domenica, maggio 24, 2015 Categoria: Cronache

Come la controffensiva cambia i connotati al mercato dell’ ex capitale della droga.

cocaina_droga_web_0Il mercato della droga a Perugia sta cambiando e il primo elemento che ci fa percepire questo lento cambiamento è la forte riduzione delle morti per overdose. Il 2006 e il 2007- ce lo ricordano idati della Polizia di Stato- furono anni tremendi: una media di tre morti al mese con indici- rispetto alla popolazione- che proiettavano la città in cima alle classifica delle capitali degli stupefacenti. E per essere più chiari :il 2007 è l’anno dell’omicidio di Meredith Kercher che la stampa nazionale, osannata e riverita dalle fonti locali, ha voluto rappresentare come figlio di un certo distorto contesto cittadino. Ora il numero dei decessi da overdose è sceso a uno al mese. Percentualmente è un calo che testimonia in qualche e modo una vittoria: meno 46 per cento è un risultato che merita apprezzamento e rispetto. Bene, anche se non è esaustivo  affermare che questo avviene solo perché lo spaccio è arginato, i pusher clandestini sono sotto assedio, in gran numero vengono  rimpatriati. Sono operazioni encomiabili dai risultati più che apprezzabili. Ma potrebbero non spiegare tutto. Probabilmente si muore di meno perché la roba che si spaccia è meno letale. I venditori di morte trovano ora più convenienti altre miscele di droga ( e l’85 per cento di chi muore a Perugia ha tra i 33 e 48 anni mentre il 65 per cento viene da fuori provincia). Una conferma indiretta a questa ipotesi è che mentre il numero degli arresti è stazionario intorno al numero 190 il numero delle persone segnalate alla Prefettura per droga  passa in un anno da 144 unità (165 per gli illeciti amministrativi) a 285 unità. Dunque semplificando, forse troppo ma in maniera non fuorviante, la massa dei tossicodipendenti non perde peso. Non perde peso nell’economia criminale. Non perde peso ,probabilmente neppure nella costellazione dei reati satellite. Il 73 per cento delle perone arrestate sono stranieri, mentre il 68 per cento delle denunce riguarda italiani. Potrebbe voler dire , per la gravità dei reati commessi, che il traffico continua ad essere in mano ad albanesi, nigeriani, rumeni, nuovi innesti sudamericani. E che sono loro a farla da padroni inseriti nei ruoli a maggiore responsabilità e pericolosità. I ruoli che sviluppano la maggiore redditività. La Polizia di Stato ci dice che sono stati sequestrati nell’ultimo anno 13 chili di droga. Non sono molti, ma sono significativi. Significano che a Perugia non c’è stoccaggio, ma ci sono transito e spaccio.

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