martedì, giugno 19, 2018 Categoria: Cronache

Pecorelli : all’Archivio di Stato di Perugia 800.000 carte processuali: 25 anni di misteri in 86 scatoloni

“Il divo e il giornalista- Giulio Andreotti e l’omicidio di Carmine Pecorelli “, il libro-documento di Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno (Morlacchi editore )  ricompone il mosaico dei misteri che per quasi un quarto di secolo ha tenuto sotto scacco l’Italia , un paese a sovranità limitata, come hanno ritenuto alcuni osservatori ,attraverso – come è scritto nel sottotitolo- i frammenti di un processo dimenticato. Il processo che ha visto come un sette volte presidente del consiglio, un importante magistrato passato  alla politica, tre boss mafiosi di grosso calibro e un emergente della Banda della Magliana. Che sono stati -con qualche colpo di scena-tutti assolti in maniera definitiva. Ma è  per il contesto che le indagini prima e le udienze dopo hanno  scandagliato in ogni anfratto, in ogni buco nero , in ogni segreto di Stato che il materiale prodotto è stato considerato di grande valore storico e per questo consegnato alla custodia dell’Archivio di Stato di Perugia. L’avvocato e archivista Tamara Pelucchini ha avuto il compito di ordinare e rendere  consultabili   centinaia di migliaia di carte  che hanno scritto un capitolo della storia contemporanea. Ecco alcuni dei suoi appunti di lavoro.  

<<La serie riguarda la documentazione prodotta nel procedimento penale, che viene identificato presso gli uffici giudiziari, con numeri di ruolo generale:-Proc.nr. 1/94 R.G. Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A) -Proc.nr. 208/94 R.G. Giudice Indagini Preliminari (G.I.P.) -Proc. nr. 4/95 R.G. Corte di Assise (C.D.A.) -Proc. nr. 3/01 R.G. Corte di Assise di Appello (C.A.A.). Il procedimento penale n.4/95 della Corte di Assise è il risultato della riunione di altri procedimenti: il procedimento n. 5/95 c/ Massimo Carminati, il procedimento n. 1/96 c/ Gaetano Badalamenti ed il procedimento n.2/96 c/ Michelangelo La Barbera. L’imputazione è relativa agli artt. 110, 112 n.1, 575 e 577 del codice penale.Le carte pervenute, tramite versamento, presso l’Archivio di Stato di Perugia hanno un vincolo archivistico che può essere ricondotto ad un solo soggetto produttore: il Tribunale di Perugia. Recentemente sono state oggetto di versamento le carte della Procura della Repubblica, quindi, ad oggi la serie conservata presso l’Archivio di Stato di Perugia è comprensiva delle carte afferenti all’indagine, di quelle del dibattimento, considerando il primo ed il secondo grado, e della sentenza della Corte di Cassazione, ma detta serie potrà essere ritenuta completa soltanto con l’auspicata acquisizione dei corpi di reato. La serie archivistica denominata “Processo Pecorelli” è il risultato di un procedimento penale che risulta caratterizzato da: n.6 imputati, Calò, Andreotti, Badalamenti, Carminati, Vitalone e La Barbera;  n.4 parti civili: Rosina Pecorelli, Andrea Pecorelli, Liliana Russo e Stefano Pecorelli; Oltre 100 udienze;n.231 testimonianze; n.326 produzioni documentali.Il materiale oggetto del primo versamento era costituito da: n. 178 buste, contenenti in media 1.000-1.100 carte cadauna, oltre a documenti su altri tipi di supporto (floppy disk, audiocassette ecc.)-n. 11 scatole contenenti circa 40 videocassette cadauna, relative alle udienze, spesso svoltesi in videoconferenza. Circa n. 200.000 carte in totale soltanto per il processo propriamente detto. Il materiale pervenuto recentemente, tramite il versamento delle carte della Procura della Repubblica è costituito da 86 scatoloni, contenenti in media 4 faldoni l’uno.  Considerando che ogni busta contiene in media 1.000-1.500 carte, possiamo immaginare una mole di oltre 500.000,00 carte pervenute, soltanto nell’ultimo versamento. L’intera serie, dunque, consta di circa 800.000,00 carte. I dati che vi trasmetto, considerando che le carte di cui trattasi sono pervenute raccolte in buste, contenenti materiale eterogeneo e non ordinato, neppure secondo un semplice criterio cronologico, afferente alla procedura applicata al procedimento penale, possono darvi un’idea del lavoro svolto dall’Archivio di Stato al fine di redigere strumenti da un lato volti ad evitare la dispersione e dall’altro a permettere la consultazione futura di questo patrimonio documentario. Al fine di mettere in luce la rilevanza del materiale conservato presso questo archivio, mi preme ricordare che diversi uffici possono essere indicati quali autori materiali della documentazione: la Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica, il Giudice per le Indagini Preliminari, il Giudice per l’udienza preliminare, la Corte di Assise di Perugia, la Corte di Assise di Appello di Perugia, il SISMI, il SISDE, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza ecc.

La serie è costituita da:

carte processuali (atti, documenti, verbali d’udienza, provvedimenti emessi dall’organo giudicante, rogatorie internazionali ecc.);oggetti di sequestro di varia natura (appunti manoscritti, agende, rubriche, titoli di credito ecc. in originale);videocassette; floppy disk, audiocassette; fotografie.

  Al fine di far notare l’importanza storica del materiale documentario qui conservato, mi preme ricordare che la serie “Processo Pecorelli” contiene materiale pervenuto da     tipologie diverse di uffici   e soggetti e tratta, tra gli altri: Il caso Moro; La loggia P2;Le BR; La Banda della Magliana; Lo stragismo; La mafia; Il delitto Ambrosoli;Il caso Sindona;Il golpe Borghese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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