sabato, ottobre 12, 2019 Categoria: Senza categoria

Per un Bignami incompleto dei fatti criminali avvenuti in Umbria

di ALLAN FONTEVECCHIA
Attraversata da tutti i fenomeni criminali in forma generalmente attenuata con una caratteristica singolare che potremmo definire di andamento sismico. Insomma tante piccole scosse – come quelle che rientrano nella quotidianità delle zone sismiche- con impennate improvvise , ma periodiche, come i terremoti che colpiscono di tanto in tanto questa regione. In Umbria abbiamo infatti lunghi periodi di quiete relativa- in relazione ai fatti di cronaca- e poi all’improvviso ecco il mostro di Foligno, le indagini sul mostro di Firenze, il caso Meredith, il sequestro di Augusto de Megni, la piccola Maria Geusa poco più di tre anni violentata e poi uccisa. Causa della morte: sindrome del bambino scosso. E inoltre la presenza di covi terroristici e di nascondigli di armi in una regione che in una quarantina d’anni di attentati terroristici ne ha subiti due o tre e fortunatamente di lieve entità. Escludendo- soltanto per ragioni geografiche -il conflitto a fuoco di Terontola (2 marzo 2003) nel quale sono morti il poliziotto di Tuoro Emanuele e il brigatista rosso Mario Galesi. E’ all’improvviso, dopo stagioni di quiete che l’Umbria e le sue fattispecie criminali assurgono alla ribalta internazionale per accadimenti che contengono una sorta di esasperazione – anche mediatica-di fatti che avvengono un po’ dappertutto. Epifenomeni che prendono il sopravvento sul fatto in sé.
TERRORISMO.
Dagli anni 70 agli anni 90 possiamo considerare l’Umbria come una sorta di rifugio, terra di reclutamento o reclutamento.
Lo è stato per il terrorismo di matrice neofascista ( Ordine Nuovo-Ordine Nero- Avanguardia Nazionale) come per il terrorismo rosso ( Brigate Rosse e Prima Linea). Per terrorismo nero è stata- ma per un
solo caso- anche territorio operativo con l’attentato alla casa del popolo di Moiano del 23 aprile 1974, un chilo e mezzo di tritolo contro un simbolo della presenza e del radicamento del Pci in questa regione. Per le Brigate Rosse è stato un rifugio di una buona parte dell’arsenale della banda armata. Venne scoperto a Moiano di Città della Pieve nel 1982 e cinque membri della colonna romana vennero arrestati. Di prima Linea furono scoperti due covi freddi , uno ad Assisi, l’altro a Spoleto nel corso del 1980.
L’11 aprile 1985 due attentati (uno fallito) nella basiliche francescane di Santa Maria degli Angeli e di Assisi i cui autori non sono stati mai scoperti. Il più recente attentato di matrice politica è del 2008 ed stato registrato nel ternano lungo la linea ferroviaria Orte- Ancona ed è stato attribuito ad una cellula anarco-insurrezionalista.
L’Umbria è stata interessata, ovviamente, anche dal terrorismo internazionale.
Due soli esempi, ma illuminanti:
1)- la permanenza a Perugia di Alì Agca dove – probabilmente- ha ritoccato i piani per l’attentato a papa Giovanni Paolo Secondo nel 1981 a Roma;
2)- la scoperta a Ponte Felcino di Perugia di una base di Al Quaeda dove l’imam di allora di quella piccola frazione con alcuni complici istruiva aspiranti combattenti e kamikaze della jihad . Questo nel 2007.
L’ANONIMA SEQUESTRI
Anche l’anonima sequestri ha trovato in Umbria un terreno fertile. Anche se per la dimensione territoriale e per la ricchezza circolante i sequestri di persona a scopo di estorsione sono sti pochi: il primo nel 1979 a Valfabbrica, un bambino di dieci anni, Guido Freddi, figlio di un ingegnere romano. Ora è un musicista affermato e vive a Parigi. I responsabili non sono stati mai identificati anche se una banconota del riscatto è stata ritrovata in Sardegna .
La cosiddetta anonima sarda che – fino a quando i vari gruppi di banditi operativi nel settore anche senza legami tra loro sono stati in azione- ha avuto in Umbria buone complicità e aiuti preziosi ha compiuto nell’ottobre del 1990 il sequestro di Augusto De Megni,un altro bambino di dieci anni, liberato dai Nocs della polizia dopo 110 giorni di prigionia in una grotta di Volterra. Dei quattro sequestri di persona avvenuti in Umbria questo di Augusto De Megni è quello che ha suscitato il più alto interesse dei media. Per l’età dell’ostaggio; per la notorietà della famiglia ( il nonno Augusto De Megni Senior era stato il proprietario del Banco di Perugia ed era il capo di un importante rito della massoneria mondiale, il Rito Scozzese; l’attenzione dei media fu rilevante anche perché per la prima volta l’autorità giudiziaria- con l’allora sostituto procuratore Fausto Cardella- ordinò il sequestro dei beni della famiglia ; impedendo il pagamento del riscatto si spuntava così l’arma principale dei sequestratori. Poco dopo arrivò una legge dello stato che si prefiggeva gli stessi obiettivi.
