domenica, febbraio 1, 2015 Categoria: Cronache

L’equivoco della pena: la decisione sulla libertà per Luigi Chiatti vincolata alla pericolosità sociale

il-caccaitore-di-bambini-2 Fine della pena  per Luigi Chiatti non significa automaticamente libertà. Scontata la detenzione non  ha saldato del tutto i conti con la giustizia per gli omicidi di Simone Allegretti e di Lorenzo Paolucci. La sentenza definitiva lo ha condannato a  trenta anni di carcere. A settembre ( forse anche a giugno secondo un diverso conto degli abbuoni previsti dalla legge Gozzini)  li  avrà finiti di scontare. Restano però tre anni di permanenza in una struttura di custodia e cura prevista dalla sentenza definitiva per la sua pericolosità sociale. Pericolosità sociale che per legge deve essere di nuovo valutatata prima di dare luogo all’esecuzione della misura di sicurezza stessa.Dalla prigione a qualcosa di simile al manicomio giudiziario, se Luigi Chiatti viene giudicato ancora pericoloso .Dalla prigione alla libertà se la valutazione di  Luigi Chiatti dovesse cambiare e la sua  pericolosità sociale venisse giudicata non sussistere più..L’equivoco sulla supporta imminente  liberazione del geometra che si  è autodefinito <<il Mostro di Foligno >> è tutto qui. Se ci fosse una pronuncia  conseguente alla sentenza definitiva dopo tre anni , nuova valutazione  psichiatrica , di nuovo in bilico tra custodia e libertà.   E’ semplice. Tutto è scritto nella sentenza della corte d’assise d’appello di Perugia dell’11/4/1996 ( vedi “Il cacciatore di bambini- biografia non autorizzata del mostro di Foligno”- Morlacchi editore) . <<Visto l’articolo 605 del codice di procedura penale  in parziale riforma della sentenza in data 28.12.1994 della corte d’assise di Perugia nei confronti di Chiatti Luigi, appellato dallo stesso nonché dal procuratore della repubblica, riconosciuto il vizio parziale di mente di cui all’articolo 89 del codice penale,ritenuta la continuazione per i reati di cui ai capi III-IV da un lato e i reati dei capi V e VI della rubrica dall’altro,escluse le circostanze aggravanti delle sevizie in relazione al reato sub I e della crudeltà per il reato sub V, concesse le circostanze attenuanti generiche e valutate, infine,le stesse, unitamente alla diminuente di cui all’articolo 89 del codice penale , equivalenti alle residue circostanze aggravanti al, considerato più grave il reato sub I della rubrica,riduce la pena inflitta al Chiatti , per tutti i reati ora riuniti sotto il vincolo della continuazione , ad anni 30 di reclusine.Visti gli articoli 295 e 219 del codice penale , applica al Chiatti la misura di sicurezza del ricovero in una casa di Cura e di custodia per un tempo non inferiore a tre anni.>>  Sono le ultime tre righe a dirci che è prematuro strologare sulla data di un eventuale ritorno di Luigi Chiatti. E’ brutalmente anche un fatto di  somme e di sottrazioni. Al geometra di Foligno   negli anni non è stata concesso alcuno dei beneficio (tipo la semilibertà)  che demandano margini di autonomia al Tribunale di Sorveglianza . Luigi Chiatti ha solo usufruito degli sconti di pena previsti dall’istituto della “libertà anticipata” per  buona condotta e per l’impegno nella attività comuni. Sconti di quarantacinque giorni di carcere (in meno ogni) sei mesi trascorsi da detenuto modello. Rifatti i conti recentemente il risultato è che le riduzioni potrebbero spostare  la fine della permanenza in cella da settembre a giugno. Prima di settembre ( o prima di giugno)  una perizia  stabilirà se Chiatti esce,o va in una struttura di custodia e cura. Sono stati aboliti i manicomi giudiziari ? Gli enti locali non hanno provveduto alla realizzazione delle strutture alternative? Dovrà essere il legislatore a sciogliere il nodo. Perché, se Luigi Chiatti resta un soggetto socialmente pericoloso e quindi è attuabile la misura di sicurezza della permanenza per tre anni nella struttura di cui si è detto, una condanna definitiva , con i timbri della Suprema Corte di Cassazione, non può essere cancellata con un  tratto di pena o modificata da un altro potere dello Stato per i ritardi delle amministrazioni locali. E’ più probabile che italianamente arriverà un decreto che terrà in vita ancora per un po’ i manicomi giudiziari per i dodici- tredici casi simili alla vicenda processuale di Luigi Chiatti.         

 

         

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