sabato, dicembre 29, 2012 Categoria: Cronache

Clandestini:con le espulsioni criminalità senza rifornimenti.

Sono aumentate del venti per cento le espulsioni -con accompagnamento alle frontiere – degli immigrati clandestini e la situazione dell’ordine pubblico a Perugia appare registrare timidi segnali di un controllo del territorio  più efficace e con evidenti risultati di ritorno.Tra questi:meno diffusa sembra la presenza di soggetti a rischio nelle zone calde, sono sensibilmente diminuiti gli scontri tra gruppi rivali e probabilmente meno manodopera e confluita verso  le organizzazioni criminali che controllano il mercato della droga e dello sfruttamento della prostituzione. Negli ultimi mesi dello scorso anno, il 2011, furono 130 gli irregolari  rimpatriati dalla Polizia di Stato. Nel corso del 2012 le espulsioni sono state 270. Quattrocento clandestini  ai quali – secondo le analisi della Questura di Perugia- è stata sbarrata la strada che li avrebbe portati  in quel sottobosco delinquenziale che ha fatto del capoluogo umbro un caso nazionale. Dei 270 espulsi un centinaio è stato scortato alla frontiere e imbarcato su navi o aerei; gli altri con  altre connotazioni di clandestinità sono stati accompagnati invece  ai centri di identificazione ed espulsione, i Cie che alcuni vorrebbero attivati anche in Umbria proprio a causa della densità di irregolari che per i più diversi motivi finiscono da queste parti. Prevalentemente sono tunisini,nigeriani, albanesi : sono le nazionalità che proprio attraverso l’immigrazione clandestina hanno insediato nel territorio umbro gruppi criminali ben strutturati ed organizzati.Una forte percentuale di espulsioni hanno riguardato infatti soggetti che avevano appena finito di scontare una pena detentiva per fatti di droga, episodi di violenza, sfruttamento della prostituzione. Se le espulsioni- che pure hanno un alto costo economico per lo Stato – hanno avuto questo incremento e questi risultati l’andamento positivo si  deve al funzionamento dei diversi protocolli che il Ministero degli Interni a più riprese e anche in epoche diverse, ha sottoscritto con le autorità periferiche della pubblica sicurezza e con gli enti locali con il comune di Perugia ( il più colpito dai fenomeni delinquenziali pertinenti all’immigrazione clandestina) e la Regione che sul governo nazionale ha esercita per anni una forte pressione politica. Una volta che alle parti in causa è risultato pacifico che la situazione nel capoluogo umbro aveva raggiunto il limite del tollerabile e che se per l’ordine pubblico era lecito parlare di emergenza ( dopo troppo tempo trascorso a fare a tenere la testa sotto la sabbia per non vedere anche il macroscopico) questa era sicuramente un’emergenza nazionale. Distinguendo bene tra clandestini per necessità (come i rifugiati polici, le vittime delle carestie, gli oppositori ai regimi dittatoriali,i bersagli civili delle tante guerre che spingono agli esodi di massao) e i clandestini per delinquere, gli organismi di polizia hanno visto nelle espulsioni (sorta di respingimenti mirati e a posteriori) uno degli strumenti più efficaci  soprattutto quanto più alto è il tasso di8 collaborazione con gli Stati di provenienza. Dunque a fianco del normale lavoro investigativo e di intelligence contro narcotrafficanti e trafficanti di esseri umani, a Perugia le autorità (Ministero,Prefettura,Questura) e le forze di polizia ( Polizia di Stato,Carabinieri, Guardia di Finanza, fino ai Vigili Urbani) hanno saputo adoperare con costrutto  lo strumento dell’ allontanamento coatto dalle frontiere . prima la ricerca dei clandestini ( che arrivano a Perugia e in Umbria seguendo i flussi degli sbarchi lungo le coste italiane) con un maggiore controllo del territorio e con  operazioni mirate nei luoghi di rifugio, poi l’ imbarco su navi e aerei. Molto più efficace del foglio di via. Che in genere anche il clandestino più sprovveduto ignorava con tranquillità. Probabilmente continua ad ignorarlo se lo riceve ,ma la sua tranquillità ora dovrebbe essere scesa ai livelli più bassi.

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