mercoledì, marzo 12, 2014 Categoria: Appuntamenti

” il sangue delle donne “, 50 femminicidi in Umbria , presto in libreria.

Di Allan Fontevecchia

bontoiu<<Sul pavimento c’è sangue .Parecchio. Una maschera oscena si specchia nel liquido che è stato rosso prima di virare al marrone. Effetto cromatico di una morte arrivata rapida dopo il taglio netto e profondo che ha attraversato il collo da una parte all’altra con precisione chirurgica per non  slabbrare  il solco orrendo del dissanguamento. Ofelia è morta. Ofelia è ancora viva. Ofelia forse può essere salvata >>: è un brano tratto dal racconto dell’ultimo femminicidio, quello avvenuto l’8 marzo 2014 a Gualdo Tadino, riletto da Alvaro Fiorucci  nel libro in uscita da “Morlacchi editore”, dal titolo provvisorio <<Il sangue delle donne>>. Un libro che come i precedenti,<<Un bambino da fare a pezzi- sequestro e liberazione di Augusto De Megni >>, <<Il cacciatore di bambini- biografia non autorizzata del mostro di Foligno>> e <<48 Small-il dottore di Perugia e il mostro di Firenze>>,ripropone  con ricostruzioni e  aggiornamenti, fatti reali narrati in cronache del passato e in cronache più recenti. << Il sangue delle donne>> infatti è la narrazione di oltre cinquanta casi di donne ammazzate dai loro compagni. Cinquanta donne uccise nei modi più diversi e negli ultimi trenta anni in Umbria. Per alcuni  casi in particolare vengono pubblicati per la prima volta nella loro interezza, parti di atti processuali. Come per l’omicidio di Mara Calisti un delitto avvenuto a Todi negli anni novanta, un delitto senza colpevole. Un delitto irrisolto: “cold case”. Come per il barbaro omicidio di Maria Geusa,la bambina “scossa” a nemmeno tre anni. Come per la morte di Barbara Cicioni uccisa  con la bambina che avrebbe dovuto presto partorire. I delitti sui quali che  il nuovo libro di Alvaro Fiorucci  invita a non dimenticare    appaiono appesi alla stessa  corda che nel quotidiano vediamo,tocchiamo, allontaniamo. E’ la corda della cultura e del costume sociale. E’ la corda dell’uomo che possiede e non vuol rinunciare al possesso. E’ la corda dell’uomo che si ritiene proprietario della donna che uccide. A volte il sentimento della proprietà nasce ( quanto meno così è riferito) dalla distorsione dei legami affettivi. Altre volte la proprietà di una donna è  vissuta come condizione produttiva : per lo sfruttamento della prostituzione, del lavoro nero, per lo spaccio della droga.  Uomini che diventano assassini imprevedibilmente. Uomini che ammazzano molto meno imprevedibilmente  quando il delitto,situazione per altro molto frequente, arriva come ultimo anello di una catena di violenze e maltrattamenti. Uomini che sparano,accoltellano o strozzano per dovere di clan. Una storia diversa , un calvario diverso. Donne alle quali viene rubata la vita da uomini che poi forse pentiti, forse no, mettono fine anche alla loro vita. Non è raro.

Il  <<Sangue delle donne >>  è anche il racconto delle trasformazioni sociali del nostro paese fatto attraverso una tipologia di reato sempre uguale a se stesso. Che nasce da una cultura sempre uguale a se stessa . Immutabile. 

Prenotazioni: Morlacchi Editore Perugia

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