lunedì, Novembre 17, 2025 Categoria: Cronache

Villa Nicoletti: quando la procura di Perugia fece esplorare i sotterranei.

di ALLAN FONTEVECCHIA

“Tuttavia, le esplorazioni hanno condotto ugualmente alla perfetta conoscenza dei locali sotterranei in questione, secondo quanto conferito al sottoscritto consulente tecnico attraverso dettagliata relazione speleologica. I locali sotterranei nell’area di Villa Nicoletti (Roma) sono costituiti da una complicata rete di cunicoli e di vani scavati in epoca romana e ciclicamente riutilizzati in molte epoche successive. In nessun punto di detti locali sono presenti tracce recenti di attività umane messe in atto nell’ultimo decennio (eccezione fatta per l’ostruzione della gradinata che immetteva nella cucina della dipendenza della villa). È esclusa la presenza di cadaveri umani in detti locali”.

Questo è l’ estratto di un  precedente sopralluogo nei sotterranei di villa Osio, ora Casa del Jazz, dove si scava in questi giorni alla ricerca dei resti del giudice Paolo Adinolfi scomparso il 2 luglio1994 e di Manuela Orlandi sparita il 22 giugno 1983. Le operazioni di ricerca  cominciarono  il 16 aprile 1997 dopo che la burocrazia aveva tenuto fermo per nove mesi un esposto della famiglia del magistrato alla quale era stato riferito che proprio quel posto era stato oggetto di una conversazione he lo metteva relazione alla sorte del loro congiunto. L’ispezione è disposta dal sostituto procuratore della repubblica di Perugia Alessandro Carnevale che ha riaperto un fascicolo che ipotizzava un allontanamento volontario. Le operazioni le coordina il soprintendente archeologico dell’Abruzzo Luigi Capasso che si avvale degli speleologi e geologi  Fabio Bacchia, Antonio Klingendrath, Luciano Russo con l’assistenza di un altro esperto , Salvatore Caramiello. Il compito è quello di verificare la praticabilità di accertamenti tecnici rivolti alla individuazione di cadaveri ivi sepolti”. Perché Villa Osio ? Perché è stata sequestrata all’imprenditore Enrico Nicoletti che è considerato il cassiere della banda della Magliana E il suo nome compare nei fallimenti di una serie di società , una matrioska di società, trattati dal giudice fatto sparire e nei quali Enrico Nicoletti aveva più di un interesse. E perché su quella possibile sepoltura giravano da tempo- come abbiamo detto- voci e congetture.  L’ispezione del 1977 ebbe questo esito così come riportato nel libro “ La scomparsa di Adinolfi” di Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno.

“ Le operazioni peritali si sono svolte attraverso due ordini di accertamenti: 1) Indagini aerofotografiche tese a mettere in evidenza l’entità e l’estensione dei locali sotterranei circostanti Villa Nicoletti, anche attraverso l’esame di riprese aerofotografiche eseguite nello spettro dell’infrarosso allo scopo specifico di evidenziare eventuali attività di decomposizione organica. 2) Ispezione diretta dei vani sotterranei nell’area di Villa Nicoletti mediante speleologi e geologi professionisti coordinati dal consulente tecnico. Sono stati eseguiti specifici sopralluoghi che hanno condotto all’esatta ispezione di tutto il complesso di locali e cunicoli sotterranei sottostanti il parco di Villa Nicoletti. L’esito di questa complicata e difficile esplorazione è stato completamente negativo in merito al quesito oggetto di perizia. Tuttavia, le esplorazioni hanno condotto ugualmente alla perfetta conoscenza dei locali sotterranei in questione, secondo quanto conferito al sottoscritto C.T. attraverso dettagliata relazione speleologica. I locali sotterranei nell’area di Villa Nicoletti (Roma) sono costituiti da una complicata rete di cunicoli e di vani scavati in epoca romana e ciclicamente riutilizzati in molte epoche successive. In nessun punto di detti locali sono presenti tracce recenti di attività umane messe in atto nell’ultimo decennio (eccezione fatta per l’ostruzione della gradinata che immetteva nella cucina della dipendenza della villa). È esclusa la presenza di cadaveri umani in detti locali.  Però un dato, che non viene espressamente menzionato, fa venire in mente cattivi pensieri. Perché nelle note a margine della relazione tecnica viene detto: Si stima, per la presenza diffusa sulla loro superfice di alterazioni, radici, muffe, che la loro costruzione si possa far risalire ad epoca antecedente almeno un decennio. Apparentemente solo la frana che ostruisce la galleria più lunga potrebbe essere recente. Solo un sondaggio effettuato con mezzi adeguati potrebbe dare una indicazione attendibile e precisa sulla sua età. La frana risulta composta da materiale sciolto, eterogeneo nel quale la frazione fine, terrosa, è nettamente preponderante. Si è potuto inoltre determinare la lunghezza dell’occlusione in circa quattro metri ed accertare il proseguimento della galleria oltre la stessa. Si sono riconosciuti, nell’area circostante, anche altri cunicoli sotterranei. Individuato un loro accesso è anche stato possibile effettuare la loro esplorazione ed il loro rilevamento, con le già sperimentate tecniche speleologiche. Nel corso dell’esplorazione si è rinvenuta una galleria ostruita da una frana analoga, per composizione, a quella ostruente la galleria di nostro interesse. Insomma, l’esplorazione del sotterraneo non rivela sorprese. Ci sono però crolli e cedimenti che i metodi e i mezzi di oggi, tecnologicamente più dotati di quelli disponibili più di venti anni fa, potrebbero analizzare in profondità e forse aggiungere elementi di conoscenza. Dunque: ora si scava perché ci sono i mezzi tecnici adeguati? Si scava perché si sono avute informazioni più precise? La procura della  repubblica di Perugia che per due volte in passato ha archiviato l’inchiesta sul giudice Paolo Adinolfi, magistrato integerrimo della sezione fallimentare del tribunale di Roma, è in contatto con la Prefettura di Roma che ha dato il via ai nuovi scavi. Non escludendo la possibilità di riaprire il fascicolo di un caso dove sembrano confluire interessi della criminalità ( la banda della Magliana ), di palazzinari e imprenditori, di faccendieri e servizi segreti. Interessi contro i quali si batteva con rigore e onesta il magistrato fatto scomparire.

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