mercoledì, Ottobre 14, 2026 Categoria: Cronache

La criminalità cambia pelle con gli affari della droga

Il narcotraffico, lo spaccio, il riciclaggio , i reati economici in generale disegnano il nuovo identikit della criminalità. La Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia lo sostiene in un documento inviato al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione  in previsione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2027.

Questo il testo integrale. Il documento, firmato dal procuratore generale Sergio Sottani, riferito al periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, non costituisce ancora il bilancio definitivo che sarà illustrato in occasione dell’inaugurazione, ma anticipa e offre una prima lettura dei dati, dei principali fenomeni criminali osservati nel territorio e delle iniziative promosse per contrastarli, ed è stato elaborato sulla base dei contributi delle Procure della Repubblica di Perugia, Terni e Spoleto e della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni dell’Umbria.

Il quadro che emerge è quello di una criminalità in continua trasformazione. Accanto ai fenomeni tradizionali si consolidano forme più strutturate e transnazionali di narcotraffico, crescono le frodi digitali e la criminalità economica, mentre la violenza domestica e di genere e il disagio minorile continuano a richiedere risposte rapide, specializzate e coordinate.

L’Umbria non è un territorio isolato dai grandi circuiti criminali. La sua posizione e le sue caratteristiche economiche e sociali la rendono esposta a fenomeni che superano i confini regionali, utilizzano strumenti digitali e si muovono attraverso reti organizzate, capitali e collegamenti internazionali.

Nel circondario di Perugia il dato di maggiore preoccupazione riguarda il progressivo consolidamento di gruppi criminali, in particolare di matrice albanese, attivi nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno evidenziato organizzazioni più strutturate, gerarchiche e dotate di una crescente capacità economica e logistica.

I sequestri di cocaina, in passato generalmente contenuti entro quantitativi più limitati, hanno recentemente interessato partite comprese tra 16 e 65 chilogrammi. L’Umbria si configura così non soltanto come mercato di consumo, ma anche come area di deposito, stoccaggio e transito verso altre regioni, con collegamenti con organizzazioni criminali nazionali. Desta particolare attenzione anche il coinvolgimento di giovani italiani come corrieri, segnale della capacità delle organizzazioni di penetrare nel tessuto sociale e di reclutare persone in condizioni di vulnerabilità economica

Restano significativi i collegamenti tra operatori presenti in Umbria e consorterie criminali operanti nei settori dei carburanti, dell’energia, del GPL e del reinvestimento di capitali illeciti. Elevata è inoltre l’incidenza delle frodi informatiche: i reati informatici contro il patrimonio hanno raggiunto 1.907 iscrizioni.

Particolarmente rilevante è anche l’incremento dei reati riconducibili alle fasce deboli e al cosiddetto Codice Rosso. Nel periodo considerato la Procura di Perugia ha registrato 564 procedimenti in materia di violenza di genere, formulando 190 richieste di misure cautelari, delle quali soltanto 12 sono state rigettate.

Nel circondario di Terni i principali settori di attenzione sono rappresentati dai reati del Codice Rosso, dagli stupefacenti, dai reati predatori e dai delitti contro la pubblica amministrazione.

I procedimenti in materia di stupefacenti sono aumentati da 206 a 241, con reti di spaccio sempre più organizzate e, in alcuni casi, collegate a soggetti inseriti in circuiti di criminalità organizzata.

Si registra inoltre un incremento dei delitti contro la pubblica amministrazione, passati complessivamente da 203 a 289 procedimenti, in larga parte riguardanti condotte di privati ai danni della pubblica amministrazione. All’interno di questo dato assumono particolare rilievo le aggressioni al personale degli istituti penitenziari, fenomeno favorito anche dalle condizioni di sovraffollamento.

Pur diminuendo numericamente le iscrizioni complessive per Codice Rosso, la violenza di genere resta un’area di assoluta priorità. Nel territorio ternano è stato contestato per la prima volta il nuovo delitto di femminicidio nella forma tentata e aggravata ed è stata applicata la nuova aggravante relativa alle condotte di dominio e controllo sulla donna.

Nel circondario di Spoleto emerge un sensibile aumento dei reati in materia di stupefacenti, con le iscrizioni passate da 74 a 127. Nel territorio di Foligno è stata individuata anche una raffineria di cocaina.

Rimane elevata l’incidenza delle truffe via Internet e dei reati contro il patrimonio, mentre crescono la criminalità informatica e i reati fiscali e societari. Particolarmente significativo è il dato relativo al Codice Rosso: sono stati iscritti 405 procedimenti, tra cui 203 per maltrattamenti in famiglia, 149 per atti persecutori e 53 per violenza sessuale.

La giustizia minorile segnala 720 procedimenti penali, rispetto ai 706 dell’anno precedente, con una maggiore gravità delle condotte contestate: due procedimenti per tentato omicidio, due per terrorismo, 48 rapine, 10 estorsioni e una rilevante diffusione di armi e oggetti atti a offendere.

Preoccupano inoltre i reati sessuali, la pornografia minorile e virtuale e le forme di violenza tra pari. Il web e i social network rappresentano ormai un fattore trasversale nelle dinamiche di aggressività, isolamento, bullismo, sopraffazione e disagio psicologico.

Quando la violenza entra nelle relazioni tra adolescenti, la prevenzione non può iniziare con il procedimento penale: occorre una rete capace di intercettare precocemente disagio, marginalità e modelli relazionali fondati sul controllo e sulla prevaricazione.

La Procura Generale ha rafforzato il coordinamento tra gli uffici requirenti del distretto attraverso riunioni periodiche, direttive, linee guida e protocolli comuni in materia di criminalità organizzata, terrorismo, reati informatici, violenza di genere, tutela dei minori e delle persone vulnerabili.

Tra le principali iniziative si segnalano: il nuovo protocollo distrettuale in materia di criminalità organizzata, terrorismo e reati informatici, con attenzione anche ai “reati spia” e alla condivisione delle informazioni investigative; i protocolli per la protezione e il recupero dei minorenni inseriti in contesti terroristici o criminali; la ricerca “Giovani e territorio”, realizzata con l’Università degli Studi di Perugia mediante l’analisi di 601 sentenze minorili; il rafforzamento delle reti territoriali contro la violenza di genere e delle forme di collaborazione con psicologi, servizi sociali, strutture sanitarie e centri antiviolenza; l’istituzione dell’Osservatorio interdistrettuale sul caporalato e sugli infortuni sul lavoro, promosso con la Procura Generale di Ancona; l’istituzione presso la Procura Generale del Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria per Umbria e Marche, primo organismo di questo tipo in Italia con sede presso una Procura Generale.

L’obiettivo è costruire una risposta giudiziaria non frammentata ma coordinata, capace di leggere tempestivamente i mutamenti della criminalità e di trasformare le informazioni raccolte nei singoli territori in strategie comuni di prevenzione e contrasto.

Conoscere i fenomeni prima che diventino emergenze, condividere le informazioni prima che si trasformino in occasioni perdute, coordinare gli interventi prima che la criminalità sfrutti le distanze tra gli uffici: questa è la direzione dell’azione della Procura Generale.

Il documento trasmesso alla Procura Generale della Corte di Cassazione rappresenta dunque una prima fotografia dell’anno giudiziario: un territorio che conserva una solida capacità di reazione istituzionale, ma nel quale i fenomeni criminali mostrano maggiore mobilità, organizzazione e capacità di adattamento.

 

La relazione è consultabile nella sezione dedicata del sito internet della Procura Generale di Perugia.

 

Perugia, 14 ottobre 2026

 

 

 

 

 

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