venerdì, settembre 10, 2010 Categoria: Cronache

Scoperto il killer delle conferenze stampa

L’inizio dell’agonia è fissabile alla fine degli anni ’80 dello scorso secolo, cioè tra il 1980 e il 1990. Poi è arrivata una morte lenta per degenerazione  che tocca il definitivo nel 2010. L’aggressione parte strisciante quando si apprende che bisogna apparire, che apparire è un dovere, che se non si appare non si è. E’ un pensare ovvio perché la società televisiva su questo si regge. E’ una scoperta vecchia come il cucco che arriva in Italia quando in America già stanno pensando a Internet e ci sono tomi su tomi che ormai spiegano che si è se si appare, ma mica tanto. Si è se si appare a patto che. Si è se si appare ma attenzione all’abc della tv, perche la tv va usata con sapienza. Ma in Italia questo ancora non si sa ed una corsa ad esserci dentro il teleschermo. Sempre e comunque. Ignorando che sempre e comunque va bene a patto che sei li perché hai qualcosa da dire. O meglio sei lì perché quello che hai da dire interessa gli ascoltatori e fai audience. Ma in Italia,no. In Italia ancora per un po’ l’audience è un mistero glorioso e lo share un mistero gaudioso. Dobbiamo esserci e affolliamo lo schermo. Punto. Comincia una lunga stagione di affollamento che continua anche quando l’affollamento produce distrazione,assuefazione, rigetto. Capiamo il rischio del rigetto tardi, molto tardi. Lo capiamo ancora più tardi in provincia perche rispetto alle questioni televisive in provincia è più facile essere provinciali.E l’arrivo di mister B  sulla scena politica e specularmente sulla scena televisiva  è stata una vera e propria maledizione. Soprattutto in provincia, dalle nostre parti, appunto. Una maledizione perché sono stati tanti, troppi, che hanno cercato di stargli dietro,di far come lui, di imitarlo, di inventarsi comunicatori televisivi. Senza senso della misura, senza temperanza, senza un minimo di autoponderazione. Il guaio è che mister B. è un uomo di televisione (proprietario di televisioni è uno che la tv la sa usare  perché è un essere televisivo) e questo pezzo di identikit non molti lo hanno decifrato subito oppure se  lo sono scordato troppo presto  eppure era ed è il più evidente. Non che per comunicare si debba essere per forza  proprietari di televisioni e saper usare il mezzo, per l’amordiddio.  Certo questi due fattori aiutano e condizionano. Molto, secondo alcuni ,troppo nell’era del mezzo che è anche messaggio e dunque se hai il mezzo hai anche il messaggio. Ma non sempre il mezzo è il messaggio. Bisogna fare un atto di fede, è vero, ma bisogna esserne convinti. Bisogna fare la resistenza,ma la resistenza è una cosa diversa dal contrattacco del vuoto parlare senza significante.  Se il messaggio è forte, sa colpire il ricevente,interessa ed è  di utilità per  il ricevente, se il messaggio ha contenuto , obbliga il mezzo ad esserci, soprattutto se è un mezzo pubblico. Obbliga perchè è richiamato dalla sua natura: deve informare. Invece no,è andata come per Bettino Craxi. Tutti si son creduti Bettino Craxi sol perché ad un certo punto si strozzavano con delle sciarpe rosse, a volte veramente orripilanti, ancorchè griffate.Una maledizione perché, dunque, sono arrivati coloro che hanno pensato che la televisione si fa tanto al metro e ogni occasione è valida per farla e si sono messi di buzzo buono a volerla fare : siamo tutti  mister B. o no?.Fantasia di un sogno improbabile, ma è così che molti generi si sono annacquati fino a perdere corpo e fisionomia in una nebbia pari all’effetto sabbia  che compare sullo schermo quando la sintonia non c’è. Per dirne una, il genere <<conferenza stampa>> è stato ucciso dai killer del voler esserci ,della frenesia di apparire ,del dire il vuoto comunicativo. E i giornalisti, non tutti per carità, ma molti sì, hanno lasciato correre. Se fosse cosa da codice penale il loro reato sarebbe quello di favoreggiamento di chi ha tirato il grilletto.  