martedì, novembre 16, 2010 Categoria: Cronache

L’antimafia vista dal Palazzo

Questo è  il rapporto dellla Commissione Antimafia del Consiglio Regionale dell’Umbria che ha concluso i lavori un anno fa. Da questi dati riparte il lavoro della nuova Commissione che si è insediata di recente.   Una attività di indagine svolta tra due settori operativi. Prima l’acquisizione della documentazione nazionale e regionale disponibile, come le relazioni della Commissione parlamentare d’inchiesta e della Direzione nazionale antimafia e i Dossier d’informazione nazionali e regionali. Poi gli incontri conoscitivi con le massime autorità preposte al controllo dei fenomeni criminali, sia in ambito nazionale che regionale, con la rete delle istituzioni locali, con gli enti e le associazioni rappresentative del mondo del lavoro, dell’economia, del sociale, dell’istruzione e della cultura”. Così il presidente della Commissione di inchiesta sulle infiltrazioni criminali in Umbria ha spiegato il lavoro svolto dall’organismo del Consiglio regionale, che si è avvalso di un supporto specialistico “di alto livello”, grazie alla convenzione stipulata con il Dipartimento istituzioni di diritto pubblico dell’Università di Perugia.La Commissione – ha spiegato il presidente – si è mossa per verificare l’esistenza e l’entità del fenomeno dell’infiltrazione criminale in Umbria, per valutare di conseguenza le misure da intraprendere per un’efficace azione di contrasto, nei limiti delle funzioni attribuite e nel rispetto delle competenze proprie di magistratura e forze dell’ordine. Per  comprendere l’entità di questi fenomeni si sono svolti incontri con il Procuratore distrettuale antimafia (Dia) per l’Umbria, Federico Centrone, con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Perugia e Terni, coordinati dai rispettivi Prefetti: quanto emerso induce a ritenere che il controllo del territorio sia ancora saldamente in mano alle istituzioni democratiche. Tuttavia – è stato sottolineato – droga, prostituzione e usura sono fenomeni in costante crescita ed allarmante è l’attività di riciclaggio come testimoniano i numerosi beni confiscati alle mafie nella nostra regione. Attività di riciclaggio potrebbe ulteriormente espandersi in un momento di grave crisi economica, per le difficoltà crescenti di numerosi imprenditori e di tante piccole e medie imprese ad accedere al credito e per le ingenti risorse di cui  invece possono disporre le organizzazioni criminali.Tutti gli interlocutori della Commissione – si legge nella relazione – hanno condiviso l’idea che per sconfiggere le mafie occorre la partecipazione consapevole delle persone, l’affermarsi di una cultura della legalità per orientare i comportamenti collettivi ed individuali verso una nuova etica pubblica. Per questo è stato chiesto ed ottenuto che nel bilancio della Regione fossero impegnati circa 60 mila euro per l’anno 2010 da destinare a progetti formativi di educazione alla legalità da promuovere congiuntamente con le Istituzioni scolastiche e universitarie rivolti alle giovani generazioni.L’Umbria, già considerata tra le Regioni più avanzate in termini di trasparenza avendo introdotto l’obbligo del Documento unico di regolarità contabile contributiva (sia per i lavori pubblici che per quelli privati) può oggi vantare anche l’introduzione dell’obbligo del “Codice unico di progetto” e del “Conto corrente dedicato” per tutte le imprese aggiudicatarie, subfornitrici e comunque affidatarie al fine della tracciabilità delle risorse. È stata implementa la banca dati dell’Osservatorio regionale sui lavori pubblici attraverso la registrazione di tutti i concorrenti alle gare con i relativi ribassi d’asta. È stato istituito l’Albo regionale delle imprese fornitrici, per andare oltre la certificazione antimafia includendo le informazioni prefettizie. Sono stati definiti capitolati speciali con l’obbligo per le imprese di denunciare eventuali estorsioni, pena la cancellazione dall’Albo stesso e i contenuti del “Protocollo di legalità”, da far sottoscrivere a tutti gli attori economici e le stazioni appaltanti dell’Umbria.Per quanto concerne l’attività di controllo e contrasto delle infiltrazioni criminali nella prossima legislatura, il presidente della Commissione di inchiesta ha evidenziato che sarà “fondamentale la mappatura delle cave e delle discariche, accompagnata dalla previsione dell’obbligo per le ditte appaltatrici di stimare i rifiuti e di dichiarare dove dovrebbero essere smaltiti. Sarà importante definire norme più stringenti in merito alle gare per la fornitura di beni e servizi, costruire con le Amministrazioni locali una rete di monitoraggio e controllo sulla compravendita di terreni e immobili e delle attività commerciali. In collaborazione con le forze dell’ordine, la Magistratura, il sistema bancario, gli intermediari finanziari e i notai, sarà importante individuare degli strumenti più incisivi per monitorare la provenienza dei capitali investiti nella nostra regione”.

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