sabato, marzo 23, 2019 Categoria: Cronache

PECORELLI: i verbali di VINCIGUERRA, TILGHER E MAGNETTA

-di ALLAN FONTEVECCHIA

Nella ristampa del 2019 de “IL DIVO E IL GIORNALISTA -GIULIO ANDREOTTI E L’OMICIDIO DI CARMINE PECORELLI:FRAMMENTI DI UN PROCESSO DIMENTICATO ” (Morlacchi Editore), il libro di Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno che ha riacceso i riflettori sul misterioso agguato mortale di via Orazio c’è un ampio capitolo dedicato alla ricerca dell’arma del delitto, una calibro 7,65 silenziata in maniera artigianale. E’, tra l’altro,una sintesi dei verbali di Vincenzo Vinciguerra, Adriano Tilgher e Domenico Magnetta, esponenti di Avanguardia Nazionale interrogati più volte  a proposito. Una lettura che accompagna  l’attesa per l’esito degli accertamenti che la Digos di Roma, su delega della Procura, ha recentemente  compiuto su una pistola sequestrata con altre armi a Monza nel 1995 coinvolgendo di nuovo Domenico Magnetta ,amico dell’ex Nar e uomo della banda della Magliana, Massimo Carminati.

Vincenzo Vinciguerra , all’ergastolo per la strage di Peteano, il 1 luglio 1992 dichiara: ”Confermo le dichiarazioni che ho reso al dottor Salvini circa la confidenza di Adriano Tilgher ( ex Avanguardia Nazionale ndr) relativa al possesso di Domenico Magnetta (ex Avanguardia Nazionale) di un’arma che, a suo dire, era stata utilizzata per commettere l’omicidio Pecorelli. Prendo atto che dalla consulenza tecnica  tra le armi consegnate dal Magnetta ( non sono quelle sequestrate a Monza, ma si riferisce a un fatto precedente ndr), non vi è quella utilizzata per l’omicidio. Non  mi stupisce e l’ho anche ipotizzato nel mio libro “Ergastolo per la libertà. ”Ritengo infatti che Magnetta abbia utilizzato l’informazione come strumento di pressione e che poi sia stato convinto a non consegnare l’arma. Non ho mai parlato di questa vicenda con nessuno che non fosse Adriano Tilgher”.

Adriano Tilgher :” Non ho mai parlato con Vincenzo Vinciguerra di un’arma in possesso di Magnetta. Questa circostanza è per me del tutto nuova. Ho appreso della consegna delle armi di Magnetta nell ambito del processo nel quale eravamo coimputati[…] Dal’altra parte credo anche che i tempi riferiti da Vinguerra non coincidano con quelli della mia conoscenza con Magnetta […]  Escludo comunque  di aver mai saputo nulla circa l’arma che sarebbe stata usata per l’omicidio Pecorelli “.

Domenico Magnetta il 26 ottobre 1992 afferma. “[…] Per quello che concerne le dichiarazioni di Vinciguerra , delle quali mi viene data lettura, posso dire che non corrispondono a verità perché io non ho mai posseduto un’arma che sapevo essere stata utilizzata per l’omicidio Pecorelli. Io non ho mai posto in relazione la condotta dei militanti di Avanguardia Nazionale nei miei confronti con la consegna delle armi. L’unico aggancio con qualc osa di reale che mi sembra possa esservi nelle dichiarazioni di Vinciguerra è con il fatto che in quel periodo tutti smisero di fare politica e che di conseguenza io interruppi i rapporti con i miei vecchi camerati”.

Tre anni dopo, il ritrovamento di Monza. E dopo altri tredici anni la giornalista Gabriella Fanelli recupera la vicenda mettendola in ipotetica relazione con l’omicidio del direttore di “OP”. La procura di Roma riapre il fascicolo e dispone gli accertamenti che, sembra, nel 1995 non siano stati fatti.” Se avessimo saputo di quelle armi ovviamente l’avremmo sottoposte a una comparazione – ha dichiarato il procuratore generale di Perugia Fausto Cardella che con il collega Alessandro Cannevale negli anni ’90 indagò sull’omicidio di Mino Pecorelli-e ora attendiamo con la speranza di un nuovo passo verso la verità. Senza facili ottimismi, però. Difficile che una pistola che scotta perché ha ucciso venga conservata per oltre 15 anni, dal 1979 al 1995,un rischio altissimo, in un ambiente più volte tenuto sotto osservazione. Vedremo “.

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