Un altro sequestro di persona avvenuto a Città di Castello nel 1983 ai danni dell’imprenditore Vittorio Garinei- che si liberò da solo- invece mise la regione di fronte ad un fenomeno che fino ad allora non aveva dato segni particolarmente evidenti: quello dell’ infiltrazione stabile – una sorta di migrazione-della criminalità organizzata, ‘ndrangheta in questo caso. Per il sequestro di Garinei infatti furono arrestati i membri di un’intera famiglia che aveva lasciato da tempo la Calabria – ma conservando forti legami con il paese di origine- per trasferirsi nell’Alta Valle del Tevere.
TRAFFICO DI DROGA-TRAFFICO DI ESSERI UMANI
E’ in torno alla seconda metà degli anni ’80 che la criminalità organizzata scopre l’Umbria come snodo del traffico internazionale della droga e come piazza importante per lo spaccio degli stupefacenti.
Non essendoci una forte criminalità locale sono le mafie italiane, soprattutto prima la camorra e poi la ‘ndrangheta che prendono il controllo delle operazioni. Una volta creato il mercato il controllo dello stesso passa in mano agli albanesi arrivati massicciamente a seguito delle guerre dei balcani . La malavita albanese si alimenta economicamente con il traffico degli esseri umani e cioè l’arrivo dai paesi dell’est di ragazze tenute prigioniere e schiavizzate e costrette alla prostituzione in case lager o nei night club. Lo sfruttamento della prostituzione consente di accumulare capitali, una sorta di accumulazione primaria, che consente a sua volta di avere disponibilità finanziare da investire sul mercato della droga- eroina e cocaina- che agisce come fattore moltiplicatore degli introiti. Questi introiti vengono riciclati in una molteplicità di attività apparentemente legali in Italia nei settori del commercio e dell’edilizia, oppure in attività turistiche nei paesi di origine. E’ in questa fase che nascono sodalizi tra la criminalità albanese la camorra e la ‘ndrangheta. Soprattutto la ‘ndrangheta.
Contemporaneamente diverta forte -perché curiosamente non entra in conflitto- la temibile mafia nigeriana che opera sugli stessi segmenti criminali: emigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione. Quindi mercato della droga nel quale i nigeriani utilizzano i sottomessi magrebini che proprio di questi tempi cercano a loro volta una qualche forma di emancipazione. Ne sono prova spedizioni punitive, accoltellamenti e risse perché a loro volta i magrebini – Algeria-Marocco-Tunisia-si dividono in bande spesso in lite tra loro.
Sul fronte che per semplificare possiamo chiamare albanese questi fenomeni sono leggibile in una serie di esecuzioni – 5 morti e 10 feriti a Perugia- tra il 1997 e il 1999 e in quattro omicidi di donne che volevano liberarsi da quella schiavitù e con minacce nei confronti dei famigliari rimasti nei paesi di origine. Dal fronte nigeriano non si segnalano lotte intestine, ma terribili forme di costrizione delle donne tenute in schiavitù anche con riti vudu di ancestrali richiami religiosi. Su questo fronte suscitò un forte interesse dei media la storia di una ragazza cieca portata in Italia con la scusa di una missione umanitaria per un intervento chirurgico agli occhi
E’ in questi anni che Perugia ha l’indice più alto di mortalità per overdose rispetto alla popolazione, che si registrano le prime immissioni – dopo l’eroina e la cocaina- di droghe sintetiche e che scatta l’allarme per i morti del sabato sera. Morti per overdose e per incidenti stradali.
E in questi anni che mentre la lotta ai narcotrafficanti diventa sempre più planetaria si tenta di fare qualcosa a livello locale. La prevenzione oltre al contrasto allo spaccio minuti e alle indagini per bloccare arrivo-permanenza e traffico di quantitativi importanti. Diversi sequestri sono di un a certa consistenza. A livello di prevenzione oltre al lavoro dei Sert, delle strutture pubbliche in generale, delle Comunità di recupero, si studiano nuovi strumenti. Come il Triage per rilevare i casi di guida sotto l’effetto degli stupefacenti. Il sistema sperimentato per la prima volta in Umbria nel 1999 portò a risultati allarmanti con i test volontari all’uscita delle discoteche. Comunque Perugia alla fine del 2018 era la seconda città Italiana per numero di morti per overdose e Terni la quinta. In media in Umbria muoio dalle 10 alle 15 perone ogni anno per uso di droghe. Nel 2018 sono state arrestate 539 persone per reati connessi agli stupefacenti. Il 57% dei fermati erano stranieri.
