sabato, luglio 27, 2013 Categoria: Cronache

Appello dal pianeta degli scomparsi :non smettete di aspettare

Laura cerca  Davide da cinque anni. Davide è suo figlio e il 27 luglio del 2008  aveva ventisette anni. Davide Barbieri quel giorno,si allontanò dalla comunità  Lohuen, una struttura psichiatrica riabilitativa di San Faustino di Morrano, vicino ad Orvieto dove era entrato dodici giorni prima. Da allora niente . Nessuno l’ha più visto. Nessuno l’ha più sentito. Lo hanno cercato. Laura continua a cercarlo. Oggi , 27 luglio 2013, è tonata lungo i sentieri che si allontanano  dalla sede della comunità che ora è chiusa perché Lohuen si è trasferita. La donna è con un gruppo di amici. Pochi, ma decisi a non dimenticare.<< Nove mesi, nove anni, novanmmta anni, un a madre non smette mai di aspettare il proprio figlio>> ha scritto la donna in una pagina del blog cerchiamoDavide.org.  La storia di Davide che scompare e di Laura che non perde la speranza è comune a tante altre persone che non si trovano e a tante altre che non  si danno per vinte nonostante tutto. E al ricordo degli scomparsi e all’impegno di chi più o meno solo non si è arrende è dedicato il flash mob che sulla piazza del Duomo del Maitani è stato organizzato in concomitanza con l’arrivo di Laura e dei suoi amici. Manifestazione alla quale l’amministrazione comunale di Orvieto ha dato un sostegno pieno. Sostegno perché i casi di scomparsa non finiscano in archivio e perché le famiglie degli scomparsi abbiano gli aiuti e la solidarietà di cui hanno bisogno perché la porta della possibilità non si chiuda mai del tutto. In trenta anni  l’allarme è scattato 1.065 volte e per 957  casi è rientrato con il ritrovamento degli scomparsi. Le statistiche dicono che ora c’è una situazione di stabilità: il numero delle persone da cercare  oscilla tra cento e 110. Di queste 30-35 sono minori. Anno dopo anno la dimensione del fenomeno resta invariata.Le storie invece sono molto diverse tra loro.  Anche quelle che hanno in comune  il sospetto dell’omicidio come ipotesi finale. E’ il caso, ad esempio, della scomparsa da Perugia nel 2006 della  studentessa Sonia  Marra per la quale è in corso un processo con un imputato; per  la giovane madre Barbara Corvi  che  non è più tornata nella sua casa di Amelia dal 2009; per la badante  rumena  Lucia Ciocoiu vista l’ultima volta a Ponte Felcino sempre nel 2009. In altri casi di persone scomparse in Umbria non c’è neppure un’ipotesi finale comune. Così profonde diversità ci sono nella vicenda di Fabrizio Catalano,avvistato l’ultima vola nel 2005 lungo il sentiero Francescano rispetto ,in quella di Giampaolo Mommi  scomparso nel 2001  tra mille misteri e un processo  con l’assoluzione piena dell’unico imputato; in quella dell’escursionista Danilo Riccini scomparso sui Sibillini un anno fa.In Umbria il Consiglio regionale, uno dei pochi in Italia, ha varato una legge specifica (appunto per non chiudere anche l’ultima porta sulla speranza),mentre convenzioni tra stato e  enti locali , sono state sottoscritte per accorciare i tempi che intercorrono tra le denunce di scomparsa e l’attivazione delle ricerche.

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