mercoledì, febbraio 17, 2021 Categoria: Cronache

1980,Paul Durand in Umbria: la rettifica di Alessandro Giovi

Fioruccinews ha pubblicato il 14 settembre 2020 uno scritto che tra l’altro citava una visita in Italia dell’agente francese Paul Durand legato ad ambienti della destra estrema. A tal proposito da Alessandro Giovi si riceve: “faccio seguito al suo articolo uscito sul suo sito il 14 settembre u.s. e intitolato: “2 agosto 1980: l’Umbria, quattro nomi e l’ultimo caffè alla stazione di Bologna” , nel quale lei rievoca il criminale attentato alla stazione di Bologna del 1980.​Giacché nel siffatto articolo lei cita il mio nome e quello dello scomparso Dr. Ugo Cesarini sulla base di illazioni, sono quindi a chiederle la pubblicazione della rettifica qui allegata, ai sensi della Legge sulla stampa n. 47/1948 e successive integrazioni. Distinti saluti”.​ Di seguito il contenuto integrale della rettifica.

Con riferimento all’articolo “2 agosto 1980: l’Umbria, quattro nomi e l’ultimo caffè alla stazione di Bologna” di cui ho avuto contezza in ritardo, tengo a puntualizzare che:
1) Non conobbi né tantomeno ospitai il signor Durand quando questo misterioso personaggio – giunto dalla Francia in Italia – passò per Perugia (dove sembra fosse venuto per contattare elementi estremisti di destra, secondo quanto si seppe dalla stampa di quel tempo) come del resto non mi risulta che lo avesse incontrato alcun esponente dell’allora Partito del Lavoro.

 

2) Ugo Cesarini (morto alcuni anni fa) ed altri fondarono, verso la fine degli anni Sessanta, il Partito del Lavoro che essendo basato sull’idea del Socialismo nazionale (che fu di Carlo Pisacane, Andrea Costa, Camillo Prampolini e Giuseppe Massarenti), non aveva quindi niente a che vedere con l’Msi.
3) Le nostre idee le professavamo onestamente e apertamente, sempre nel più pieno rispetto della legalità, nonché in un libero e costruttivo confronto delle idee nell’interesse del paese.
4) Nel nostro ambiente non attecchì la mala pianta di quell’estremismo provocatorio che non portò (e non porta) mai a nulla, di qualsiasi “colore” esso si tingesse.
Alessandro Giovi

Lascia un commento