Non si sono astenuti, sono andati,hanno risposto,sono stati  e lo sono tutt’ora, tra i presenti. Se assenti lo sono più che altro con il pensiero , per distrazione da noia.Con l’attenuante di aver avuto dei mandanti. Perché le conferenze stampa sono morte? Semplice: perchè si fanno conferenze stampa sostanzialmente afone e colpite da distrofia muscolare. Di questi tempi si fanno conferenze stampa su tutto che è come dire sul niente significativo. Ossia su un brodo insapore che bolle,bolle bolle, senza il pezzo di manzo comunicativo che lo tiri. Non è neanche pancotto. Mettono su acqua calda che acqua calda rimane. Si indicono conferenze stampa per lo più per stare intorno a un tavolo senza un perché informativo afferrabile e rilevante. Rilevante nel senso di notiziabile. E si ritiene che il consesso ripreso da una telecamera sia un prodotto televisivo trasmettibile. E se uno gli dice: ma che stiamo a fa’? c’è anche chi s’incazza pure. Primo piano del convocatore, campo largo sui due che gli stanno ai lati, talvolta persi dentro il telefonino o dietro una digitazione sull’IPod .Poi controcampo sul giornalista che ascolta, stacco su una penna che disegna strane figure perché non ha niente da scrivere. Campo largo su una fila di sedie vuote perché la telecamera impietosa ci fa vedere che i giornalisti presenti sono tre, tre giovani precari mandati la dai mandanti per abitudine  perché tanto non costano nulla e così non si scontenta nessuno.Chi ce lo fa fare?. E che cosa dice il convocatore? Mah, tante cose che sono simulacri di cose interessanti: che tra un mese ci sarà una mostra di un tal artista che non c’è e non c’è nemmeno una foto di una sua opera; che forse la prossima settimana coi sarà un congresso ,il più grande del mondo e che si parlerà, forse, se i principali relatori non si ammalano,di una scoperta della quale al momento non si sa precisare la portata; che il comune e le province asfaltano le strade (e ‘mbeh? è il loro compito, o no?); che l’Enel ci dà la corrente e il gas, la Telecom e le altre ci dannio la telefonia (e ‘mbe?)o. ( e ‘mbe ?) ma mai che ci sia un cane a dirci perchè ci sono le bollette impazzite e perchè i call center sono un ginepraio; cari signori siete qui per la presentazione della presentazione di un convegno con un grande medico-artista-musicista-inventore che all’ultimo momento non è potuto venire che a sua volta prresenterà qualcosa prima di un convegno di presentazionet; che alla tal sagra ci sarà questo e ci sarà quello e un ricco programma di giochi e cotillons; che tra due anni o forse più inizieranno i lavori di questo o quel cantiere che al momento è impossibile dire dove verrà ubicato;che la Gesenu raccogli i rifiuuti e la Cesap porta l’acqua ( e ‘mbe?); che questo o quell’ente ha,spostato un ufficio,nominato un manager;che all’interno del partito, del sindacato ,dell’associazione, del club, del condominio  c’è una forte turbolenza ma per carità è meglio dire e non dire, fate vuoi o ve lo diciamo poi al bar,informalmente ; che l’Università tiene dei corsi di laurea ( e ‘mbè?) ;che le forze di polizia sono impegnate in guardie e ladri ( e ‘mbè?).Grazie che siete venuti, ma non c’è tempo di fare domande e poi anche voi avete fretta perché nella saletta qui a fianco è bella e convocata un’altra conferenza stampa. Grazie è stato un piacere:la prossima volta chiamateci quando avete qualcosa da dire. Se urge una telecamera dategli qualcosa da riprendere che non siano volti senza espressione e posti a sedere disoccupati. Se urge un microfono ci sia qualcosa da registrare:che so, almeno una parvenza di notizia materia prima sempre più rara al tavolo del convocatore compulsivo. Inventatevi qualcosa che possa avere una traduzione televisiva, che assomigli decentemente, dopo opportuna lavorazione, ad un servizio spendibile in un  tg che è fatto, per sua natura, di immagini che attirano, di immagini che raccontano in maniera  più esporessiva degli occhi spenti , dei notes senza note, dei posti liberi a sedere  impresse sul nastro beta o su una memoria digitale in una sequenza desolante che snatura un mezzo e funzione. Altrimenti mandate un comunicato stampa che sarà pure un altro mezzo di far comunicazione mezzo accoppato pure questo per gigantismo del voler dire, annunciare, progettare e promettere,ma almeno è di più facile gestione. E se bacheca deve essere, ce la caviamo con il copia-incolla e stiamo tutti più sereni. Ecco perché le conferenza stampa sono morte stecchite.

Lascia un commento