mercoledì, giugno 10, 2015 Categoria: Cronache

Dalla terra di mezzo all’uomo in mezzo: iperbole della modernizzazione della criminalità

polpostDue  inchieste  attuali  utilizzate  per l’ iperbole di un surreale  confronto  tra mezzi di  guadagno illecito  ci danno , con una buona approssimazione, la misura di come il crimine   potrebbe evolvere  verso nuove forme e come attraverso  Internet  diventare potente ,internazionale, difficilmente penetrabile. Basta un click che sia moltiplicato nella maniera più opportuna da decine di computer sparsi per il mondo. Il crimine cibernetico sa colpire, stendere  reti complesse di complicità,  mettere  insieme professionalità  , ottenere guadagni rapidi e ingenti con sistemi  che appaiono propri di un pianeta diverso da quello pur contemporaneo dell’altra inchiesta che qui ci interessa citare ovvero “mafia capitale”, quella delle mazzette e degli appalti taroccati alle cooperative sociali. L’altra, ovviamente, è quella di oggi, quella del cyber crime, quella della Polizia delle Comunicazioni di Perugia, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Petrazzini, con 62 ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Alberto Avenoso e eseguite in Spagna, Polonia, Regno Unito, Belgio, Georgia,  Turchia , Camerun e Nigeria.  La prima ,quella  delle tangenti ai politici, è stata chiamata anche  indagine sulla “terra di mezzo”. La seconda, quello di oggi, si chiama “uomo in mezzo”. E’ un caso. Un caso buono per la nostra iperbole, l’iperbole intorno alle possibilità di evoluzione  della forma  delle attività criminali. Le mazzette romane è roba attualissima e pure ci  mette davanti alla rappresentazione  della corruzione e della commissione di altri reati (intimidazioni, voto di scambio, aste truccate)  secondo ritualità e perversioni di sistema che conosciamo da sempre :” una mano lava l’altra” ha sintetizzato uno degli indagati. Una lavata dopo l’altra ,politica e impresa fanno i loro affari sporchi. Nella grande retata della Polizia Postale al momento  non c’entra la politica e questo rende in gran parte incomparabili le due inchieste. Però mettere  entrambe contemporaneamente sotto lo stesso microscopio- quasi per avere una realtà aumentata- aiuta forse –come si diceva- a individuare le possibile forme della illegalità avanzata , come avanzati tecnologicamente sono gli strumenti che essa usa per  questo iperbolico cambio  di pelle  . Dunque da “terra di mezzo” a “uomo in mezzo”. Della prima sappiamo, della seconda si sa che è cominciata con la segnalazione di un bonifico sospetto sul conto corrente di un cittadino del Camerun. 33 mila euro e accreditati da una azienda veneta ( che li aveva invece destinati a un suo fornitore)  e che si è conclusa con la scoperta di una rete di hacker e di esperti di social engeneering che deviano- intromettendosi nelle transazioni commerciali tra aziende, italiane e straniere, ingenti somme di denaro ( quasi un milione di euro ,il recuperato )  dai conti correnti di soggetti che tra loro attuavano transazioni commerciali)  ai conti correnti dell’organizzazione articolata su due principali cellule operative, una a Torino, l’altra in Spagna. Camerunensi e nigeriani gli artefici del business delle rapina on-line dove l’arma del delitto sono le e-mail  che i contraenti si scambiavano e l’ “uomo in mezzo” manipolava per tornaconto dell’organizzazione. In fondo  il popolo della “terra di mezzo” , per tornare al nostro raffronto, non manipolava per proprio tornaconto i rapporti tra politica e affari?

 

 

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