LE RAPINE
Le rapine non presentano dati di particolare rilevanza: oscillano tra le 130 e le 150 ogni anno. Di furti ne avvengono circa 15.000 ogni anno, ma anche questo è un dato che non ha una specificità umbra.
Durante un a rapina a una banca di santa Maria degli Angeli un rapinatore solitario ha ucciso una guardia forestale Amedeo Silvestri che aveva cercato di fermarlo.
Tra il 2002 e il 2006 le rapine sono costate la vita a un carabiniere. Domenico Fezzuoglio, intervenuto durante una rapina in banca ad Umbertide e Luca Benincasa della Stradale ucciso da banditi in fuga su un taxi dopo un colpo a Cortona.
A Foligno sempre nel 2006 viene uccisa una guardia giurata durante l’assalto a un furgone blindato da parte di due suoi ex colleghi .
Ma per il capitolo rapine l’Umbria è stata raccontata – nel 2004-per la fuga per l’Italia di Luciano Liboni – detto Il Lupo-ucciso in un conflitto a fuoco a Roma dopo che nelle Marche aveva ammazzato un carabiniere. Luciano Liboni era nato a Montefalco.
La figura di Luciano Liboni- come sapete-è stata mitizzata e certi gruppi dell’estrema destra ne hanno fatto una sorta di eroe maledetto, un Robin Hood sanguinario.
Due rapine con tre vittime hanno avuto nel 2012 una forte risonanza. La prima è avvenuta a Ramazzano di Perugia : la vittima si chiamava Luca Rosi. La seconda a Cenerente di Perugia durante la quale sono statu uccisi e forse torturati un gioielliere in pensione Sergio Scoscia e l’anziana madre.

I FEMMINICIDI
Negli ultimi 30-35 anni in Umbria ci sono stati 60 femminicidi. Tanti, ma non troppi rispetto alla media nazionale : 2 all’anno in Umbria ; 130-140 a livello italiano.
Uno dei casi più clamorosi è stato sicuramente l’omicidio di Barbara Cicioni uccisa a Marsciano il 24 maggio 2007. Uccisa di botte dal marito Roberto Spaccino. Con la donna è mostra anche la bambina che aveva in grembo. Il marito è stato condannato all’ergastolo .
Il movente è lo stesso per tutti: la gelosia, il rifiuto di accettare una totale sottomissione; in altre parole la paura della perdita del possesso.
In Umbria un buon numero di mariti che hanno ucciso si sono poi suicidati.
Il numero degli omicidi in generale, come nel resto del paese, è in forte calo rispetto ad anni più difficili per fatti contingenti, legati a dinamiche malavitose come abbiamo visto. Nel 2018 gli assassini sono stati comunque 3, e nel 2017 1 solo. I tentati omicidi hanno una media di 1,37 ogni 100.000 abitanti. C’è da tener conto come avviene a livello nazionale che pur nei numeri in discesa , salgono i numeri che registrano i femminicidi. Termini freddi come sono freddi i numeri della statistica.
LE TANGENTOPOLI
Anche l’Umbria ha conosciuto le sue tangentopoli.
Non solo perché la Procura della repubblica di Perugia ha indagato circa 300 persone tra magistrati romani e imprenditori per mazzette e processi aggiustati.
Sapete che la piccola Perugia per legge è competente a indagare sui reati ipotizzati a carico di magistrati romani.
Operazioni tipo mani pulite si sono avute a Terni nel 1992 con oltre 15 arresti che hanno decapito in parte i partiti- in particolare il psi e del pds – e in parte l’amministrazione locale. In manette anche imprenditori di livello e tecnici. Siamo ovviamente nel settore edile.
Altri 4 arresti, sempre a Terni l’anno dopo.
La tangentopoli di Perugia scoppia sempre nel 1993 vengono arrestati i tesorieri del Pci-Pds e del Psi e il presidente socialista di Sviluppumbria ,la finanziaria regionale.
Poi una sanitopoli che ha coinvolto i vertici della giunta regionale- presieduta da Maria Rita Lorenzetti- e alcuni alti dirigenti della sanità regionale tra il 2010 e il 2011.
Recentemente- come sapete -è scoppiata una cosiddetta concorsopoli che ha travolto i vertici del Pd- il segretario regionale Giampiero Bocci- quelli della regione- la presidente Catiuscia Marini e l’assessore alla sanità Luca Barberini.

