lunedì, ottobre 25, 2010 Categoria: Senza categoria

Rai:ai telegiornali regionali la fiducia degli ascoltatori.

Nati nel 1979 per dare al servizio pubblico radiotelevisivo un’ organizzazione territoriale  più vicina alla nuova articolazione regionale (1970) dello Stato ,i telegiornali regionali sono/ sono stati  considerati <<figli di una Rai minore>> e si è ritenuto che a  tenere in vita queste creature a scartamento ridotto- rispetto ai telegiornaloni nazionali- ci fossero, chi più chi meno, dei dilettanti allo sbaraglio. Per questo i tg regionali negli oltre trenta anni della loro esistenza non hanno mai suscitato interesse, nemmeno come fatto culturaltelevisivo del quale, nel bene e nel male, discutere. Difatti :c’è stato qualcuno , che, per dire, in Umbria, terra prodiga di conferenze stampa,convegni,premi,tavole rotonde e congressi soprattutto nei week end, che ha ritenuto opportuno ricordare questo trentennale foss’anche soltanto per maledirlo? Quando, nel tempo, se n’è  interessata la politica (fortunatamente distratta ) lo ha fatto prevalentemente per cose marginali come  spazi e visibilità : mai per il fatto in se. Se ne sono occupati i sociologi e i tuttologi del costume, ma lo hanno fatto spesso per dovere d’ufficio e quasi sempre turandosi il naso e tenendosi discosti per sparare coperti a palle incatenate:meglio comunque  bordeggiare i nazionali, che ci può scappare anche una comparsata con share da notorietà. Gli altri media? Per carità: la notizia dove stà? Qui non ci sono personaggi,non ci sono curiosità, non c’è neanche costume. Ci son questi qui che si baloccano coni loro telegiornali e i loro radiogiornali : embè? Che vogliamo dire? Ma ci sono 200, 300.000 che li stanno a sentire e a vedere non è il caso di.. ?Ma per carità. Questi sono telegiornalini, vuoi mettere i telegiornaloni? Giornalisti anche loro?Pari dignità? Ma lascia perdere….dov’è un Francesco Giorgino? E un Michele Santoro? quello si che è/non è tema caldo, questione dirimente.Probabilmente non è andata così. Probabilmente nei confronti dei telegiornali regionali c’è stato sempre  un grande interesse. Forse è solo che questi qui hanno un complesso d’inferiorità giustappunto trentennale che neppure se ne sono accorti e brontolano pure.. Vedete infatti che cosa ha pubblicato <<La Repubblica>> in data 25 ottobre 2010 ? Ha pubblicato un’indagine dell’Osservatorio Demos-Coop che , ma guarda tu,proprio ai telegiornali regionali della Rai ha dato il massimo della fiducia espressa dagli ascoltatori. Più fiducia nei Tgr che nel Tg1, Tg2, Tg3, Tg5, Tg la7 . Può essere? Può essere .Alla domanda quanta fiducia hai nei telegiornali? Il 72,1 per cento ha risposto di averne molta o abbastanza nei tg della Tgr (continuano a chiamarli Tg3 regionali se il Tg3 è un’altra testata e non ha niente a che spartire con i regionali, direttore Alberto Maccari, se non la stessa collocazione sulla Terza Rete, a conferma di trenta anni di disinteresse venato di snobismo). Il 63,3 si è pronunciato per il Tg3 , quello diretto da  Bianca Berlinguer, per intenderci una volta per tutte,,il 53,4 per il tg2 di Mario Orfeo ,il 53,2 per il tg1 di Augusto Minzolini, il 48,6 per il Tg5 di Mediaset e il 45,8 per il tg di La7 da poco nelle mani di Enrico Mentana. Fiducia degli ascoltatori perché l’informazione regionale è soprattutto servizio,utilità, contatto diretto con i problemi della gente. Sono telegiornali che spesso trattano di cose minime, una variante,uno scandalo, un delittaccio da niente,unio spettacolo da filodrammatica,l’acqua che non è, il taglio di un nastro per una nuova strada, la festa del santo patrono : minime,ma se trattate con la dovuta professionalità senza spocchia possono aiutare l’ascoltatore nella comprensione della complessità globale che lui circonda. Se gli ascoltatori sapessero (non lo sanno perché mai nessuno glielo racconta) che  almeno un sessanta per cento dei telegiornaloni è fatto proprio con i contributi dei giornalisti dei telegiornalini, che sono sempre lì per primi e in prima fila ad affrontare il primo urto e l’emergenza  vera dove c’è un fatto da raccontare, spesso con le armi spuntante per  via delle ristrettezze del parco risorse , confermerebbero il loro bel voto di affidabilità?Forse lo aumenterebbero pure. Ignorati dagli altri ,ma conosciuti da chi ha il telecomando in mano. Altro che ascoltatore per caso…..

Un commento to “Rai:ai telegiornali regionali la fiducia degli ascoltatori.”

  1. aldo casu ha detto:

    Desidero sapere perche’ in tutti i programmi della rai, il volume si alza automaticamente al momento della pubblicita’. Questo crea notevoli problemi per tutti coloro che abitano in condomini, inoltre e’ molto fastidioso e moltissime volte si preferisce cambiare canale, esempio sull sette, dove questo no accade.

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