sabato, Aprile 24, 2021 Categoria: Senza categoria

Barbara Corvi: ritorno al punto zero?

Tutto torna al punto di partenza? Al punto zero? La scarcerazione di Roberto Lo Giudice intanto ci dice che a carico dell’uomo non ci sono indizi per tenerlo in carcere. E particolarmente interessante sarà conoscere la motivazioni con le quali il Tribunale del Riesame  ha ritenuto – per questa mancanza di prove- di rimettere in libertà l’uomo accusato  dell’omicidio della moglie. È cioè rilevante conoscere  la valutazione che i giudici hanno dato del lavoro inquisitorio della Procura della repubblica  di Terni. A cominciare dalle considerazioni intorno al ruolo dei pentiti di ‘ndrangheta. E questo sarà uno snodo cruciale. Quelle motivazioni saranno un primo indizio  del destino della  ricerca   della verità sulla  scomparsa di Barbara Corvi : si torna al niente che c’era fino alla riapertura della indagini di un anno fa? Le prossime mosse procedurali della Procura della repubblica saranno altrettanto indicative. Sono trascorsi più di 13 anni: c’è ancora da aspettare.

Per un punto della situazione ecco due lanci dell’agenzia Ansa.

 

Riesame annulla ordinanza custodia. La donna è  scomparsa dal 2009

(di Federica Liberotti)

(ANSA) – AMELIA (TERNI), 22 APR – Dopo 23 giorni di

detenzione nel carcere di Terni, è  tornato libero Roberto Lo

Giudice, arrestato lo scorso 30 marzo con l’accusa di omicidio

volontario e occultamento di cadavere nell’ambito dell’inchiesta

sulla scomparsa della moglie Barbara Corvi, di cui si sono perse

le tracce, da Montecampano di Amelia, il 27 ottobre 2009. Per il

quarantanovenne il tribunale del Riesame di Perugia ha infatti

annullato l’ordinanza di custodia cautelare accogliendo la

richiesta dei difensori dell’uomo, che si è sempre proclamato

innocente.

“Non sono un assassino, come sono stato dipinto. Non sono un

mafioso e non appartengo a nessuna famiglia di ‘ndrangheta” ha

detto Lo Giudice, in una dichiarazione diffusa da Klaus Davi.

“Sono 12 anni – ha aggiunto – che non hanno fatto altro che

puntare il dito contro un marito onesto e lavoratore, infangando

la mia persona. Fatto resta che a me è  scomparsa una moglie che

ho sempre amato. Non smetterò’  di chiedere giustizia”.

L’uomo in mattinata è tornato nell’abitazione di

Montecampano, in cui si è  chiuso insieme alla nuova compagna e

alle figlie, chiedendo tranquillità’  ai cronisti. Fuori è stata

posta una bandiera con la scritta ‘Roberto libero.

Non nascondono la soddisfazione per la scarcerazione anche i

legali di Lo Giudice, gli avvocati Cristiano Conte e Giorgio

Colangeli. “Gli elementi vecchi e nuovi raccolti dagli

inquirenti non chiudono il cerchio” ha sottolineato Conte.

Convinto, con la memoria illustrata insieme al collega Giorgio

Colangeli martedì’  per cinque ore davanti al Riesame, di avere

“demolito” le accuse di Antonino Lo Giudice, uno degli 11

fratelli di Roberto e pentito di ‘ndrangheta, così’  come quanto

riferito agli inquirenti da altri due collaboratori di giustizia

in merito al presunto coinvolgimento del quarantanovenne nella

vicenda. “Dai pentiti sono arrivate solo suggestioni non

circostanziate” ha aggiunto Colangeli.  Ora i difensori

confidano che le motivazioni del Riesame – che saranno

depositate entro 45 giorni – “propongano i tanti elementi che

testimoniano l’innocenza di Roberto Lo Giudice”.

La procura di Terni nel 2019 aveva riaperto le indagini sulla

scomparsa di Barbara Corvi dopo una prima archiviazione datata

  1. Tra le ipotesi degli inquirenti quella che la donna, una

volta uccisa per motivi di gelosia, oltre che economici, sia

stata sciolta nell’acido. Destino simile a quello toccato alla

cognata Angela Costantino, moglie di Pietro Lo Giudice,

scomparsa nel 1994 a Reggio Calabria. (ANSA).

 

(ANSA) – AMELIA (TERNI), 22 APR – È tornato nelle sua abitazione di Montecampano di Amelia Roberto Lo Giudice, scarcerato questa mattina dopo l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti il 30 marzo scorso per l’omicidio della moglie Barbara Corvi al quale si e’  sempre proclamato estraneo.   L’uomo e’  chiuso in casa con le figlie e la compagna,  con le quali ha chiesto di essere lasciato in tranquillità’  in queste prime ore di libertà’ .   All’esterno dell’abitazione, affacciata sulla strada principale che porta al paese, è stato fissato un grande drappo dove si scorge la scritta ‘Roberto libero .   “Questa vicenda ci ha colpito molto a tutti, in particolar modo a me personalmente e ai miei figli tutti. Sono 12 anni che non hanno fatto altro che puntare il dito contro un marito onesto e lavoratore, infangando la mia persona in tutti i modi” ha detto Lo Giudice in una dichiarazione rilasciata a Klaus Davi – che ne ha poi fornito il testo – collaboratore di ‘Fatti e misfatti’. “Fatto resta – ha aggiunto – che a me e’  scomparsa una moglie che ho sempre amato. Non smetterò’  di chiedere giustizia. Come ben si nota la giustizia ha fatto il suo corso e chiederò’ con tutte le mie forze che si faccia piena luce su questa vicenda triste che ci ha colpito, senza escludere nessuno. Non sono un assassino, come sono stato dipinto. Non sono un mafioso e  non appartengo a nessuna famiglia di ‘ndrangheta. Io sono Roberto Lo Giudice un padre di famiglia, un uomo onesto che ha pagato fino a ieri le tasse, quindi è  un mio diritto chiedere giustizia per tutto”. (ANSA).       SEB-YQ9 22-APR-21 13:31 NNNN

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