I CASI CLAMOROSI
Il mostro di Foligno. Luigi Chiatti che ha ucciso due bambini Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci, a distanza di un anno l’uno dall’altro. Ottobre 1992, il primo agosto 1993 il secondo. Seminfermo al momento di uccidere ha avuto 26 anni di carcere, ma la sua pericolosità sociale è soggetta a verifica biennale. Prima manicomio Criminale, poi Rems.
La strana morte del medico Francesco Narducci avvenuta nel 1985. Archiviata subito come disgrazia. Inchiesta riaperta nel 2001 per omicidio volontario. 22 indagati- poi tutti assolti- tra le quali il questore, il comandante dei carabinieri, quello dei vigili del fuoco, imprenditori e avvocati. L’accusa ha sostenuto che è stata attuata una colossale messa in scena per nascondere i legami tra quella morte e i delitti del mostro di Firenze. Tre gradi di giudizio hanno definitivamente cancellato le accuse ricolte agli imputati.
Il delitto dell’omicidio di Meredith Kercher avvenuto la notte del 1 novembre 2007 – il fatto di cronaca italiana che ha avuto il più ampio e insistito interesse mediatico- con la sua altalena di sentenze sulle quali ancora oggi si discute.
Condannato con il rito abbreviato Rudy Guede a 16 anni di carcere qualche tempo dopo- con il rito ordinario:
condanna a 26 e a 24 anni di Amanda Knox e Raffaele Sollecito; assoluzione i appello ; corte di Cassazione rinvia ad altra corte, a Firenze; Firenze condanna; la cassazione assolve definitivament Amanda Knox e Raffaele Sollecito.
L’omicidio della piccola Maria Geusa, il 5 aprile 2004. Una bambina di neanche tre anni uccisa dopo una brutale violenza sessuale . All’ergastolo è stato condannato Giorgio Giorni , datore di lavoro del padre della piccola e amante della madre , Tiziana Deserto condannata a 12 anni per concorso negli stessi reati.
Poi i grandi misteri delle persone scomparse: cito soltanto Sonia Marra, venuta a studiare a Perugia da Specchia nel salentino e scomparsa nel nulla il 16 novembre 2006 (imputato di omicidio la guardia forestale Umberto Bindella è stato assolto nei due gradi di giudizio finora celebrati);
Poi 10 anni fa , il 20 Ottobre 2019, la sparizione da Amelia di Barbara Covi con un mistero aggiuntivo: una sua cognata in Calabria ha avuto la stessa sorte.
LE INFILTRAZIONI MAFIOSE
E’ il fenomeno criminale più pericoloso perché le mafie infiltrano con il riciclaggio del denaro sporco il tessuto economico e finanziario finendo per incidere anche sul tessuto sociale. Il denaro sporco arriva – in questi ultimni anni soprattutto a ‘ndrangheta e camorra-prevalentemente dal traffico della droga, dallo sfruttamento della prostituzione, dall’usura e dalla corruzione
I segnali della forza di questo fenomeno vengono dai risultati delle operazioni di contrasto e dalle poche denunce delle vittime.
L’Umbria allora deve stare maggiormente attenta, almeno per due ragioni che hanno verosimilmente permesso l’entrata e la diffusione dei clan: la prima ragione, riguarda la massiccia migrazione di camorristi, ‘ndranghetisti, mafiosi e albanesi a partire dagli anni Ottanta; la seconda, la presenza a Spoleto e Terni delle carceri a duro regime dove si applica il 41 bis. A Spoleto, dove tra gli altri, oltre ai parenti dei detenuti, negli anni Ottanta arriva il re della Kalsa Tommaso “don Masino” Spadaro che sarà arrestato per traffico di stupefacenti e dovrà scontare una pena a trent’anni, e successivamente ritenuto il mandante dell’omicidio del maresciallo dei Carabinieri Vito Ievolella.
Conferma così la relazione del primo semestre 2017 della Direzione Investigativa Antimafia (Dia): “In Umbria, i sodalizi di ‘ndrangheta hanno mostrato, nel recente passato, una tendenza evolutiva tanto nella dimensione quantitativa e qualitativa, quanto nella loro operatività, sempre più autonoma. Verosimilmente, la presenza in loco di strutture carcerarie ospitanti personaggi di spicco della criminalità organizzata calabrese avrebbe indotto i familiari o persone ad essi vicini a trasferirsi nell’area. Nell’area di Perugia si è registrata, in particolare, la presenza delle ‘ndrine Giglio, Farao-Marincola, Maesano-Pangallo-Favasuli e Scumaci”.
/4 in tutto le confische definitive di beni appartenuti a uomini delle mafie.

Lascia un commento