giovedì, gennaio 10, 2013 Categoria: Cronache

Le ricche strade del rame rubato e riciclato passano per l’Umbria

Il mercato parallelo  non conosce crisi , cresce il numero delle  bande che gestiscono il riciclaggio, è sempre più facile trovare manovalanza disposta tutto, cresce il numero dei furti. Il giro d’affari è milionario- soltanto Telecom denuncia danni per quattro milioni di euro- ed è saldamente in mano alla criminalità organizzata. I manovali in genere sono rumeni.  Una  vocazione  per   un  settore a basso rischio e ad alto profitto. L’Umbria è considerata una buona piazza del business del rame rubato e riciclato. I ricettatori- spesso legati alle mafie italiane, alla camorra in un caso recente- hanno i loro sistemi di raccolta  e pagano sempre in contanti. Massimo due euro  al chilo. Il  metallo sporco è riciclabile al novanta per cento e nuovo  è stimato intorno agli otto- nove  euro al chilo . Sono  aumentati i furti,gli arresti, il materiale sequestrato. Spesso i ladri  rubano cavi elettrici lungo le ferrovie e i furti bloccano i treni. Il primo caso del 2013 è avvenuto tre giorni fa  sulla Foligno- Terontola a Perugia , replicato oggi sulla stella linea ferroviaria e sempre a Perugia , 400 euro il valore del bottino,50.000 euro la somma necessaria per riparare i guasti provocati dai ladri. In un solo anno, quello appena trascorso- ci sono stati episodi più gravi il 3 settembre  e il 4 e il 26 ottobre sulla Roma- Orte e sulla Roma-Firenze. Complessivamente 700 chili  portati via, 4 persone in carcere. Sempre a Terni tra settembre e ottobre colpi da 4 tonnellate. A novembre il saccheggio tocca gli studi cinematografici di Papigno. A maggio scompaiono 41 quintali di ricambi  da un’azienda di Foligno. E’ uno stillicidio: grondaie , cavi, oggetti sacri nei cimiteri,impianti elettici e idraulici. Due arresti al mese la media delle attività di contrasto. I furti di rame, come quelli di altri materiali ( i furti di oggetti d’oro, gioielli e preziosi vari è un altro capitolo tra le diverse tipologie criminali) hanno registrato una crescita esponenziale  con l’arrivo dei morsi più forti  della crisi economica. Quando trovare un’occupazione anche precaria o in nero è diventato più difficile per tutti: anche per gli immigrati clandestini. E’ per questo che le organizzazioni più strutturate che controllano questo mercato parallelo trovano più facilmente  manodopera a basso costo  che va  ad allargare la base della piramide e probabilmente anche dei livelli intermedi. Alla base ci sono i ladri, più o meno professionisti. Un gradino sopra i rapinatori, quelli dei colpi più consiste e più rischiosi. Sopra ancora i ricettatori. Poi i ripulitori del rame sporco e ancora sopra i commercianti apparentemente puliti che riescono a collocare sul mercato ufficiale il metallo riciclato. Può essere mercato nazionale, come  mercato internazionale secondo le regole dei diversi business criminali di oggi. Tornando alla base , tra i pesci intermedi, ovviamente anche i basiste che non mancano mai.

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