate negli anni altre vicende giudiziarie che hanno visto finire sottoprocesso lo stesso pm Mignini e il poliziotto che ha scoperto i compagni di merenda Michele Giuttari con tanto di perquisizione della procura della repubblica di Perugia da parte di magistrati della Procura della Repubblica di Firenze. E poi conflitti di competenza, indagini incrociate,incursioni negli uffici del Gides ( il gruppo investigativo dedicato dal Ministero degli Interni al Mostro e a Narducci), un giornalista,Mario Spezi in prigione, duri scontri tra accusa e difesa nelle aule delle udienze preliminari e negli incidenti probatori. Senza precedenti anche lo scontro tra i periti medico legali sulla lunghezza del cadavere ripescato a Sant’Arcangelo di Magione e riconosciuto per lo scomparso il 13 ottobre 1985 e il cadavere di Francesco Narducci sottoposto ad autopsia a Pavia nel 2002.Alvaro Fiorucci in <<48 Small-il dottore di Perugia e il Mostro di Firenze->> ricostruisce l’intera storia piena di colpi di scena ,di misteri, di verità immaginate e di verità giudiziarie, attraverso la pubblicazioni di documenti riservati o di documenti solo parzialmente noti. E’ un viaggio attraverso fatti che frutto di una realtà non provata e quindi soltanto supposta , consentono una lettura dei comportamenti dei soggetti coinvolti e quindi è fotografia di un contesto sociale . Ma è anche un viaggio attraverso i meccanismi della giustizia per quasi un trentennio alle prese con uno dei più grandi misteri italiani.

Fontevecchiamirror

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